KING KONG e l’evoluzione dello storytelling cinematografico

riscontri_copertina n. 2È passato più di un secolo dalla nascita del cinema, eppure continuiamo a sederci su una poltroncina in una sala scura in attesa di essere stupiti dalle meraviglie che saranno proiettate su di uno schermo.

Le storie che il cinema  racconta sono cambiate, ma quello che è cambiato di più non è stato il “cosa” raccontare, quanto il “come” raccontarlo. Film che raccontano la stessa storia possono raccontarla in maniera diversa a seconda del periodo storico d’uscita e del pubblico al quale la pellicola fa riferimento. La verità è che gli uomini raccontano storie, cioè fanno storytelling, dall’alba dei tempi. Quasi ogni storia è stata già raccontata, ma ciò nonostante le storie sono ancora oggi una parte importante della nostra vita, ed è questo uno dei motivi per i quali continuiamo ad andare al cinama.

Per esaminare questa evoluzione dello storytelling cinematografico prendiamo in considerazione un film e i suoi remake e reboot, esaminando in cosa differiscono, e confrontando ciascuno di loro con altri film usciti durante gli stessi anni.

I film presi in esame sono quelli di King Kong (i 4 principali, non gli spin-off e i sequel): King Kong (1933), King Kong (1976), King Kong (2005), Kong: Skull Island (2017).

I film di King Kong sono entrati indissolubilmente nell’immaginario collettivo. Sono però anche un perfetto esempio dell’evoluzione e del processo di svecchiamento dello storytelling cinematografico. Ogni film racchiude in sé una rappresentazione dell’epoca in cui è stato rilasciato. Si dice che il cinema è in crisi poiché non ci sono più idee e i remake sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni. Un remake ovviamente non potrebbe esistere senza il film originale, di cui è il rifacimento, ma non per questo va screditato, perché può raccontare la stessa storia in modo diverso, o aggiungendo ulteriori sfumature di significato.


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Lorenzo Crescitelli è nato ad Avellino nel 1999. Nel 2020 ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, con una tesi in Teoria e tecniche del linguaggio cinematografico. Dal 2021 è collaboratore di cattedra all’Università Suor Orsola Benincasa. Attualmente è iscritto, presso la stessa università, al corso di laurea magistrale in “Scienze dello spettacolo e dei media. Linguaggi, Interpretazione e Visioni del Reale (LIVRe)”. Nel 2021 ha collaborato con l’associazione Zia Lidia Social Club alla realizzazione di una rubrica collettiva nella quale ha consigliato film in programmazione televisiva.

Spartacus: le curiosità di un’epica. Un film reso immortale dalla storia e dalla sua storia

di Giovanni R. Galaffu

 

prima di copertinaSpartacus è un film con, alle spalle, tantissimi aneddoti e curiosità. Gli uomini che ne hanno scritto, costruito e garantito il successo hanno vissuto sulla loro pelle esperienze drammatiche, comiche, surreali. In scena e dietro le quinte sono nate storie che ci regalano un racconto parallelo al film.

Si è cercato, in questo saggio, di riportare le più interessanti ed efficaci.

In un’epoca Hollywoodiana in cui sono le persone e non i computer a creare i film, conosciamo ciò che ha reso possibile, malgrado tanti impedimenti, la creazione di una pellicola perfetta ancora oggi. “La disfatta di Spartaco è diventata la vittoria dell’uomo… e del cinema”.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

 

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Giovanni R. Galaffu, nato a Ozieri (SS) nel 1982. Laureato in scienze dell’antichità con specializzazione in Filologia Classica. Autore di racconti e di due romanzi brevi: L’Intarsio e Il Sonno di Dio.