Singolare saggio breve di mitologia grecoromana, diario in cui la divulgazione dei singoli contenuti è deputata alla voce narrante della protagonista: la Sibilla Cumana. Sposa mancata del dio Apollo, che ne ha punito crudelmente il rifiuto di amarlo, Sibilla consuma la propria vecchiaia eterna tra la desolazione della sua triste sorte e il desiderio di aiutare i mortali con il dono della profezia: fino a ridursi al flebile suono della sua voce, come una cicala morente (di qui il titolo, mutuato dal Satyricon di Petronio). Le meste divagazioni filosofiche di Sibilla sul senso della vita e del mondo prendono toni ispirati e lirici, caratterizzati da uso massiccio delle lingue originali greca e latina, a tratti criptici e oscuri come i vaticini per i quali Sibilla è celebre. La galleria di personaggi del mito (Apollo, Era, Edipo, Achille, etc.) è rappresentata come una rassegna di tipi umani e caratteriali, con ricchi riferimenti che sono una vera manna per gli appassionati classicisti: tra le molte figure, particolare rilievo acquistano quelle di Cassandra, giovane alter ego, e di Tiresia, anziano mentore. Comprimari non meno importanti sono gli uomini nella loro spavalda fragilità. Il risultato è un’ode malinconica al male di vivere, di cui Sibilla è al tempo stesso impersonificazione e metafora, teatralizzazione e antropomorfizzazione, messa in scena del gioco crudele del destino nella sua percezione umana: e proprio di condizione umana si parla più che di vicenda personale di Sibilla, di dubbi e ansie dell’umanità, delle sue scelte travagliate presenti, più che dell’incerto domani. E la condizione di vecchiaia della narratrice diventa un ulteriore pretesto, come già la scelta sofferta di castità e il dramma dell’amore perduto, per dare un messaggio attualissimo che svela non solo alcuni cruciali significanti celati nel mito originale, ma anche quelli ad esso annessi da noi moderni.

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. Sarà magari per questo che lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego, l’antiviaggiatore, quando può.


CLICCA QUI PER CONSULTARE L’INDICE

Un pensiero riguardo “L’ansia del futuro, falso rimedio al male di vivere [La Sibilla Cumana prende vita e parola in un saggio di rita Pasquetti]

Rispondi