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Speciale Giacomo Colombo [Fiorentino Pietro Giovino, Arturo Serra Gómez]

Giacomo Colombo fu uno scultore tra i più noti del suo tempo. Nacque ad Este, in Veneto, nel 1663 ma si trasferì giovanissimo a Napoli, dove fu allievo di Domenico di Nardo. Nel 1689 il suo nome appare tra quelli iscritti alla corporazione dei pittori napoletani, della quale ricoprì successivamente l’incarico di Prefetto agli inizi del ’700. Fu l’esempio più emblematico di artista-imprenditore, avendo creato a Napoli, all’epoca capitale del vicereame spagnolo, una bottega organizzatissima e leader in questo settore: qui una squadra di collaboratori era in grado di sopperire alle ingenti richieste di sculture lignee di destinazione devozionale, senza scadere nella riproduzione seriale artigianale. Malgrado il giudizio poco lusinghiero di Bernardo De Dominici è innegabile una collaborazione con l’amico Francesco Solimena e altrettanto naturale sembra un costante dialogo con altri artisti del suo tempo. Un artista versatile e poliedrico: eleganza manieristica e contaminazione barocca in bilico tra creatività e talento, dalle sculture lignee a quelle in marmo. La produzione della sua bottega fu vastissima tanto che al momento è impossibile redigere un catalogo aggiornato delle sue opere. Morì probabilmente nel 1731, lasciando un notevole numero di seguaci ed imitatori. Francesco Abbate ne ha evidenziato le assonanze con l’opera di Pedro de Mena e la non casuale parentela, in alcune sue produzioni, con i tipi caratteristici delle forme dell’arte presepiale: verismo nella resa delle figure che mitiga la teatralità barocca; patetismo spagnolo e napoletano ma anche la grazia del rococò e la vena classicista delle opere devozionali.


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