L’AMORE NEL BUIO: Storie ordinarie di passione e follia – gli autori

Scopriamo di più sulla nostra nuova antologia rosa (Terebinto Edizioni) andando a conoscere meglio gli autori e i loro racconti.

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  • L’ULTIMO UOMO DELLA MIA VITA

Luigia Bencivenga nasce a Napoli nel 1977 ma lavora a Bologna dove sperimenta il neapolitan musical reading accompagnata da loop station e alcuni musicisti della nuova generazione bolognese. Ha vinto Martelive Emilia Romagna e si è classificata terza alle selezioni nazionali. Ha pubblicato racconti su numerose antologie – tra cui una recente raccolta di Marcos y Marcos – e riviste letterarie: La luna di traversoLeggere donnaAeoloTeflonProspektiva. Oltre alle menzioni di merito e alle segnalazioni, ha vinto premi importanti, tra i quali si ricordano: “Born to write”, Premio Gruppo di Lettura San Vitale, Premio Castelfiorentino, Premio Anselmo Spiga. È autrice di alcuni corti teatrali, uno dei quali è stato selezionato per il Festival Uno di Firenze. È giornalista pubblicista, canta solo canzoni napoletane e, nel tempo libero, scrive su Wikipedia alla sezione biografie criminali.

  • L’ISOLA

Nel racconto non si trovano giudizi ma riflessioni; ci sono le atmosfere, i luoghi e le emozioni di un incontro, vissuto con stupore e meraviglia. Ci sono i desideri e la fragilità di una donna, ma anche la sua forza nell’affrontare la propria interiorità, l’uragano che le ha permesso di crescere.

Gabriella Boano è nata a Torino, vive e lavora in una cittadina di provincia del Piemonte. Insegna materie scientifiche in una scuola secondaria superiore. È una madre e una moglie. Ha la passione per il cammino, i viaggi, il mare, la lettura. Ama ascoltare musica, un po’ di tutti i generi, perché aiuta a pensare e a sognare. È una persona diretta, ama stare in mezzo alla gente, osservare le persone di tutte le età. I suoi primi lavori come scrittrice sono nati dalla grande voglia di comunicare e, con la pandemia, il tempo si è come dilatato. È stato possibile rallentare gli impegni quotidiani, cercare risposte dentro di sé, apprezzare la solitudine e il silenzio. Scrivere è diventato nel corso della sua vita un’esigenza, una risorsa e un grande piacere.

  • IN-CONTROtempo

In un paesaggio irreale, un uomo e una donna… Così difficile il conoscersi o, meglio, ri-conoscersi…

Gio Cancemi, modenese, è laureato a pieni voti in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Bologna. È anche laureato con il massimo dei voti in Pianoforte presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Achille Peri” di Reggio Emilia e nella vita svolge attività di Insegnante di Musica e di Pianista Solista e Accompagnatore. In ambito musicale collabora stabilmente con numerosi insegnanti di fama nazionale e internazionale, con numerosi artisti, cantanti e strumentisti, compagnie teatrali e circoli musicali. Ha partecipato a diversi concorsi di musica vincendo vari premi e frequentato numerose masterclass. Nel 2013 pubblica presso la casa editrice Divinafollia il libro Assoli Esuli d’Azzurro che raccoglie alcune sue poesie. Diversi suoi racconti, poi, sono stati pubblicati in varie pubblicazioni antologiche. Nella scrittura trova l’antidoto a una realtà della quale ama evidenziare aspetti contraddittori e complessi e dalla quale cerca rifugio e “cura” attraverso “l’incantesimo” della parola.

  • LIVELLO 7

Un colloquio di lavoro presso un’importante banca di investimenti nel cuore della City, un uomo incatenato al ricordo della madre morta con le mani gonfie, e un segreto e inconfessabile terrore da trincerare dietro la violenza domestica, le cravatte di raso azzurro e il desiderio feroce di diventare Re.

