spagnuolo


Editore: Controluna 
Anno edizione: 2018
Pagine: 72
ISBN: 978-8885791541
Prezzo di copertina: 9,90 euro


“Il nostro destino è spaventoso non perché sia reale ma perché irreversibile” ci dice lo scrittore Luis Borges. È irreversibile poiché la nostra sostanza è il tempo: l’evidenza suprema che non può essere smentita. Ma questa evidenza leopardiana ci dice anche che il tempo è la sola risorsa a nostra disposizione. È la consapevolezza che attraversa e innerva questa silloge di Agostina Spagnuolo nella quale il tempo è inteso, però, come luogo non di condanna ma di redenzione totale per cui si va alla ricerca di una “giustizia”, di un kairos, un tempo opportuno paolino che dica una verità a cui affidarci. Quello di Agostina Spagnuolo è un tempo ritrovato come già accaduto nella memoria che lo scopre prezioso, rivelativo, eterno, metafisico ma mai come qualcosa di perduto.
Questa poesia non è, come potrebbe sembrare, “nostalgica” nel senso di ciò che etimologicamente   vuol dire ritorno doloroso. Nella poesia della Spagnuolo, invece, il ritorno è custode dell’unicità dell’evento. L’io ritorna per scoprire non per rivivere. È qui che cogliamo la peculiarità di questa poesia così sincera e immediata caratterizzata dall’uso di costrutti lineari e fluidi.

Agostina Spagnuolo è una poetessa della speranza e della centralità del sogno in un mondo caratterizzato tutto da forme devastanti di spersonalizzazione controllate dal mondo “turbocapitalistico” dove abbiamo perso le nostre sembianze di esseri umani. In questo scenario si colloca la parola poetica che recupera il volto, lo sguardo primigenio che tutto rigenera e tutto domina.

(Dalla prefazione di Giuseppe Cerbino)


Agostina Spagnuolo (Capriglia Irpina, 1951). Laureata in Scienze Biologiche, ha insegnato in diverse scuole. Ha pubblicato la silloge Volevo guardare il mare(2009); il racconto antropologico Di cenere e di pane. Un viaggio nella civiltà contadina da Capriglia Irpina a Guardia Lombardi(Premio Speciale della Giuria di Calabria e Basilicata “Il musagete”, 2012); i testi di storia locale: Capriglia Irpina. Appunti di storia dalle origini ai giorni nostri(2014) e Guardia Lombardi tra Settecento e Ottocento. Dal catasto onciario al catasto napoleonico(2015). La sua opera poetica è recensita in Storia della Poesia Irpina II(2013). È presente in diverse raccolte antologiche legate a premi e rassegne letterarie.

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