Le trasformazioni della metamorfosi. Da Ovidio a oggi

di Dario Rivarossa

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L’influsso delle Metamorfosi di Ovidio sulla cultura occidentale è stato immenso. E non solo su Dante o sull’arte rinascimentale, ma già molto prima, fin dal Nuovo Testamento! Dove ci sono autori che usano disinvoltamente il termine «metamorfosi» addirittura riferendosi a Gesù Cristo, e altri che, proprio per le sue ascendenze pagane e un po’ osé, si rifiutano di usarlo. Una rapida carrellata sulle trasformazioni del Divino dal I secolo d.C. a oggi, dai remake barocchi fino alla fantascienza e al cinema.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Il caso Ivanyc. Mistero, autobiografia e introspezione in “Perekati-pole” di Anton Cechov

di Maurizio Masi

prima di copertina3Il testo presenta una lettura del racconto di Anton Cechov Perakati Pole (Il cardo errante) cercando, dopo una breve introduzione al testo, d’indagare sulla personalità e sulla figura del protagonista principale: Aleksandr Ivanyc, giovane studente ed ebreo convertito in cerca di sé. L’analisi tenta anche di fornire un quadro accurato di interpretazione dell’ambiente dove si svolge il racconto, cercando di evidenziare come il primo serva all’esplicitazione della storia e della psicologia del protagonista, dei suoi turbamenti, delle sue paure, nonché del suo complesso ed inusuale vissuto che egli confessa apertamente ad un comune pellegrino durante una notte trascorsa insieme in una tetra e severa camera della foresteria del monastero di Sviatogorsk.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Maurizio Masi è Dottore di ricerca presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Firenze dove ha conseguito il Dottorato in Letteratura italiana lavorando ad una tesi sulla prima narrativa di Paolo Volponi. Collabora a “Studi italiani” e alla “Rassegna della letteratura italiana”. S’interessa, soprattutto, di  letteratura italiana e russa dell’Otto/Novecento, del rapporto tra scrittura-autobiografia e tra scrittura e psicoanalisi.

“Coll’ago finissimo dell’ingegno. Postille ad alcune pagine dei Promessi Sposi” di Clelia Biondi

Oggi vi segnaliamo il saggio di Clelia Biondi Coll’ago finissimo dell’ingegno. Postille ad alcune pagine dei Promessi Sposi (ilmiolibro.it) sulle implicazioni critico-ideologiche delle vicende de I Promessi Sposi.

Clicca qui per leggere l’estratto.

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Coll’ago finissimo dell’ingegno

di Clelia Biondi

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: Coll’ago finissimo dell’ingegno
Sottotitolo: Postille ad alcune pagine dei Promessi Sposi
Autrice: Clelia Biondi
Pagine: 212
Anno: 2014

Prendendo in esame l’Introduzione, i capitoli XXVII (limitatamente a don Ferrante e alla sua biblioteca), XXXI, XXXII e XXXVII (limitatamente alla morte di don Ferrante) dei Promessi sposi, nonché l’Introduzione della Storia della colonna infame, il libro propone una lettura, se non nuova, spregiudicata, forse, del più celebre romanzo italiano.

Il percorso interpretativo, rigorosamente fedele al testo, sempre confrontato con la sua prima redazione, mira a dimostrare come l’ideologia sottesa al romanzo manzoniano si distribuisca in modo accortamente calibrato, proprio come una struttura portante, che compatta e sostiene l’opera, attraversandola per intero – dal suo principio al suo compimento –.

I temi principali che vengono, in tal modo, enucleati sono: il ruolo dell’intellettuale nella società; l’importanza del superamento della passione, intesa quale espressione della pulsione istintuale, a favore della conquista di un comportamento ponderato e razionale; il libero arbitrio, inteso quale pilastro della dignità dell’uomo; la condanna di alcuni orientamenti filosofici (neoplatonismo, in primis).

Si rileva, inoltre, come Manzoni riesca a fornire una lettura, ante litteram, della complessità, contraddittoria e variegata, della scienza ‘500-‘600esca.

Riconoscimenti:

  • Finalista al Premio Letterario Mario Soldati 2014, Torino;
  • Premio Letterario Montefiore, Premio Speciale Pianeta Donna 2015, Montefiore Conca (RN);
  • Premio Letterario Lago Gerundo 2016, Paullo (Milano);
  • “Menzione al merito”, Premio Letterario Salvatore Quasimodo 2016, Guidonia (RM);
  • “Menzione al Merito”, Premio Letterario Maria Cumani 2016, Guidonia (RM);
  • “Menzione al Merito”, Premio Letterario Città di Torino 2017, Torino;
  • Premio Letterario Città di Sarzana 2019, Sarzana (SP);
  • “Segnalazione di Merito”, Premio Letterario Un libro in vetrina 2020, Avellino.