Davide Di Vitantonio è nato a Teramo nel 1987. Ufficiale dell’Esercito Italiano, psicologo e psicoterapeuta, ha pubblicato la silloge Labirinto Primo con la casa editrice Nulla Die di Massimiliano Giordano, recensita dalla rivista “Abruzzo Letterario”, e i romanzi Babylonia e La corona del dio prigioniero, rispettivamente per Lilium Editions ed Edizioni Scudo.
Vincitore del II Premio Nazionale “Nella morsa di un abbraccio” e terzo classificato al Premio Nazionale “GialloFestival 2019”, affianca allo studio e alla ricerca, la passione per la narrativa declinata in ogni sua forma, dalla letteratura al cinema.

  • DOMANI

Una casa costruita con sacrificio e un testamento da rispettare faranno da scenario alle vicende di una madre che, per amore, troverà il coraggio di cambiare. Ma sarà il figlio a decidere il domani di tutti.

Luigi Foglia segue un corso di scrittura creativa a Parma presso “Corsisti per caso”, tenuto dal docente Mauro Martini Raccasi nell’anno 2017. Da lì prende forma la sua passione per i racconti con il supporto di un gruppo di scrittori con i quali si ritrova una volta al mese per scambiare consigli e collaborare sui testi. Si appassiona alla lettura, più in dettaglio ai romanzi di Nicholas Sparks e Jeffery Deaver dai quali trae ispirazione per i suoi lavori. Fra gli altri generi segue la poesia della quale è appassionato fin dai tempi della scuola. Scrivere un romanzo resta la sua grande aspirazione e leggere è il suo hobby preferito, oltre ai viaggi e trascorrere il tempo insieme alla famiglia.

  • RITORNI

A un amore, per essere perfetto, occorre rimettere ogni cosa al suo posto: è con questa convinzione che Sofia si mette in viaggio, sfogliando ricordi come un libro di favole. Tra le pagine della sua storia, però, si annida un mostro che solo gli occhi di una sopravvissuta sapranno comprendere.

Fiorella Frau nasce a Oristano nel 1987. Fin da bambina nutre per i libri un trasporto viscerale, trasmessole da sua madre. La necessità di scrivere diventa espressione catartica con racconti brevi di genere thriller e horror. Le parole sono la sua grande passione, ama sceglierle con cura nella convinzione che abbiano un potere immenso e inestimabile. Non a caso intraprende una professione basata sul dialogo: lavora come psicologa nel paese in cui è cresciuta, Terralba, e frequenta una scuola di specializzazione in psicoterapia. Fa parte di un piccolo gruppo teatrale amatoriale grazie al quale, oltre a imparare le basi della recitazione, si interessa di dizione. Attualmente studia Scienze della Comunicazione a Cagliari e aspira a inserirsi nel mondo editoriale in veste di book coach.

  • LA PROPORZIONE DELLA VITA

“La proporzione della vita” è la storia di un lutto che si consuma fra le quattro mura di una libreria in procinto di fallire, in un Paese dilaniato dalla guerra d’indipendenza e al contempo animato dalla voglia di ricominciare. E proprio quando tutto sembra perduto, la vita può farti ritrovare…

Diane Nicoletta Palacios Guzmàn è un’aspirante scrittrice italo-ecuadoregna di diciotto anni, nata a Sesto San Giovanni nel 2002. Frequenta in Trentino-Alto Adige il Liceo delle Scienze Umane, giacché ha una vera passione per tutto ciò che riguarda l’interiorità umana. La sua passione per la scrittura ha origine dalla necessità di conoscersi meglio, in quanto concepisce la scrittura come la strada maestra per arrivare verso sé stessi… I suoi scritti, in prosa e poesia, nascono sul momento e la storia prende forma durante e mediante l’atto di scrivere: lo stile adottato è principalmente il flusso di coscienza. Il tempo che non è speso a gestire la sua pagina di scrittura @la_ladra_di_parole, viene diviso fra lettura, amicizie, sport e fidanzato.

  • LA CAMERA D’ALBERGO

Enrica Mambretti ha ricevuto una formazione scientifica, non rinunciando mai all’interesse per la filosofia e la letteratura. Alla professione di medico veterinario ha sempre affiancato la scrittura. L’amore per la natura e il desiderio di conoscenza l’hanno portata a compiere lunghi viaggi, ispirando i suoi primi libri: In cammino verso Santiago nel 2015 e Paso Doble nel 2017, Bellavite editore. Il romanzo Limpida è la sera del 2019, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti letterari nazionali e internazionali, parla del singolare rapporto tra un adolescente e suo padre. Come nuvole innamorate, edito da Albatros nel 2020, raccoglie storie appassionanti di animali vissute dalla veterinaria e raccontate dalla scrittrice. Numerosi suoi racconti sono stati pubblicati in libri e antologie.

