IN LIBRERIA # 12

segnalazioni editoriali a cura di Carlo Crescitelli

Continua la rassegna delle candidature interessanti tra quelle che hanno partecipato alla recente seconda edizione del nostro premio per lavori editi “Un libro in vetrina”. Oggi parliamo di storie di viaggio, di romanzi storici e anche di un paio di libri fuori concorso.

Viaggio

Arianna Di Marcello – Giro del mondo in lockdown (Hatria 2021)

Lockdown 2020: una giovane dottoressa sotto pressione, un ricordo di viaggio per ogni duro giorno di lavoro in isolamento. Per non perdere la voglia di tornare a vivere.

Giuseppe Ebraico – La mia Europa per email (Amazon 2021)

Diari e lettere da soggiorni in varie località europee, intrapresi per motivi di studio e di lavoro, vanno a comporre un realistico quadro di vita nell’Europa contemporanea.

Karl Mirabelli – Rosario Alcollo, che gran figura di Nerd! (independently published 2020)

L’esperienza dell’università fuori sede in una città lontana da casa diventa l’occasione per costruire un esilarante pamphlet di viaggio e al tempo stesso di formazione.

Remo Rudi – Sopra di noi il cielo (Youcanprint 2020)

Tutto il fascino senza tempo della montagna di una volta, raccontato attraverso gli slanci e gli intrecci amorosi dei giovani che la abitavano e frequentavano.

Fabio Tittarelli, Uomo penombra (New-Book 2020)

Tormentato e sofferto noir, in cui le ambientazioni africane fanno da sfondo e contraltare a una discesa agli inferi che si traduce in profonde e drammatiche svolte.

Storia

Alessandro Grignaffini – Anno 33. Il vangelo di Sarah (La Sirena 2015)

Il ritrovamento di un enigmatico manoscritto – che narra la storia di una donna vissuta ai tempi del Cristo – genera una lotta per impadronirsene, e getta nuova luce sui Vangeli.

Maria Delfina Tommasini e Giuseppina Mellace – L’avventurosa e misteriosa vita del conte di Saint-Germain (Yume 2021)

La Francia dell’Ancien Régime e l’affascinante alta società europea settecentesca fanno da cornice alla fantasiosa biografia di un personaggio storico realmente esistito.

Gabriele Missaglia – Pietro e la piantagione (‎independently published 2020)

Una visionaria, ironica, provocatoria e trasgressiva rilettura della figura dell’apostolo Pietro, che attinge a piene mani tanto dall’attualità quanto dall’approccio fantastico.

Annalisa Santi – Kennedy e le vite sospese (Apollo 2020)

Dalla vincitrice della scorsa edizione di “Un libro in vetrina”, la vicenda di Kennedy nei suoi aspetti umani più sofferti e intimi, delineata da comparse sia reali che immaginate. 

Andrea Guido Silvi – Rodi, il sorriso del Colosso (Italian Sword & Sorcery Books 2020)

Fantatecnologia, mito, magia e avventura s’incrociano per fondersi in originali bozzetti dell’antichità classica, che ne portano in evidenza le vere tensioni ideali e filosofiche. 

Aldo Succi – Una storia al di là del muro (Albatros 2020)

Drammi di vite martoriate nel tempo, a cavallo tra la guerra e la Germania comunista, tornano di colpo ad affiorare all’immediato indomani del crollo del Muro di Berlino.

Vito Tricarico – Civitas invicta (WLM 2020)

I dissapori fra Angioini e reame d’Ungheria e la drammatica contrapposizione militare tra le città di Palo del Colle e Bitonto, nell’inquieta, violata e turbolenta Puglia del 1300.

Corrado Tringali – Il segreto del monastero (Algra 2019)

Celato per generazioni in un convento benedettino siciliano, un mistero irrisolto che si dipana dal diciottesimo secolo fino a oggi. A una coppia di giovani la missione di svelarlo.

Storia fuori concorso

Mariano D’Angelo – Il bastardo (independently published 2021)

Nell’antica Roma repubblicana, le prove quotidiane che deve affrontare un veterano di guerra sono ben più dure di quelle che ha dovuto superare sul campo di battaglia.

