IN LIBRERIA #4

a cura di Carlo Crescitelli

 

Benvenuti alla quarta puntata del nostro appuntamento di segnalazioni editorialiindividuate tra le candidature pervenute alla recente edizione del nostro concorso per lavori editi “Un libro in vetrina”. Stavolta sarà proprio il numero quattro a guidarci nei nostri consigli di lettura: prima quattro saggi, e poi quattro lavori per ciascuno di quattro diversi generi narrativi proposti.

Incominciamo dai saggi. I segreti degli archivi notarili del paese molisano di  Campodipietra dal Seicento al Novecento, e con essi tutta la sua storia e vita vera lungo tre secoli, indagata e svelata certosinamente per noi da Libero Cutrone e Gioele Di Renzo; tutta l’affascinante peculiarità e complessità del pianeta Cina spiegata da Silvana Goldoni in una accattivante forma di dialogo filosofico; le intriganti riflessioni trasversali di Carlo Emilio Grillo intorno al tema della vendetta e delle sue molteplici implicazioni paragiuridiche; e infine, la tradizione della canzone napoletana che, approdata oltreoceano nel bagaglio degli immigrati di duecento anni fa, trasforma in nuova la vecchia emozione e si fa magicamente tango, nel sorprendente studio di Giovanni Antonio Miceli.

E andiamo ai romanzi. Quattro originali incursioni nel noir e nel drama, per raccontare gli incubi terribilmente reali della pedofilia (Raphaella Angeri), le contraddizioni e le insospettabili tensioni della Napoli bene (Luigi Bartalini), gli inconfessabili misteri di una Milano crepuscolare e inquietante (Angelo Basile), le verità nascoste che allontanano e dividono due sorelle (Grazia Cormaci). Quattro avvincenti avventure nel turbine della guerra, vissute a cavallo di varie epoche: nei cruciali momenti conclusivi che decideranno il destino del mondo martoriato dalla Seconda Guerra Mondiale (Alessandro Abbate), tra i dilemmi e le scelte da compiere nel calderone afghano degli ultimi decenni (Gianluca Ellena), alle prese con l’eredità imbarazzante dei crimini del colonialismo italiano in Africa (Guido Quagliardi), a margine delle lotte per il potere e degli intrighi di corte del Medioevo visconteo (Roberta Soverino). Quattro raccolte di racconti, o testimonianze, o diari: una eclettica, anticonformista rassegna di situazioni conflittuali con il divino (Daniele Coppa), un divertente excursus di allegra napoletanità quotidiana (Ivana Greco), il drammatico ingresso e la difficile uscita dal subdolo tunnel dell’anoressia (Laura Bi), gli imprevedibili inghippi di vecchie lettere dimenticate e riscoperte (Simona Rossi). E per finire, quattro particolarissime storie di viaggio: nella potenza devastante della natura che si abbatte sul Sud Est asiatico (Nadia Cerchi), nei trasgressivi universi giovanili anni Ottanta (Sergio Ciano), nell’ancestrale, esotica Sicilia di inizio Ottocento (Patrizia Lo Bue), dietro le mura di un convento di clausura (Laura Calderini).

A voi tutti i links: alla prossima!

 

 

SAGGI

 

ROMANZI

 

“Chissà se al Liga fischiarono le orecchie” di Anna Pasquini

Oggi vi segnaliamo il racconto lungo di Anna Pasquini, Chissà se al Liga fischiarono le orecchie – cronache di un Liceo Classico (Argento Vivo Edizioni). Un viaggio emozionale nelle ansie adolescenziali e turbolenze liceali nella Roma degli anni Novanta.

 

51EhhyAFVEL

 

Chissà se al Liga

fischiarono le orecchie

cronache di un Liceo Classico

 

 

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: Chissà se al Liga fischiarono le orecchie

Sottotitolo: cronache di un liceo classico

Autore: Anna Pasquini

Pagine: 70

Anno: 2019

Editore: Argento Vivo Edizioni

 

Chissà se al Liga fischiarono le orecchie – cronache di un Liceo Classico è un racconto lungo (settanta pagine) che affronta la delicata e complessa fase dell’adolescenza in un momento storico, gli anni Novanta, in cui la società non è ancora assorbita dai diktat dei Social Network e i cellulari vecchio stile, ingombranti e “antennuti”, fanno timidamente la loro comparsa, con l’unica funzione – oggi diremmo obsoleta – di effettuare e ricevere chiamate. Accompagniamo Angela, l’io narrante, nei cinque anni di Superiori, dal quarto ginnasio alla Maturità, assistendo a vicende che talvolta indignano altre divertono, ma sempre fanno riflettere. Il suicidio del front man dei Nirvana, Kurt Cobain, proprio all’apice del successo, getta una cupa malinconia nelle giornate del fratello maggiore di Angela, che a sua volta assiste inerte a quel dolore senza comprenderlo fino in fondo, ma che a ben vedere è sensato nell’ottica in cui la musica non è solo una marginale colonna sonora, ma efficiente veicolo atto a trasmettere quelle emozioni e sofferenze proprie di chiunque.