  • NINA, IL MARE E LE PERLE DI VETRO

Cosa c’è di più affascinante di un luogo come Venezia che, continuamente, si confonde tra mare e cielo, in cui si sono avvicendate persone, colori e profumi diversi nel corso dei secoli, in cui, se si è attenti, il vento sussurra storie: questa è quella di quando Nina arrivò in questo mondo.

Letizia Manzo. Piena di energia, curiosa, sempre sul punto di partire per un nuovo viaggio o intraprendere un nuovo progetto e, nella stessa misura, sempre alla ricerca del fattore serendipità che la pone nella giusta prospettiva per riuscire a vedere e cogliere le innumerevoli storie che suggeriscono le persone, i paesaggi, le situazioni ordinarie e straordinarie di tutti i giorni. Ha una predilezione per la storia, la geografia e per la cartografia in modo particolare, come legenda di luoghi e racconto dei territori attraverso il tempo. Vorrebbe scrivere il suo libro in un cottage nel Devon, tra il mare e la campagna inglese.

  • LO SCISSIONISTA

Giorgio E. Passalacqua non è uno scrittore né un poeta ma, a differenza di molti che fingono di disinteressarsene, è uno che solo da poco tempo ha scoperto questa sua vena. Laureato in legge, ha lavorato in banca fino a quando una serie di problemi fisici, finallora a lui ignoti, non sono venuti allo scoperto. Li ha affrontati ma, risultandone alcuni inattaccabili, ha dovuto dire addio alla carriera bancaria e ripiegare su questo lato inesplorato della sua personalità. Con buoni risultati, anche se la malattia ingravescente lo obbliga a sedute a computer piuttosto brevi. La sua condizione fisica non gli permette di tenere i ritmi di uno scrittore per mestiere, né di partecipare a trasmissioni pubblicitarie televisive o di terminare velocemente la stesura di un testo. Fervido di idee come è non ha ancora trovato chi gliele sdogani. Così ha terminato due soli romanzi tra i cinque iniziati, una ventina di racconti e scritto qualche centinaio di poesie. Per la verità le poesie le scriveva sin da adolescente (Poesie contro il destino, disponibile su Amazon).

  • LA CADUTA DEI SOLDATI

Cosa succederebbe se avessi la possibilità di rivivere un giorno, un giorno soltanto, riemerso con violenza dal tuo passato? È quello che Ignazio dovrà scoprire a sue spese, armato soltanto di uno sciocco coraggio che neppure sperava di avere.

Marco Perna nasce a Napoli nel 1991. L’interesse per la scrittura è presente fin dalla più tenera età e, poco prima di compiere ventuno anni, pubblica la sua opera prima, edita dalla casa editrice Book Sprint Edizioni con il titolo Biglietto andata e ritorno per l’inferno. Seguono varie partecipazioni a concorsi letterari nazionali ed internazionali per la narrativa breve, figurando finalista della I edizione del Premio Letterario Queneau, della I edizione del concorso Storie Fantastiche, della VII edizione del Premio La Quara. Per quanto riguarda la poesia, si classifica tra i primi autori nella III edizione del Premio Letterario Teorema del Corpo e della I edizione del Premio Internazionale di Poesia Inedita La Panchina Dei Versi.

 

  • ARIANNA

Leone, un uomo tutt’altro che semplice, schivo. quando conosce Arianna, il vero amore non vuole perderla per nulla al mondo, ma c’è di mezzo un bambino, lui è il padre, fino a quel momento ha nascosto il suo passato e i suoi sentimenti, ma ora deve uscire allo scoperto per realizzare il suo sogno ed essere finalmente felice.

