«Un simbolo “in-vita”. L’incenso» di Silvio Barbata

Oggi vi segnaliamo il nuovo libro di Silvio BARBATA, Un simbolo “in-vita”. L’incenso (Jouvence). Un viaggio accurato e documentato alle radici e al senso profondo del culto liturgico, attraverso una storia dell’utilizzo simbolico dell’incenso.

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Un simbolo “in-vita”. L’incenso

di Silvio Barbata

Titolo: UN SIMBOLO “IN-VITA”/ L’INCENSO

Autore: SILVIO BARBATA

Pagine: 170

Anno: 2018

Editore: Jouvence/Historica

La Divina Liturgia è il “cuore pulsante” del Corpo Mistico di Gesù Cristo. Il rito bizantino-greco fa dell’incenso un simbolo ricco di significati che comprende e richiama ogni ambito dell’esistenza umana; da qui il titolo del libro: UN SIMBOLO “IN-VITA”. L’INCENSO. Di fronte alle tremende sfide che il mondo oggi presenta: società liquida; globalizzazione; dominio del “mercato” e ridurre a esso ogni antropologica istanza di “homo oeconomicus”, i cristiani devono ritrovare il coraggio della testimonianza unitaria al Vangelo della vita. La forte, a volte disperata, richiesta di “salvezza” dell’umanità attuale, non può trovare risposta valida nel riproporre l’adesione stantia a un’etica normativa e a una ritualità precettistica. I Padri ci hanno lasciato una Tradizione da riscoprire la cui radice è la forza del “Kerigma” apostolico: l’annuncio di salvezza integrale di uomo e cosmo in Gesù Cristo nella sua Chiesa. La fede per essere nutrita va ricondotta sul binario della Mistagogia e del simbolo.

Silvio Barbata è insegnante in ruolo di Religione Cattolica. Nel 2000 ha conseguito il Baccellierato in Sacra Teologia alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia San Giovanni Evangelista (PA). È nato a Palazzo Adriano (PA). Vive a Palermo. Ha pubblicato nel 2012 la raccolta di poesie La Natura e altro. Finché c’è poesia c’è speranza!. Articoli: Dalla mistagogia simbologica all’attualizzazione soteriologica, in Oriente Cristiano, Anno I – Nuova Serie – N. 3, sett. – dic. 2017.

Gesù e Maria nel Corano. Riscontri Evangelici

di Raffaele Di Zenzo

 

prima di copertinaDa una lettura attenta del Corano si vede che Gesù e Maria hanno una posizione speciale nel Corano, che dichiara la Torah di Mosè e il Vangelo di Gesù sono “Luce e Guida per le genti”.

La prima parte del Corano ha un’origine meccana in cui si trovano molti riferimenti a personaggi ed eventi del Vecchio e del Nuovo Testamento e dimostrano che l’islam ha un substratum giudeo-cristiano. Era iniziato come un movimento monoteista contro il pantheon di 360 idoli dei beduini del deserto arabo.

In questo contesto Gesù e Maria occupano una posizione di grande rispetto e onore. Maria è chiamata “Eletta, fra tutte le donne del mondo… O Maria, Dio ti annunzia la Lieta Novella di una Parola da Lui proveneinte, il suo nome è Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro. Uno dei più vicini a Dio”.

Perciò il Natale è anche una celebrazione coranica e islamica.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

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Raffaele Di Zenzo è originario di Serino, (Avellino). Dopo il liceo classico è emigrato negli Stati Uniti, dove ha continuato i suoi studi all’università dell’Illinois a Urbana, dove insegnava il professore-umanista Rocco Montano dell’universita’ di Salerno. Nella sua tesi di dottorato “Storia e Letteratura in Giovanni Verga“, ha dimostrato come il realismo di Francesco De Sanctis e il verismo di Giovanni Verga abbiano continuato lo spirito del Risorgimento di immettere la nuova Italia verso una via repubblicana e democratrica: “Casa nuova bisognava fare, e il popolo aveva ad essere re”.

Ha insegnato italiano alla Loyola University di Chicago. Ha contribuito al programma di Italian American Studies all’universita’, con la sua collezione “Italian American Trasures“, in cui c’è incluso anche uno studio su “Joseph Tusiani: Poeta e scrittore in quattero lingue: italiano, inglese, latino e dialetto garganico”, pubblicato da Riscontri.

Filone e Paolo. Giudei, cristiani e pagani: due momenti difficili dell’incontro

di Francesca Taranto

 

prima di copertinaSi propone un confronto tra due esperienze per certi versi simili: due ambascerie fallimentari compiute da due autorevoli personalità. Nel primo secolo dell’era cristiana il difficile rapporto tra Cristianesimo nascente e paganesimo ormai giunto alle battute finali, seppur ancora vivo, produce episodi dal fascino fulgido e singolare. Qui si propone la lettura di due episodi che raccontano il dialogo tra le due culture, uno dei quali celebre per la sua eco (Paolo ad Atene) l’altro decisamente meno conosciuto ma di grande interesse e di una certa rilevanza letteraria. Un uomo di dottrina, un filologo, un ebreo: Filone di Alessandria ha il duro compito di essere delegato della comunità ebraica di Alessandria di Egitto presso Caligola, eccentrico e pericoloso imperatore. Un uomo d’azione ma anche un capacissimo teologo, colui il quale dotò la Chiesa nascente di una dottrina composita ed organizzata, Paolo di Tarso, è qui invece osservato nel suo tentativo, fallimentare, di fondare una comunità di fedeli nella città della filosofia: Atene.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

 

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Francesca Taranto è nata a Roma nel 1991. Diplomata al Liceo T. Tasso di Salerno con 100, laurea in Lettere Classiche presso la Federico II (110 e lode) con una tesi in Papirologia seguita dalla Professoressa G. Messeri  (Il Vangelo di Maria: una conquista dei papiri). Laurea in Filologia Classica conseguita presso la stessa Università (110 e lode) sotto la guida del Professore G. Massimilla (P. Oxy 1794: mulier quaedam queritur). Frequenta un corso di perfezionamento universitario annuale presso la Federico II in “forme letterarie tra antico e moderno” con una tesina finale in Letteratura Cristiana. Attualmente docente di Latino e Greco presso il Liceo A. Pansini di Napoli.