A catturare particolarmente l’attenzione di Angela, la figura della nuova professoressa di Lettere che appare in Quinto Ginnasio – il secondo anno – e poi in Terzo, l’ultimo anno, quello della Maturità. Verso la docente, che inizialmente guarda con sospetto e insofferenza, Angela prova poi una stima sincera e appassionata. La professoressa è molto colta e ha un modo di insegnare unico, coinvolgente e originale, ma con il tempo qualcosa si crepa. C’è qualcosa in quella professoressa che non convince la ragazza fino in fondo. Allora, accanto al piacere di approfondire certi temi cari come la sofferenza dell’animo umano, la rincorsa ai grandi ideali, e l’autonomia di pensiero sganciata da qualsivoglia contesto, ecco il fastidio per l’eccessiva invadenza nelle vite dei suoi alunni o per quell’anelito a voler apparire “amica” a tutti i costi, svincolando i sempiterni ruoli che una scuola dovrebbe imporre. Il lancio nel vuoto di un suo studente, problematico e spesso assente, segnerà definitivamente quella crepa, facendo sorgere nuove perplessità e consapevolezze.

 

Anna Pasquini nasce nel 1979 a Roma, dove vive e lavora come Assistente Personale del CEO di un’industria spaziale. Diplomata al Liceo Classico, ha coltivato molte passioni e svolto vari lavori prima dell’attuale. Ha vissuto due mesi in Giappone e un anno negli Stati Uniti. Da qualche anno partecipa a molti concorsi letterari nazionali, ottenendo discreti risultati. Ha pubblicato tre antologie di racconti brevi: Quando andavo in bicicletta – Racconti in ordine sparso (2018, Akkuaria, ISBN 978-88-6328-334-1); Fotografie scomposte (2018, Antipodes, ISBN 978-88-99751-45-6); Misticanza (2019, Pav Edizioni, ISBN  9-788831-307024).

Chissà se al Liga fischiarono le orecchie – cronache di un liceo classico, edito da Argento Vivo Edizioni, è il suo primo racconto lungo e si è classificato Quarto al “Premio Diaristico Internazionale Filippo Maria Tripolone 2019”.

 

“IL PASTORE”, romanzo giallo di Massimo Torsani

Oggi vi segnaliamo il romanzo giallo di Massimo Torsani, Il pastore edito da 0111 Edizioni. Una storia ambientata in Sardegna tra richiami ancestrali e nuove problematiche sociali.

 

page_1

IL PASTORE

di Massimo Torsani

 

SCHEDA DEL LIBRO

Autore: Massimo Torsani
Editore: 0111 Edizioni
Pagine: 175
Anno: 2020
Prezzo di copertina: 15,30

Fabio Marella, socio e manutentore in un campeggio in Sardegna, vicino Tortolì, deve risolvere un complicato caso di omicidio, avvenuto nei pressi del campeggio, per salvare il cognato, anche lui socio, che è stato arrestato ed incriminato per il delitto. Contemporaneamente troverà il tempo per aiutare un amico magrebino a convincere i genitori della ragazza di cui è innamorato ad accettare il loro matrimonio. In queste due imprese sarà aiutato dai suoi più cari amici e soprattutto dalla nipotina. Nelle pieghe della vicenda gli aspetti nascosti di una società arcaica ma in rapida trasformazione.

Massimo Torsani si è laureato in Filosofia alla Sapienza di Roma. Ha già pubblicato il romanzo giallo La sauna, oltre l’ambito letterario si occupa anche di format televisivi e di sceneggiatura cinematografica.

IN LIBRERIA #3

a cura di Carlo Crescitelli

 

Terzo numero della nostra rubrica di segnalazioni editoriali; che abbiamo compilate per voi scegliendo tra i lavori che, fra i tanti pervenuti al nostro recente concorso “Un libro in vetrina”, ci sono sembrati di particolare interesse.

Partiamo con i saggi. Tre originali titoli di storia: Filiberto Ciaglia ci produce una cronaca criminologica dell’Abruzzo postunitario attraverso gli atti dell’epoca del tribunale di L’Aquila, Domenico Palermo ci racconta la realtà e l’eredità culturale dei movimenti giovanili protoambientalisti tedeschi di inizio Novecento, e Agostina Spagnuolo, indagando il catasto pre e postnapoleonico, ci descrive il tessuto sociale irpino a cavallo tra Settecento e Ottocento. Due affascinanti proposte di arte e letteratura: il destino iconografico del personaggio tragico di Alcesti lungo i secoli, tracciato da Valentina Motta, e l’analisi delle valenze psicopedagogiche della fiaba – e delle fiabe di Roberto Piumini in particolare – operata da Alan Rossi. A chiudere questa nostra rassegna di saggistica, il bel progetto solidale di Stefania Catallo: un reportage illustrato di storie di donne vittime di violenza, sostenuto da illustrazioni di noti esponenti della street art.