Giuseppe Pirri è nato a Milazzo nel 1986. Ha trascorso un’infanzia felice, meno felice fu l’adolescenza invece a causa di un piccolo problema di salute che ha superato con coraggio. Adesso è sposato e padre di due bambini. Ama tantissimo scrivere, quando scrive la sua mente viaggia e il suo cuore sogna. La vita senza fantasia è come una scatola vuota. Coltiva anche la passione per la cucina, uno dei piaceri della vita. Rispetta e adora la natura. Ha pubblicato il libro di poesie Il mio cuore sussurra al tuo e ha partecipato a diversi concorsi letterari ottenendo buoni risultati. Vive in Sicilia e precisamente in provincia di Messina, terra che adora. Ha lavorato nella ristorazione e nel sociale, quando può aiuta chi ha bisogno, sognando un mondo migliore.

  • L’OBLIO NON ASSOLVE

Si parla di uxoricidio. Emilio ne è l’artefice, è malato e ha dimenticato tutto ma non la sua natura maschilista. Lucia, medico responsabile del reparto, ne vuole tutelare comunque il diritto alle cure e ripercorre la tragedia attraverso i documenti, la lettera che la vittima ha scritto prima di morire.

Giuseppe Raineri, dopo una lunga, ricca e variegata esperienza di lettore si è cimentato nel mettere per iscritto pensieri, fatti reali e di pura fantasia e dare vita a progetti narrativi abbozzati o rimasti incompleti per molto tempo. All’interesse per la tecnologia, si affianca quello fortissimo per la musica, Bach soprattutto, per la scienza, la storia, la narrativa che diventa chiave di lettura dell’uomo anche dove sembra che la fantasia prevalga sul vissuto reale. Con lo pseudonimo di Giulio Irneari ha esordito con Plissé per la casa editrice Silele, cui è seguito Il patto, dove il racconto si tinge di giallo e di nero ed un romanzo breve in formato elettronico su Amazon dal titolo La biblioteca delle memorie minime: un omaggio di fantasia ai libri, alle biblioteche, a Borges. Altro è in attesa di pubblicazione.

  • IL BACIO SULLA BOCCA

Paola Santacroce nasce a Jesi. Ispettore della Polizia di Stato, ha conseguito nel 2007 la laurea in Comunicazione Internazionale presso l’Università per Stranieri di Perugia. Nel 2013 inizia a scrivere racconti brevi. Finalista in diversi concorsi letterari, pubblica con Historica, Giovane Holden, Kimerik, Montegrappa, “Caravaggio”. I suoi racconti, totalmente emozionali, sono tuffi interiori, indipendenti e senza regole.

  • UN GRADINO DOPO L’ALTRO

Lui è bello da mozzare il fiato e irraggiungibile, lei una donna qualunque che non può far altro che sognare ad occhi aperti. Quando Diego la contatta Cassandra non riesce a crederci. Finalmente, dopo tanto tempo, può realizzare il suo sogno. Ma nulla è come sembra.

Chiara Santarelli nasce a Fermo nel 1977. Amante degli animali fin da bambina, dopo la laurea in Scienze e tecniche psicologiche presso l’Università di Bologna si specializza nel settore del comportamento animale, studiando per diventare un’educatrice cinofila. Lavora come tale dal 2006 in provincia di Fermo e affianca alla sua professione la passione per la lettura e la scrittura.  Scrive da autodidatta e questa è la sua prima pubblicazione.

  • IO PRENDO TE

Il racconto nasce dalla rielaborazione di fatti e vicende realmente accaduti a persone vicine all’autrice. Dal loro insieme nasce l’amara osservazione di quanto certe dinamiche emotive si ripetano all’infinito. Esempi di vita che, in un senso o nell’altro, definiscono i rapporti intragenerazionali, silenzi e omertà quotidiani, la forza delle donne: qual è il punto che segna il limite, il confine tra il bene e il male, tra l’egoismo narcisistico e l’insano altruismo?  Una sola certezza: non giudicare, mai.

Manuela Spinella è nata a Torino ma cresciuta e residente in La Spezia, lavora da 20 anni come insegnante di scuola dell’infanzia. Appassionata di libri e di arte in generale, scrive ed il illustra storie per hobby, in particolare racconti per bambini.

