di Ettore Barra

 

prima di copertina

L’editoriale analizza la neolingua del politicamente corretto, con particolare attenzione alle parole che caratterizzano l’attuale dibattito politico. Parole che spesso perdono i loro significati originali per acquisirne altri del tutto arbitrari e non motivati, da utilizzare in modo strumentale contro l’avversario di turno. Con inquietanti analogie col Grande Fratello orwelliano e pratiche, come quella dei «due minuti d’odio», che sembrano aver trovato nuova vita sui social media.

Ettore Barra è dottore magistrale in Scienze Storiche, specializzato in Storia medievale e rinascimentale. Si interessa anche di storia del Cristianesimo e di storia del pensiero e delle dottrine politiche, con particolare attenzione per il ’900. È il direttore di “Riscontri”, con il Terebinto Edizioni ha pubblicato i volumi: Tommaso d’Aquino e l’eternità del mondo (2015); Il pensiero politico di Costantino Grimaldi: Inquisizione e conflitto giurisdizionale nel Regno di Napoli (2017). Inoltre ha curato l’edizione critica del manoscritto inedito di Grimaldi Apologia contro la bolla di censura della Curia romana (2017).

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2019) di “Riscontri”

 

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Un pensiero riguardo “Potere della neolingua e neolingua del potere

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