Grande varietà di suggestioni anche sul fronte della narrativa. Parliamo di viaggi, e di variegate emozioni di viaggio. Attraverso incontri e dialoghi rivelatori con personaggi/specchio delle proprie stesse consapevolezze, nella Edimburgo di Paolo Penna; a spasso con le anime disilluse che, alla ricerca di calore umano che possa dare un senso alle loro esistenze, errano solitarie nella malinconica Dublino notturna di Maida Bovolenta; alla scoperta di messaggi d’amore che travalicano e superano i secoli, nella Praga misteriosa e dolce di Matteo Rossi. Ma anche di viaggi emozionali a ritroso nel tempo: nelle ansie adolescenziali, e giovanili turbolenze liceali degli anni novanta, nella Roma di Anna Pasquini, o viceversa tra avventurose incursioni all’alba dei tempi e ai confini del mondo, nei manoscritti dimenticati di Marco Parisi.

E parliamo di thriller. Dei lucidi abissi del terrorismo islamico, che nel romanzo di Alessandro Pugi diventano il classico, tragico errore fatale sviluppatosi all’interno di un sistema Italia troppo spesso concentrato su altro. Delle pulsazioni mediterranee della Sardegna umbratile di Massimo Torsani, sospesa tra richiami ancestrali e nuove urgenze sociali.  Delle insidiose trappole della provincia sonnacchiosa e inquieta di Assunta Marinelli, che scattano proprio quando pensavi di avere tutto sotto controllo. Ma anche di enigmi brillantemente risolti: quelli sofisticati e beffardi dei racconti matematici di Pietro Rainero. Così come pure di eventi invece ancora da decifrare e connettere completamente: quelli incerti ed ondivaghi dell’ultimo quarantennio di storia, sul cui sfondo si snodano le vite riflesse – e perplesse – dei giovani personaggi all’alba della maturità raccontati da Antonella Luisa Caridi.

E per finire, una scala reale di autrici che ci mostrano le complicate vite di altre donne. I tortuosi e rischiosi percorsi esistenziali a tripla direzione di Clara e Lucilla, le protagoniste sfortunate e ferite di  Mirella Esse; l’incredibile ritrovarsi e riconoscersi, a cavallo dei secoli e già con un piede nel futuro, di Antonia e di Clelia, speculari creature di Anna Martellotti; le tristezze passate e mai dimenticate, che si sommano alle terribili brutte avventure presenti, della dolce Aurora di Erica Brusco; la relazione difficilissima ed impari della Anita di Gloria Venturini,  che si ritrova incredibilmente a sua volta vittima di una vittima/carnefice; le quotidiane piccole grandi ambasce, e gli inconsapevoli, inevitabili errori, delle solari Giulia e Sofia di Floriana Naso.

Anche per questa volta da parte mia è tutto: a voi i link, le copertine, ed il gusto e il piacere di approfondire, dove vorrete. Alla prossima!

 

 

 

SAGGI/DIARI

 

ROMANZI/RACCONTI

 

L’occhio di Mobius: il nuovo mondo fantasy di Marco Garinei

di Lorena Caccamo

 

prima di copertinaL’Occhio di Mobius è un fantasy che potrebbe definirsi classico. La Magia è il suo elemento predominante. Magia intesa come conoscenza e, dunque, fonte di potere. Ed è questo che contrappone due fazioni avverse: i fanatici di un Credo proibito e la virtuosa Confederazione Arcana. Maghi buoni contro maghi malvagi sono alla ricerca di un antico e potente manufatto. È l’eterna lotta tra Bene e Male che tenta, confonde e ammalia i protagonisti di questa storia.

Luvie e Lazard – maghi della Confederazione Arcana – si ritroveranno a fare i conti con la loro coscienza, a mettersi in discussione e a trovare il coraggio di fare quanto non si sarebbero mai aspettati.

Il romanzo ha la capacità di coinvolgere il lettore che, spesso, si ritroverà ad avere di che riflettere sulla scia delle scelte, spesso difficili e combattute, cui i protagonisti della storia sono sottoposti. E allora, la distinzione tra Bene e Male sembra alle volte assottigliarsi e confondersi.

Tutti i personaggi della storia, non solo i protagonisti, sono pensati e costruiti in maniera funzionale al mondo che li ospita. Ognuno mosso da ideali spesso radicati e convinzioni profonde ma tutto, impareranno, può essere messo in discussione.

Quello del fantasy è un campo minato che l’autore – Marco Garinei – riesce ad affrontare con una buona dose di coerenza e credibilità. E, quando si tratta di un fantasy, la credibilità è – paradossalmente – l’elemento indispensabile.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

Link all’acquisto:

Amazon

Sito dell’editore

 

Lorena Caccamo è una Correttrice di bozze ed Editor Freelance con una radicata passione per la letteratura, l’arte, la storia. Nasce a Siracusa nel 1983 e si forma in ambito umanistico iniziando gli studi universitari presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, salvo poi concluderli a Roma, alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata, dove ha modo di conseguire la laurea magistrale in Scienze dell’Informazione, della Comunicazione e dell’Editoria. Già durante il periodo universitario inizia a collaborare con alcune realtà editoriali, riuscendo a sfruttare le sue passioni in ambito lavorativo non senza difficoltà ma abbastanza tenacemente.