  • ILLUSTRAZIONI

Paola Tassinari, ha pubblicato romanzi, racconti, favole, poesie ottenendo dei riconoscimenti. Collabora con riviste on-line e quotidiani trattando di usi, storia e arte. I suoi lavori pittorici e digitali sono presenti su numerosi portali e cataloghi d’arte. Ha realizzato 1000 mini opere per Ellin Selae e illustrato libri di favole; esposto in collettive, in Romagna e in giro per il mondo, San Diego, Tokio, Lisbona, Madrid, Parigi, Roma, Firenze, Venezia. Selezionata al Premio Maestri d’Italia. Ha fatto parte degli artisti che hanno tappezzato con le loro opere le strade di Taranto. Attualmente sta partecipando alla realizzazione della mostra d’arte collettiva più grande al mondo e a un progetto di immagini/poesie che unisce Ravenna a Matera. Abita a Ravenna ed è ‘cotta’ di Dante.

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L’AMORE NEL BUIO: Storie ordinarie di passione e follia – antologia rosa

locandinaÈ appena uscita la nuova raccolta antologica L’AMORE NEL BUIO: Storie ordinarie di passione e follia (collana Riscontri Rosa, n. 2) a cura di Emilia Dente, con alcuni dei racconti vincitori della sezione “Realistico/piscologico” del concorso “Riscontri Letterari” 2020. Scopriamo di più sui racconti e sui loro autori.

Tra luci ed ombre, tra estasi, delirio e follia, questa antologia racconta l’Amore in tante sue sfumature. Sedici racconti tre illustrazioni che attraversano il cuore narrando il sentimento amoroso e il suo riflesso opaco. Nel fuoco di un cuore appassionato, nella foschia di una mente impazzita, nei silenzi inquieti di un amante, nelle lacrime velate di una moglie, l’Amore è protagonista, tormento e sogno nel cammino rosso delle vene e delle palpitanti storie. Quelle che il lettore troverà sono quindi storie ordinarie di passione e di follia, storie che travolgono la mente e il cuore e scuotono l’essere nell’assillo impetuoso della passione che brucia le vene.

Appassionata di vita, di storia e di poesia, Emilia Dente, è autrice eclettica e vagabonda felice sui sentieri delle parole con l’impegnativa missione di illuminare le profondità ambrate dell’anima tra impasti narrativi, sogni poetici, saggi storici, progetti di marketing culturale e valorizzazione della memoria. Per il Terebinto Edizioni ha già pubblicato la silloge poetica Nero come l’amore in cui riflette, specchiandosi, sul vortice complesso del sentimento amoroso, e diverse antologie di narrativa e di poesia a sua cura.

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“ASTERISCHI INEDITI. Conversazioni civili” di Francesco D’Episcopo

Il nuovo libro di Francesco D’Episcopo è in allegato col nuovo numero di Riscontri

prima di copertina

Sottotitolo: Conversazioni civili

Autore: Francesco D’Episcopo

Pagine: 136

Formato: 12×20

Anno: 2021

Prezzo di copertina: 12,00

 

 

Quella degli asterischi è una rubrica storica di “Riscontri”, rivista di cultura e di attualità fondata nel 1979 da Mario Gabriele Giordano. Gli asterischi, qui proposti, sono tutti inediti e si affiancano, dunque, in un grande parto gemellare, a quelli che sono stati, e continuano ad essere, pubblicati, a parte, dalla rivista. Non hanno alcun carattere metafisicamente astratto, ma culturalmente concreto. Provano a dimostrare come in un breve spazio cartaceo sia ancora possibile esprimere opinioni, che, secondo l’alta tradizione umanistica, si sforzano di divenire conversazioni civili con lettori, altrettanto colti e civili, capaci di cogliere il senso e il valore di una nazione, destinata necessariamente a proiettarsi verso nuovi orizzonti, tenendosi però fermamente salda ad antichi, inalienabili valori.