 

Saggistica fuori concorso

Annalisa Carbone – «Andrem raminghi e poveri» (Liguori 2020)

La vita del librettista d’opera napoletano Salvadore Cammarano, indagata analizzando i suoi lavori e i suoi carteggi con celebrità dell’epoca come Verdi e Donizetti.

IN LIBRERIA # 11

rubrica di attualità editoriali  a cura di Carlo Crescitelli

 

Dopo aver dedicato gli scorsi due numeri della rubrica a questo stesso tema, proseguiamo ancora – in questo nuovo appuntamento e anche nei prossimi tre che seguiranno – il nostro reportage sulla seconda edizione 2021 del nostro recente premio nazionale per lavori editi “Un libro in vetrina”.

Ci avventuriamo ancora tra le varie altre candidature al premio per segnalarvi stavolta – raggruppate per generi – tutte quelle che ci sono sembrate comunque degne del nostro e del vostro interesse.

Oggi è il turno dei romanzi polizieschi e di denuncia sociale, e dei saggi: buona lettura!

                                                                                           Carlo

 

 

narrativa CRIME

Enrica Aragona, Sangue sporco (Corbaccio 2019)

Cronache da una periferia urbana sconsolata e terribile, dove insieme alle angosce del quotidiano e alle paure del futuro sopravvivono ancora forza e speranza.

Nicoletta Bertacchini, Gioca con me (Rudis 2021)

Una lucida discesa all’inferno nella Parigi contemporanea, tra l’incubo del terrorismo, le violenze dei Gilet Gialli e altre oscure, inaspettate minacce.

Giuliano Fontanella, La ragazza nel fiume (Robin 2018)

La frizzante prima avventura dell’investigatore Diego Spada: già in un turbolento rapporto con le forze dell’ordine, costretto anche a fare i conti con il proprio passato.

Giulio Irneari, La biblioteca delle memorie minime (Lupi 2017)

Una labirintica, misteriosa biblioteca fa da sfondo a un’indagine molto sui generis, dove i libri sembrano esercitare un inusitato influsso sugli umani.

Claudio Loreto, I segreti di Sharin Kot (De Ferrari 2018)

Una difficile missione militare nell’Afghanistan in guerra porta alla superficie e risolve vecchi nodi rimasti ancora da sciogliere, innescando tensioni positive al domani.

Sergio Miccichè, Il periodo critico (Europa 2019)

Faccendieri e ribaldi in colletto bianco che si illudono di aver raggiunto lo scopo: ma il solito scherzo del destino gli fa capire di aver fatto male i loro progetti.

Riccardo Porporato, Per un po’ cosa vuol dire? (Amazon 2020)

Un giornalista a caccia di casi di cronaca bizzarri è costretto a barcamenarsi, suo malgrado e a sue spese, nell’intricato retroterra di relazioni e inghippi che li ha scatenati.

Stefania Prati, Il sogno di una marionetta (Amazon 2020)

Losca vicenda di atrocità, morte, pressioni, inganni, ricatti e vendette, maturata negli anni all’interno degli squallidi ambienti del traffico di droga e del crimine organizzato.

Giovanni Prodi, La Donna di Cuori (Youcanprint 2020)

L’attentato alle Torri Gemelle fa da sfondo a una serie di misteriosi e inquietanti scandali politici che si intrecciano nella New York di inizio millennio.

Andrea Startari, Ciò che solitamente accade (autopubblicazione 2019)

Ambizioni e sfide da aula di tribunale scolpiscono i fatti oggetto di processo giudiziario, accompagnando giudicanti e vittime fino alla formulazione dei rispettivi destini.

 

narrativa DENUNCIA

Irma Alleva, Come ciliegina sulla torta (Il Viandante 2020)

Una famiglia in dissoluzione, la strada dell’adozione per guardare oltre: ma bisognerà prima chiudere la partita con tutto quel che ha generato i problemi.

Mariarosaria Conte, Io, te e la dislessia (autopubblicazione 2016)

L’incubo della dislessia infantile che si affaccia come del resto fa sempre: sconosciuto, inaspettato, ingestibile. La dura battaglia per contrastarlo e conviverci.

Gianfranco Iovino, Io sono Paola (Bertoni 2020)

Il trauma della pedofilia e le ferite dolorose che lascia nella vittima, impedendole a lungo di affacciarsi alla vita, lasciarsi alle spalle l’inferno.