Inserito nello “Schedario manzoniano” di “Testo”, Rivista di Studi di teoria e storia della letteratura e della critica, anno 2015 – N. 69, Gennaio-Giugno.

Agnizione, pulsione di morte e disincanto nella poesia di Nicola Prebenna

di Carlo Di Lieto

 

prima di copertinaNicola Prebenna, in Vulnera temporis (2018), in perfetta armonia di toni ed equilibrio stilistico, affida i suoi alati versi all’infinita trascendenza dell’esperienza interiore, disseminata in un discorso di frammenti d’amore, allertati dalla fede e da un codice etico-civile. La sfera del reale confligge con la latenza inconscia, nel tentare uno snodo o un varco all’addensarsi del Male, nelle sotterranee latebre del mondo. Prebenna denuncia coraggiosamente la malattia dell’essere, disincarnando ogni illusione, svelando l’ontologia del negativo del suo “inquieto sentire” ed elaborando la pulsione di vita, a fronte della pulsione di morte. L’interlocutore privilegiato di Prebenna è un Tu – divino, che nasce da una permanente conflittualità con il reale, lungo un itinerario di fede e di speranza. Egli si muove sul discrimine dello “stupore” e del “lutto” e, ravvivato dal Verbum della poesia, tramuta, in espressione di redenzione e di serenità spirituale, il Male della Storia.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

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L’Apocalisse antimoderna di David Herbert Lawrence (1929)

di Piervittorio Formichetti

 

prima di copertinaApocalisse è l’ultimo libro di David Herbert Lawrence. Scritto pochi mesi prima della morte, è un’analisi molto soggettiva dell’ultimo libro della Bibbia: secondo Lawrence, l’Apocalisse era forse un testo misterico ellenistico, modificato prima dagli Ebrei e poi dai Cristiani per diffondere un messaggio sovversivo e improntato alla cupio dissolvi, che sarebbe tipica dei gruppi umani costretti alla subalternità e invidiosi del potere altrui: in questo caso gli Ebrei e i Cristiani verso i Romani. Questa opinione, non raramente sostenuta distorcendo il simbolismo delle allegorie presenti nell’Apocalisse, è motivata in realtà da una polemica sulla nascente società di massa, caratterizzata dalla compresenza di “culto” capitalistico del denaro e utopie rivoluzionarie di ispirazione comunista. Secondo Lawrence, dall’epoca della Riforma protestante e della Controriforma cattolica il Cristianesimo ha perduto la potenza spirituale che aveva nell’antichità e nel medioevo, ha disconosciuto la propria valenza cosmica e ha condizionato il pensiero della maggior parte degli Europei facendo sviluppare in essi due mentalità in conflitto reciproco: quella di chi segue passivamente un Cristianesimo riduttivo, conformistico e moralistico, cioè gran parte degli Europei dei Paesi capitalistico-liberali; e quella di chi, al contrario, desidera l’apocalisse, cioè una distruzione e rigenerazione del mondo, cioè i rivoluzionari sovietici e i loro seguaci, ispirati, quasi a loro insaputa, dal sovversivismo dell’Apocalisse biblica. Entrambe queste formae mentis costituiscono perciò una sorta di attentato non soltanto alla comprensione autentica della rivelazione cristiana, ma anche al giusto rapporto dell’essere umano, e quindi della società, con il cosmo e con il Trascendente.

 

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Piervittorio Formichetti (Torino, 1984) è laureato in Scienze dei Beni culturali. Collabora con il blog “AXIS Mundi” e con la rivista “Antarès”. Ha collaborato con “Piemonte Mese”. È stato 3o premiato al Premio “Città di Arona” 2016 del Circolo “Gian Vincenzo Omodei Zorini” per articoli su “Conexión-Periodico della Convergenza delle culture”. Ha vinto (2014) la pubblicazione della monografia All’ombra della storia (Torino, Yume, 2015). Ha vinto ex aequo il premio 2016 dell’Associazione Comunità dell’Arca per Viaggio al centro dell’Uomo. Il pellegrinaggio di Lanza del Vasto in India. Il suo saggio Il Dio unico: fonte di violenza o capro espiatorio?, è apparso su “Lessico di Etica Pubblica” (rivista del CeSPeC, Cuneo) a febbraio 2018. È autore di “La casa sull’Abisso” di W. H. Hodgson: una Divina Commedia del XX secolo (Chieri, Il Camaleonte, 2019).