Francesco D’Episcopo ha svolto attività didattica e scientifica presso il Dipartimento di Filologia moderna “Salvatore Battaglia” della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove ha insegnato Letteratura italiana; Critica letteraria e letterature comparate. Ha insegnato, inoltre, Letteratura italiana all’Università del Molise. Risiede e vive a Salerno. È autore di numerosi volumi e saggi sulla Letteratura italiana, dal Rinascimento al Novecento; è curatore di testi esemplari di scrittori meridionali e di autorevoli atti di convegni; fa parte del comitato di direzione e redazione di riviste nazionali e internazionali. Svolge intensa attività di collaborazione giornalistica e di promozione editoriale. Vari sono stati i riconoscimenti ufficiali alla sua opera di critico letterario, tra cui cinque Premi per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sempre per meriti culturali, è stato insignito della cittadinanza onoraria dei Comuni di Alberona, in provincia di Foggia; Castiglione del Genovesi, in provincia di Salerno; Guardialfiera, in provincia di Campobasso; Moiano, in provincia di Benevento; Praja a Mare, in provincia di Cosenza; Torraca, in provincia di Salerno. Ha sempre scritto poesie anche se solo in tempi recenti si è dedicato alla poesia, pubblicando sillogi, vincitrici di primi premi nei seguenti concorsi letterari: I Murazzi (Torino), Emily Dickinson (Napoli), Pietro Carrera (Catania), La Ginestra (Firenze), Il Croco (Pomezia). 

 

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La scuola empatica: intervista a Menotti Lerro

 Oggi su “Riscontri” vi parliamo de “La Scuola Empatica” (o “Empatismo”), il nuovo Movimento nazionale che, partito dal Cilento si prefigge di risvegliare e innovare la cultura espressa generalmente oggigiorno nel Bel Paese, ed oltre, come testimoniano le innumerevoli e autorevoli adesioni provenienti dall’Italia e dall’estero. Il suo primo volume antologico è stato appena pubblicato con il titolo La Scuola Empatica: Movimento letterario-artistico-filosofico e culturale sorto in Italia nel 2020 (Ladolfi Editore). Noi di “Riscontri” sosterremo e seguiremo questo movimento innovativo con grande attenzione. Ne parliamo, dunque, con Menotti Lerro: poeta, scrittore, drammaturgo, critico letterario e iniziatore della nuova corrente basata sui principi espressi nel “Nuovo Manifesto sulle Arti”, di Menotti Lerro e Antonello Pelliccia, con il quale in moltissimi hanno da subito empatizzato.

  • Il Movimento prende luce all’interno del “Nuovo Triangolo Culturale del Cilento Antico”, costituito dalle comunità di Omignano – “Paese degli Aforismi”, Salento – “Paese della Poesia” e Vallo della Lucania – “Sede del Centro Contemporaneo delle Arti”, da te fondati. Ciascuno, dunque, con le sue peculiarità, ma tutto all’ombra del Monte Stella, che nella tua innovativa “Piramide Culturale” hai indicato come faro per l’intero comprensorio. Parlaci delle origini di questa affascinante realtà.

Menotti Lerro
Menotti Lerro

Le persone devono avere dei sogni e una visione lungimirante per poterli realizzare. Il lavoro, lo studio, la passione che la creazione del “Triangolo Culturale”, della “Piramide” e del “Movimento” ha richiesto, sono davvero intensi e sono il frutto di una vita dedicata ad un’appassionata ricerca nel campo delle Arti. Inoltre, sintetizzando, direi che desideravo oppormi alla condizione di miseria culturale che da sempre caratterizza la mia terra d’origine, il Cilento, il cui faro spirituale può essere riconosciuto nel Monte Stella, considerata la sua storia millenaria religiosa (penso alla chiesetta risalente circa all’anno 1000 e alle testimonianze megalitiche di origine eneolitica). Limiti profondi, dicevo, per quanto concerne la mentalità, che in cuor mio non ho mai accettato, decidendo, pertanto, fin da giovanissimo, di dare tutto me stesso al fine di mutare le sorti di questi luoghi, affinché possano un giorno essere indicati, da generazioni future magari meno inconsapevoli e più fortunate, come simbolo per ogni necessario e auspicabile cambiamento. Il mio è, dunque, tra le altre cose, un messaggio di speranza per la mia terra e per il mondo.