SAGGISTICA

Roberto Lacarbonara, Passages, paysages (Mimesis 2020)

Il complesso rapporto estetico ed esperienziale fra paesaggio e vissuto: inquadrato e analizzato sia attraverso le rappresentazioni del primo che con le narrazioni del secondo.

Giuseppe Lupoi, Viaggio tra i diritti fondamentali che ci rendono liberi (Vertigo 2021)

L’affermazione dei diritti fondamentali perseguita attraverso la loro stessa evoluzione, messa duramente alla prova dall’incedere dei nuovi dilemmi sociotecnologici contemporanei.

IN LIBRERIA # 10

Rubrica di segnalazioni e attualità letterarie a cura di Carlo CRESCITELLI


Dopo l’annuncio, nello scorso numero, dei primi premi e dei premi speciali, prosegue con le menzioni speciali di merito il nostro report su UN LIBRO IN VETRINA 2021, il concorso RISCONTRI per volumi editi giunto alla sua seconda edizione.

Passiamoli quindi in rassegna, i primi quattordici lavori da noi valutati come particolarmente degni di attenzione, dopo e oltre quelli premiati: con le mie congratulazioni, e la vostra sicura curiosità e attenzione.

 

Sezione NARRATIVA

Danilo CATALANI – GLI IMPERSEGUIBILI (StreetLib)

Si sa che la vecchiaia ti butta fuori pian piano da tante cose:  tra queste, anche il rischio di essere inquisito, arrestato e condannato se per caso dovessi commettere dei reati. Non male, no?

Teodor FLONTA – UN FUTURO LUMINOSO (Ratio et Revelatio)

Quando, nelle verdi campagne della Romania, all’atavico incubo dell’oppressione padronale feudale si sostituisce quello moderno e terribile del comunismo, la scelta non può che essere una sola: fuggire. 

Simonetta GALLUCCI – MARGHERITA E PUNTO (Maratta)

Cosa fareste, se foste una ragazza le cui tante qualità gli uomini non apprezzano? Non cerchereste anche voi comprensione e affetto in comunità più sensibili di quella umana?

Valentina GEMESIO – SUPERFICI MOBILI (0111)

Due parti del globo: India e Italia. E due donne: una volitiva e determinata, l’altra depressa e stanca. Dal confronto di esperienze diverse e lontane, la motivazione, per entrambe, a proseguire nel loro percorso di vita.

Elena GRILLI – IL CERCHIO DELLE DONNE (Edizioni Tripla E)

Donne di età, origini e vissuti diversi, casualmente riunite nello stesso condominio, fanno fronte comune per sostenersi a vicenda, affrancarsi dalle loro singole tristi condizioni, aiutare il prossimo, prendere coscienza della peculiare identità femminile di ognuna. 

Aldo LADO – HOTEL DELLE COSE (Angera Films)

In un surreale albergo molto sui generis – in realtà un deposito di oggetti e arredi provenienti da case vuotate – un topolino curioso assiste non visto alle peripezie e ai drammi delle vite interrotte degli sfortunati ospiti.  

Mariangela MEMOLI – NEL FANTAMINUSCOLO MONDO DI ALICE (autopubbl.)

Gli alunni di una scuola elementare sviluppano a loro modo, guidati dalla loro maestra, le divertenti avventure di un personaggio di Gianni Rodari: Alice Cascherina. Con risultati inattesi; sorprendenti ed esilaranti, certo, ma anche, come spesso accade in questi casi, istruttivi ed edificanti proprio per noi adulti.   

Paolo MORABITO – CHI HA RUBATO L’ARIA AL KITE (bookabook)

Paura e orrore turbano la quiete del lago. E così a una sportiva e intraprendente ispettrice in vacanza toccherà scendere dalla sua tavola da kitesurf per far luce sulla silenziosa tragedia che si va inaspettatamente rivelando. Con la speciale partecipazione di un quattrozampe assai simpatico e perspicace.  

Rosella QUATTROCCHI – IL CACCIATORE DI ORCHI (Il Ciliegio)

Tutti abbiamo paura degli orchi da piccoli, e ancora di più da grandi, quando capiamo come si nascondano fra noi ogni giorno. Normale che i cacciatori di orchi – se volete, voi chiamateli assistenti sociali per l’infanzia – possano sentirsi soli proprio come i bambini minacciati che hanno scelto di difendere.

