Metamorfosi dannunziane. Le ‘reincarnazioni’ della “Pioggia nel pineto”

 

di Piervittorio Formichetti

 

prima di copertina

Gabriele D’Annunzio, del quale nel 2018 è ricorso l’ottantesimo anno dalla morte, in una lettera del 1896 vantava di avere una «capacità di metamorfosi prodigiosa». Se si guarda all’abilità stilistica e letteraria con la quale il Vate sapeva trasformare l’immagine di se stesso a seconda del pubblico di lettori o di ascoltatori cui si rivolgeva con le sue composizioni poetiche o con i suoi discorsi politici, si deve concordare con questa sua descrizione di sé. Il polimorfo scrittore, infatti, era abilissimo non soltanto nel presentare se stesso mutando il proprio stile espressivo a seconda delle circostanze, ma anche nell’autorappresentazione intradiegetica, cioè interna alle proprie poesie: il D’Annunzio-personaggio vi si presenta, di volta in volta, uomo agreste, espressione della sua terra natale (l’Abruzzo) ne I pastori; figlio devoto all’anziana madre in Consolazione; amante appassionato e lirico, quasi permeato della linfa stessa della Natura fino a diventare un tutt’uno con essa, in La pioggia nel pineto. Quest’ultima, uno dei suoi capolavori, sembrerebbe avere assorbito nel suo testo e nel suo destino la capacità metamorfica dell’Autore, perché tra le sue molte composizioni è quella che nel tempo, per ragioni sia stilistiche sia di adattabilità del testo, ha subito una serie di metamorfosi che l’hanno trasformata in espressione di critica alla società contemporanea con Piove di Eugenio Montale; di pura comicità demenziale nel cinema con il film È arrivato mio fratello (Castellano & Pipolo); di satira sull’attualità politica con La pioggia nel grilleto, apparsa su un blog satirico in Internet durante la crisi di governo dell’aprile 2013.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2019) di “Riscontri”

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Piervittorio Formichetti è nato a Torino nel 1984 ed è laureato in Scienze dei Beni culturali all’Università di Torino. Collabora con le riviste “Antarès-Prospettive antimoderne” e “Le Fondamenta-Radici contro la dissoluzione” (on line).

Ha collaborato con la rivista autofinanziata “Conexión-Periodico della Convergenza delle culture” che si occupa di società multietnica. È stato vincitore ex æquo del II premio della Scuola di Liberalismo 2011 di Torino (Torino, Centro L. Einaudi – Roma, Fondazione L. Einaudi), con la tesina Arbitrio cornuto. Valori, temi etici e libertà tra il signor Rossi e Isaiah Berlin,

Ha ricevuto menzioni e il 3° premio dell’Associazione Piemonte Mese ed. 2016 per articoli di storia locale poi pubblicati su http://www.piemontemese.it. Ha vinto la pubblicazione della monografia All’ombra della storia al premio “Loving Italian Book” ed. 2014 della Yume Edizioni di Torino (2015).

Ha vinto la 2^ delle 3 borse di studio al concorso 2015 in memoria dell’on. Giorgio Gardiol (Comune di Pinerolo – Tavola Valdese), rivolto a giornalisti precari e ad aspiranti giornalisti tra i 22 e i 30 anni, per un articolo su ecologia, ambiente, valore della montagna e sviluppo sostenibile (L’Alpe Garina. Breve storia di un angolo del Canavese).

È stato premiato con il 3° posto della sezione Stampa al Premio “Città di Arona” del Circolo culturale “Gian Vincenzo Omodei Zorini” ed. 2016 per articoli già apparsi su “Conexión”. Ha vinto ex aequo il premio dell’Associazione Comunità dell’Arca ed. 2016 per un’opera letteraria inedita sulla figura di G. Lanza del Vasto (Viaggio al centro dell’Uomo. Il pellegrinaggio di Lanza del Vasto in India).

Il suo saggio Il Dio unico: fonte di violenza o capro espiatorio?, è stato pubblicato sul n. febbraio 2018 di “Lessico di Etica Pubblica” rivista del Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (Cuneo). È vincitore della sezione Saggistica del Premio InediTo-Colline di Torino XVII ed.-2018 con “La casa sull’Abisso” di W. H. Hodgson: una Divina Commedia del XX secolo.

Sarà membro della giuria sezione Saggistica nell’edizione XVIII-2019 del medesimo Premio.