 

  • Il Manifesto insiste molto sull’importanza dell’interdisciplinarità che però non è un semplice dialogo tra discipline ma, come scrive Carlangelo Mauro, «contaminazione delle varie arti e dei saperi in una dimensione antropologica». In che modo il Movimento incarna questa visione?

Credo che, in fondo, in merito a questo, le mie convinte e appassionate dichiarazioni intorno alle Arti abbiano finitoNUOVO MANIFESTO SULLE ARTI DI LERRO E PELLICCIA per amplificare amorevolmente, fuorviandolo, il messaggio. L’interdisciplinarità a cui faccio riferimento nel “Nuovo Manifesto” non è, a mio parere, obbligatoriamente necessaria per le Arti tout court, ma è assolutamente necessaria per me, per la mia ricerca di “verità”. Nel citato “Manifesto sulle Arti”, contenuto all’interno del volume pubblicato dall’editore Ladolfi, io racconto me stesso, affermando di avere delle pulsioni irrefrenabili per molte altre arti, ma lungi da me il pensare che tale impulso debba per forza appartenere ad ogni altro artista. Ognuno, a mio avviso, può e deve vivere l’Arte come meglio crede e nessun uomo può imporre una linea in questo senso. Detto ciò, aggiungo che oggi l’interdisciplinarità mi appare fondamentale per cogliere le frammentarie “verità” che la modernità riconosce, ma è chiaro che la ricerca di “verità assoluta” sia in fondo un altro falso problema o un  problema che riguarda solo chi in qualche modo, come me, la insegue per motivi artistici e personali…

 

  • Francesco D’Episcopo nota nel suo contributo che mentre il «Novecento è stato un secolo particolarmente empatico», dove «gli scrittori, gli artisti, gli intellettuali riuscivano a stare insieme», noi viviamo in un «secolo “più singolare”, fatto di personalità che hanno qualche volta difficoltà a incontrarsi e a inventarsi». Come spieghi questo ripiegarsi su se stessi tipico della nostra società? L’Arte, in tutte le sue forme, possiede ancora una forza liberatrice?

La Piramide e il Triangolo di Menotti Lerro

L’ipertrofia dell’Io ha determinato la solitudine occidentale. E la solitudine, insieme ad altre componenti, ha contribuito alla nascita di nuovi modelli di ricerca comunicativa, come i social network. È un dato di fatto. Queste mancanze di sana socializzazione non potevano che riguardare anche gli artisti. Poi la tecnologia compensativa ha finito per acuire ancor più le distanze, ed ecco che oggi, ad esempio, visitiamo mostre di pittura online, anziché in galleria o nei caffè letterari. Disperarci per quanto abbiamo perso? Troppo facile… Preferisco lottare per dare vita a nuove atmosfere di bellezza e di cultura… (Ma qualche lacrima furtiva concedetecela…).

Non è l’artista ad essere caduto in disgrazia, ma ciò che egli rappresenta. Che senso ha, paradossalmente, creare bellezza se ormai la “bellezza richiesta” è spesso (de gustibus…) raccapricciante? Gli artisti devono adeguarsi ai tempi anche per quanto riguarda i gusti, ma non a tutti i costi, credo. Adeguarsi oggi al gusto medio corrente significherebbe produrre (così come avviene) arte insignificante, artificiosa, frivola, inaridita… (penso ad esempio a tutti quei poeti che pretendono di pubblicare i loro libri senza mai averne letti di altri, né del passato né del presente… o a quegli artisti visivi che imbrattano le tele in modo estemporaneo senza possedere gli opportuni strumenti necessari di studio ben mirato… o ai cantanti con milioni di followers, sebbene non posseggano riconosciute doti vocali, ecc.). Insomma, la questione è spinosa e – mi verrebbe da dire – un po’ penosa… di certo noiosa. Il mondo faccia ciò che vuole. Quanto a me, ho poche ambizioni, e sogno solo di ricercare per tutta la vita quella che percepisco come una quintessenza di poesia… dinanzi alla quale mi inginocchio volentieri, sia essa di un ricco o di un povero, scritta sulla sabbia o su carta dorata, che sia suonata o cantata, dipinta, scolpita o danzata…

  • La Scuola Empatica è un movimento letterario, artistico, filosofico e culturale nazionale che nel “Nuovo Manifesto sulle Arti” restituisce centralità alla figura dell’Artista, con l’obiettivo di rinnovare la cultura attraverso le emozioni. In che modo l’empatia può liberarci da quello che viene definito nel volume lo «stato ipnotico di stupefatta e supina adorazione dello specialismo egoistico e dell’individualismo autoritario»?