Franca SEBASTIANI – IL CAPPOTTO DI MARIO (Amazon)

Un cappotto abbandonato in lavanderia viene magicamente messo al corrente, da parte degli altri vestiti in transito, dei segreti e dei desideri degli umani che li hanno indossati. 

Leo TENNERIELLO – IL GIARDINO DEI DISPARI (Il Seme Bianco)

La fine di un amore declinata dolcemente e inusitatamente al maschile, tra disillusione e voglia di riscatto.

Marco VENTURI – MORTE ALLA FINE DEI SOCIAL (AltroMondo)

Il lato oscuro del web e come combatterlo, quando a entrare in campo sono i crudeli fantasmi generati proprio dalla stessa volontà di controllarlo.

Sezione SAGGISTICA

Maricla PANNOCCHIA – ASCOLTAMI ORA (Di Leandro & Partners)

Diari e storie di giovanissimi pazienti oncologici. Alcuni ce l’hanno fatta, altri purtroppo no: le loro singole voci riunite come in un coro di sofferenza e di speranza. 

Rita PASQUETTI – LA VOCE DELLA CICALA (Amarganta)

Il mito e il culto della Sibilla Cumana rivissuti attraverso una serie di inserti romanzati che ne ripercorrono la storia. 


E anche per oggi è tutto; vi do appuntamento alle prossime puntate per parlare di altre proposte ritenute comunque interessanti, tra quelle candidate al concorso.


L’Italia nella tv. Roberto Robert racconta sessant’anni di storia patria, visti da dentro e da dietro il televisore

intervista a cura di Carlo Crescitelli

VOLUME VINCITORE DEL 1° PREMIO DEL CONCORSO, SEZIONE NARRATIVA


Siamo andati a conoscere ROBERTO ROBERT, autore di FINCHÉ SUONA LA CAMPANA (SILELE 2016), il brillante romanzo sull’epopea dell’emittenza televisiva che si è aggiudicato la vittoria, per la sezione narrativa, della seconda edizione della nostra rassegna per volumi editi “Un libro in vetrina.  Questa la nostra informale chiacchierata sul suo libro.

  • Innanzitutto le nostre congratulazioni Roberto, per il tuo successo nel concorso; e poi facciamo come se ci stessimo allenando su un ring di quelli che hanno ispirato il titolo del tuo romanzo, cioè partiamo subito dai fondamentali, dal primo uno/due di domande. Quando e come ti è venuta l’idea di raccontare la storia della tv e in particolare delle tv private, dell’Italia che hanno rappresentato e per certi versi ancora rappresentano? Puro desiderio di affabulazione, semplice ansia documentaria e di sintesi, o c’è anche qualche altra ragione?

profilo
Roberto Robert

Buongiorno e grazie per questa opportunità che mi viene offerta dal vostro concorso. In effetti, la vicenda narrata nel mio libro rappresenta una parte essenziale delle mie esperienze giovanili, quando – ahimè, ormai 40 anni fa – ho svolto l’attività di giornalista presso una piccola emittente bergamasca, ora scomparsa come la quasi totalità delle tv locali. Io sono nato pochi anni dopo l’avvento della prima Rai in bianco e nero, e come tutti quelli della mia generazione sono cresciuto con la televisione; ma le differenze tra allora e oggi sono moltissime. Quando all’inizio degli anni ‘80, microfono in mano e tecnico con telecamera a spalla al seguito, fermavo le persone per strada per un’intervista, molte scappavano via o adducevano scuse per non farsi riprendere, mentre oggi è tutto il contrario: c’è gente che combinerebbe qualsiasi nefandezza pur di apparire in tv.

