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Avventure, gli incontri impossibili di Luigi Malerba. Raccolta di novelle dalla scrittura comica e fantasiosa per riflettere e divertirsi 

Luigi Malerba, Avventure, Italo Svevo, 2020, pp. 110, € 15.00

Cinque novelle per cinque coppie per niente anonime. Sono personaggi letterari, che tutti noi conosciamo, presi in prestito dall’autore per creare altre storie. Sono Sancio Panza e Anna Karenina, Frankenstein e Don Abbondio, Bertoldo e Turandot, l’Innominato e l’Uomo Invisibile, l’Otello di Verdi e l’Othello di Shakespeare.

Anna Karenina è perseguitata dal tentativo di Sancio Panza di sedurla e a un tempo distoglierla dal proposito di suicidio; la coppia Frankenstein-Don Abbondio ci mostra l’impossibilità di quest’ultimo di ottenere l’agognata tranquillità; il bifolco Bertoldo ha l’ambizione di sposare la principessa Turandot, ma per poco non avrà la testa mozzata e si salverà per la sua furbizia; l’Innominato è tentato dai progetti delinquenziali dell’Uomo Invisibile e non si sa come andrà a finire. Infine da un passato in cui il melodramma non esisteva, l’Othello di Shakespeare irrompe in un teatro lirico durante il primo atto dell’Otello di Verdi. È spaesato per i canti e le musiche per lui strani, è adirato con Arrigo Boito che ha cambiato “le parole del sommo fra tutti i commediografi”. La raccolta di novelle è attraversata dall’ironia, la comicità e la fantasia, da realtà e sogno, fabulazione e storia, perni delle opere più strutturate e celebri di Luigi Malerba.  Si resta agganciati alla lettura dalla strategia della sorpresa, dalla scrittura mutevole, inafferrabile, paradossale.


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Marina Vitali è appassionata di letteratura, docente di lettere di scuola secondaria in pensione da pochissimo, collabora con la Gazzetta di Parma da quando era studentessa universitaria. I suoi articoli trattano argomenti culturali e di attualità, analizzano fenomeni di costume. Ha pubblicato lettere su Italians-Corriere della Sera, blog di Beppe Severgnini. In Gioventù è stata redattore-capo di una rivista mensile locale “Parmamese”, collaboratrice di RadioParma, la prima radio privata italiana. Non ha mai pensato di iscriversi all’ordine dei giornalisti in quanto la vita l’ha portata su un’altra strada professionale. Scrive poesie da sempre tenendole per sé.

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