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L’empatia può determinare l’unione di persone che hanno concezioni e finalità parzialmente o del tutto simili. Ho fatto appello all’empatia, tra le altre ragioni, per invitare le persone a guardare l’altro, in cui non di rado si nascondono sentimenti e visioni condivise e condivisibili. Dunque, credo che si possa affermare che il Movimento Empatico non basa se stesso propriamente sull’empatia, ma sui sentimenti e le concezioni, intorno alla vita e alle Arti, espresse nel “Nuovo Manifesto sulle Arti”, che, attraverso una visione empatica, in molti hanno scoperto di voler condividere e sostenere. L’empatia non è esclusivamente il fine, ma soprattutto il mezzo. Anche perché il pensare che tutti noi siamo indistintamente portatori di sentimenti estremamente puliti e raffinati, è una solita bugia umana e letteraria. Noi siamo degli artisti, insegnanti, cultori del bello, ognuno con infinite sfumature e idee e visioni, che in questo momento stiamo empatizzando con le idee, evidentemente ritenute un po’ nuove, un po’ sagge, un po’ piacevolmente folli, espresse in quel meticoloso e sognante “Discorso-Manifesto” che un giorno io e Antonello Pelliccia decidemmo di diffondere.

  • Una domanda, infine, sulla figura dell’Artista Totale da te invocata. Potresti presentarcela?

La mia idea di Artista Totale (definizione usata similmente – e la cosa mi conforta – in passato da altri artisti, tra cui D’Annunzio e Wagner, sebbene devo dire che io non avessi minimamente in mente loro quando ne ho parlato…), dichiarata nel “Nuovo Manifesto sulle Arti”, nasce come conseguenza logica al desiderio di unione che ho espresso, anche attraverso il racconto del Mito di Unus, da me inventato. Un desiderio, dicevo prima, che caratterizza il mio sentire personale e la mia presa di coscienza sulla non reale divisibilità delle Arti. In altre parole, un giorno ho compreso (non scoperto) che le Arti sono solo apparentemente divisibili (almeno da uno dei miei punti di vista) e soprattutto ho percepito in me pulsioni crescenti verso altre espressioni artistiche. Questo mi ha “sfinito” (vista l’impossibilità di realizzazione), ma al contempo mi ha anche entusiasmato, sia come sfida personale ideale, sia nel comprendere che l’unico vero modo per dare corpo concretamente a tale figura emblematica, è rappresentato dall’unione tra gli artisti provenienti da ambiti diversi, cosa che, in pratica, avevamo già realizzato in quel momento (gennaio 2019), avendo appena fondando il Centro Contemporaneo delle Arti, che, ricordiamo, accoglieva, fin dal principio, membri/maestri provenienti da ogni campo artistico.

Il Movimento Empatico è, in altre parole, profondamente innovativo nel suo complesso rispetto alla contemporaneità per innumerevoli temi e motivi, ma non certo per aver inventato (non l’abbiamo mai detto) i principi di “interdisciplinarità” o di “unione” tra le arti, che, invece, sono da considerarsi degli elementi fondamentali della tradizione da noi condivisi e riproposti, tra le altre cose, nel nostro Manifesto.

intervista a cura di Ettore Barra

EMPATISMO / SCUOLA EMPATICA:  MOVIMENTO LETTERARIO-ARTISTICO-FILOSOFICO E CULTURALE SORTO IN ITALIA NEL 2020

NUOVO MANIFESTO SULLE ARTI DI LERRO E PELLICCIA

SCHEMA  SINTETICO

INIZIATORE: Menotti Lerro (poeta, narratore, drammaturgo, critico letterario, docente).

ANNO D’INIZIO: 2020.

MANIFESTO: New Manifesto of Arts di Menotti Lerro e Antonello Pelliccia (Zona editrice 2019).



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