Come predisse Andy Warhol più di mezzo secolo fa, “ognuno al mondo sarà famoso per 15 minuti grazie alla televisione.” Giorgio Gori, che ha scritto la prefazione del libro, in quegli anni svolgeva la stessa professione, era giornalista di un’emittente locale. Come si scherzava allora, per quel mestiere ci “consumavamo le scarpe”

  • A dispetto del suo tono coinvolgente, appassionante, leggero e a più riprese esilarante, il tuo romanzo sviluppa in realtà sullo sfondo una serie di temi assai complessi, e spesso interconnessi tra loro. Come ad esempio l’etica dell’informazione, la genesi e lo sviluppo del consenso politico, la manipolazione della pubblica opinione, la tutela e il rispetto della privacy. È esattamente di queste cose che volevi parlare in partenza, e la storia d’invenzione ti è parsa un veicolo ideale per lanciare dei messaggi, o è successo piuttosto l’inverso, vale a dire sono state le singole tematiche sociopolitiche a rendersi di volta necessarie per ambientare e contestualizzare una storia che volevi di respiro sì universale, ma al tempo stesso anche molto attuale?

I temi che emergono dalla filigrana di questo romanzo sono indubbiamente molti e complessi e in gran parte derivano dal vissuto personale: studi, giornalismo, lavoro, passione per la politica e per i fenomeni sociali. Tutto ciò ha influito nella stesura del libro: si è trattato di una gran fatica, soprattutto nell’amalgamare argomenti attuali e del passato all’interno di una narrazione che, comunque, doveva rimanere letteraria sia pure con qualche sconfinamento nella saggistica. Poi, quando l’ho consegnato all’editore, mi sono accorto che avevo superato le cinquecento pagine e mi son detto: è troppo corposo, non me lo pubblicherà mai. Invece è andata bene, è stata una scommessa vinta per entrambi.

  • Nella lunga vicenda compaiono e si scontrano tra loro almeno quattro generazioni, ora ne banalizzo le definizioni perché sono sicuro che ci capiamo perfettamente: boomers, yuppies, millennials, web generation. E di tutte, nessuna esclusa, tu mostri impietosamente i limiti. Si tratta di un semplice espediente narrativo di tipo drammatico, un modo professionale di dare sale ai tuoi tanti personaggi, o invece sei davvero convinto di non poter salvare nessuno?

La mia, in questo e negli altri miei romanzi, è una particolare cifra narrativa un po’ provocatoria. Mi piace mettere in evidenza i nostri difetti, le nostre ossessioni, talvolta in modo divertente o addirittura grottesco. Credo che tra i compiti della narrativa ci sia anche questo, far riflettere il lettore sulle realtà meno piacevoli che tentiamo di mascherare per primi a noi stessi. Sotto questo aspetto, il genere giallo/noir è quello ideale per esprimersi, permette di affondare i colpi con maggior facilità.

  • Le tante pagine sulla boxe. Pura metafora della quintessenza della competizione, ingrediente romantico e bohemien, concessione a un immaginario sempre di moda, o piuttosto passione personale a prescindere?   

71Hq4lr8rpLDa ragazzo, quando trasmettevano in tv gli incontri di boxe, stavo sveglio fino a tardi con mio papà. Parliamo di Benvenuti, Mazzinghi, Arcari, Loi, di grandissimi campioni del passato ancora oggi molto amati. La passione è nata allora, anche se adesso sembra preistoria e questo sport è poco seguito.

Premesso questo, il libro è stato tra l’altro ispirato dalla lettura di un breve saggio di Omar Calabrese da titolo “Come nella boxe. Lo spettacolo della politica in tv”, uscito ormai da più di vent’anni ma di grande attualità ancora oggi. Una riflessione sui talk show, modellati fin dall’inizio come fossero veri e propri combattimenti catodici, compresi arbitro, allenatori e secondi, che hanno influenzato tutta la produzione televisiva. Oggi si azzuffano perfino nei programmi di cucina, per capirci.

In merito al titolo, infine – sono stato un po’ ruffiano, lo ammetto – la citazione della campana richiama un famosissimo libro di Hemingway, che era a sua volta appassionato di pugilato e lo aveva anche praticato in gioventù. Come vedi, tutto si tiene, anche se la sua campana era ben diversa dalla mia.

  • E veniamo adesso a Milano: romanzo milanesissimo, il tuo, che forse più di così non si può. Ma per te Milano è davvero la città affascinante e dannata che tutti abbiamo imparato a conoscere, sempre alle corde, sempre su un eterno viale del tramonto ma che alla fine si rialza sempre per tornare a combattere e vincere? Hai visto quante figure da pugilato ti ho infilate nella domanda? 

Io a Milano ho studiato all’università e ho lavorato per una ventina d’anni, come molti bergamaschi. E come bergamasco, ho sempre patito il peso dell’essere “provinciale”, come il topino di campagna che si reca in città. Pensa che un secolo fa, alle coppie di sposi delle nostre vallate che andavano a fare il viaggio di nozze a Milano, sembrava di essere stati chissà dove.

Tra Bergamo e Milano, seppure distino tra loro solo cinquanta chilometri, c’è un abisso. Eppure il bergamasco, che alla sera torna sempre volentieri a casa sua e mai si trasferirebbe nella metropoli, a Milano è comunque legato e si trova bene. Io non so se questa città sia dannata, ma credo che non sia mai andata davvero al tappeto, nemmeno nei momenti più bui. E di certo a molti ha offerto opportunità che in altri posti nemmeno esistevano.

  • Parliamo del percorso fatto dal libro. Come è stato accolto, dalla sua uscita a oggi, “Finché suona la campana”? Hai avuto dei riscontri che ti hanno sorpreso – magari perché provenienti dal di fuori dello stretto ambito degli addetti ai lavori di informazione/intrattenimento – o degli inattesi tributi di interesse da parte di fasce di lettori che inizialmente non avevi annoverato tra il tuo pubblico potenziale?

Sono sincero: con questo libro, il terzo dei cinque che ho scritto, ho iniziato a sentirmi davvero un autentico scrittore. Sarà per le dimensioni, ben 560 pagine; sarà per il suo respiro temporale, la vicenda narrata dura sessant’anni; sarà per l’immane lavoro di ricerca che mi è costato, per gli oltre cento personaggi che ne popolano le pagine, per il sottile filo noir che lega i protagonisti…

Diversi amici e lettori mi hanno confessato di essere stati svegli fino a notte fonda per terminarlo, rapiti dall’intreccio. Per questo, credo non a caso, è un romanzo che ha ricevuto diversi riconoscimenti: due premi nazionali, questo organizzato da voi e un secondo in Lombardia, un premio speciale, tre volte in finale e due diplomi di merito. Questo significa che alle giurie, composte da scrittori, giornalisti, professori, critici, è piaciuto molto.

  • Grazie Roberto, ancora complimenti, e salutiamoci con degli aggiornamenti e delle previsioni. Il tuo romanzo, uscito nel 2016, copre un arco temporale che va dal 1954 al 2014. Da allora, come continua la magica avventura della tv? Che cosa è successo dopo, che cosa succederà ancora in futuro? 

Io penso che il televisore ci terrà avvinti davanti allo schermo ancora per molti anni. Certo in modo diverso: saremo noi a creare i nostri palinsesti destreggiandoci tra satellite, pay tv, web, streaming, programmi tradizionali e chissà che altro ancora. Perché la tv è uno strumento che si evolve, combatte, cade e si rialza.

Credo che capiterà alla tv ciò che si pronosticava per il libro stampato, cioè che con l’avvento degli ebook le edizioni di carta sarebbero scomparse. Invece non è accaduto, e secondo me non accadrà per decenni. Più in là nelle previsioni però non mi spingo, non credo che riuscirò a vedere chi o cosa soppianterà il televisore nelle nostre case.

scheda

IN LIBRERIA – EDIZIONE STRAORDINARIA “UN LIBRO IN VETRINA” (2021)

Premio Nazionale di Narrativa e di Saggistica

Un libro in vetrina

SECONDA EDIZIONE

2021


Ed eccoci qua. Stavolta è stato ancora più difficile, essere costretti a dover scegliere. Perché eravate in tanti/e, e molti/e di voi con progetti di livello straordinariamente alto: in tutte e due le sezioni – narrativa e saggistica – c’erano parecchi contenuti interessanti, idee originali, curatele editoriali di prestigio, guizzi sorprendenti da  outsider della scrittura.

Un autentico piacere per la mente, la migliore risposta che potessimo augurarci alla seconda edizione di un concorso che diventa sempre più per noi motivo di orgoglio e soddisfazione. Così come sinceramente spero possa essere  motivo di orgoglio e soddisfazione per quelli/e di voi  che abbiamo inclusi/e  in questo ristretto elenco. Continueremo comunque a parlarne, sia con voi vincitori/trici che con altri/e dei vostri colleghi/e partecipanti, cui pure daremo visibilità in seguito. Dopo di che, ecco qui sotto gli annunci dei lavori premiati, con le mie personali congratulazioni.


1° premio Sezione NARRATIVA

vince: pacchetto promozionale con diretta web

Roberto ROBERT – FINCHÉ SUONA LA CAMPANA (Silele)

La storia d’Italia degli ultimi sessant’anni ripercorsa da un particolare punto di osservazione – la città di Milano – e in un particolarissimo contesto: quello della nascita e dello sviluppo dell’imprenditoria televisiva privata. Con tutto il bagaglio semileggendario di geniale e a tratti cialtronesca vitalità che l’ha contraddistinta. Un affascinante romanzo che racconta, con le voci e le avventure metropolitane  dei suoi tanti immaginari eppur vividi protagonisti, la fine di un’epoca e l’alba di un’altra, e tutti i sogni di gloria che bruciano, vissuti tra le chimere ciniche del loro stesso disincanto.    

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1° premio  Sezione SAGGISTICA

vince: pacchetto promozionale con diretta web

Eleonora NUCCIARELLI – LO SQUISITO DOLORE (Midgard)

È possibile delineare un’estetica del dolore? È proprio quello che ha fatto Eleonora Nucciarelli in questo suo eclettico saggio, nel quale la dimensione della sofferenza viene esplorata nei suoi aspetti filosofici, letterari, artistici, pedagogici, psicoanalitici. E il risultato è un ricco e attualissimo excursus interdisciplinare, che parte da lontano per giungere sempre all’attualità,  e nel quale trovano espressione e senso le molteplici dinamiche dell’esistenza; con il pregio di aver saputo ricomporre, ripresentandoceli in un quadro organico, gli innumerevoli ed eterogenei impulsi vitali che da sempre ci spingono a interrogarci sulla nostra umana  missione nell’ordine delle cose,  prima ancora che sulle nostre chance personali di vivere una vita felice e giusta.

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MENZIONI SPECIALI sezione NARRATIVA

vincono: diretta web Terebinto

Fiaba sconsolata e toccante  nella quale un ragazzo, toccato da imprevedibili superpoteri, si ritrova a dover mettere in gioco tutto se stesso e le sue nuove capacità di cambiare il triste mondo che lo circonda. Per capire che non è tanto quello che riusciamo a fare, ma quello che riusciamo a essere, la vera sfida da affrontare per vincere.  

Incontri di uomini oggi, sulle rive del mare. Pescatori di lidi lontani e nostrani. Le loro giornate cariche di intensità, contro le nostre buttate via. Uomini che si percepiscono diversi, ma che in fondo desiderano le stesse cose: capirsi, riconoscersi, crescere insieme. E ricorreranno alle loro rispettive, antiche saggezze, alle reminiscenze e agli insegnamenti di storie del passato, per essere come piante nella sabbia: con radici giocoforza non troppo profonde, ma con tanta, tanta forza di volontà, tanta voglia di vita.

Scenari lunari e criptici fanno da sfondo a una storia dalle ambientazioni attualissime – quelle del business cinematografico – ma dal ritmo senza tempo. La storia di una donna che combatte da sola,  per sconfiggere le proprie interne paure e quelle in agguato al di fuori di lei. La sua vittoria, trovare se stessa in nuovi equilibri; il prezzo da pagare, il rischio di crollare sempre dietro l’angolo.


MENZIONI SPECIALI sezione SAGGISTICA

vince: diretta web Terebinto

La recentissima temperie infodemica ripercorsa e analizzata con lucidità e acume, evidenziando come essa sia stata al tempo stesso il risultato e il sintomo di un nuovo modo di fare informazione; il segnale di nuovi obiettivi di comunicazione che poco hanno a che fare con la sanità e molto invece con la politica. Per tracciare e capire, già da oggi, il mondo come ci verrà raccontato domani.

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Al momento è tutto da parte mia: a risentirci a presto con vincitori, vincitrici e pubblico, per i singoli adempimenti di visibilità aggiudicati e promessi.

E continuate a seguirci, perché nelle prossime puntate della rubrica sveleremo tutte le altre proposte che ci sono piaciute e abbiamo giudicato meritevoli di segnalazione.

Rubrica di segnalazioni e attualità letterarie a cura di Carlo CRESCITELLI