Banche e supermercati

di Francesco D’Episcopo

 

prima di copertina3Banche e supermercati stanno sommergendo le nostre città, le quali vengono sempre più depauperate delle loro antiche attività e identità, con risultati abnormi e paradossali, data la crisi economica sempre più grave.

Francesco D’Episcopo ha svolto attività didattica e scientifica presso il Dipartimento di Filologia moderna “Salvatore Battaglia” della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove ha insegnato Letteratura italiana; Critica letteraria e letterature comparate. Ha insegnato, inoltre, Letteratura italiana all’Università del Molise. Risiede e vive a Salerno.

   È autore di numerosi volumi e saggi sulla Letteratura italiana, dal Rinascimento al Novecento; è curatore di testi esemplari di scrittori meridionali e di autorevoli atti di convegni; fa parte del comitato di direzione e redazione di riviste nazionali e internazionali. Svolge intensa attività di collaborazione giornalistica e di promozione editoriale. Vari sono stati i riconoscimenti ufficiali alla sua opera di critico letterario, tra cui cinque Premi per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sempre per meriti culturali, è stato insignito della cittadinanza onoraria dei Comuni di Alberona, in provincia di Foggia; Guardialfiera, in provincia di Campobasso, Moiano, in provincia di Benevento, Praia a Mare, in provincia di Cosenza.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

 

 

La leggerissima sostenibilità del caos apparente dell’essere. Nove incursioni nel fantastico mondo del Professor Rainero

di Carlo Crescitelli

prima di copertina3Il mondo soggiace alle leggi della logica, ma in maniera spesso celata, imprevedibile, tutta da scoprire: incomincia così, sin dalle prime righe di questo “Logica stringente”, un sofisticato, smaliziato gioco di complicità con il lettore. Che viene continuamente e sottilmente provocato con acrobatici giochi di parole, sfidato a sbrogliare su due piedi difficili enigmi presentatigli a tradimento come fossero nulla più di semplici inezie, garbatamente preso in giro con torrenziali riferimenti a luoghi, eventi, e personaggi storici realmente esistiti, ma misti a geniali e plausibilissime invenzioni di fantasia, stuzzicato con entrate e uscite dal personaggio, bombardato di battute fulminanti e irresisitibili: in una sorta di ironico, beffardo teatrino dell’assurdo che ci ha ricordato molto lo spirito e la verve del compianto Umberto Eco. Le disinvolte digressioni ed affabulazioni di Rainero ci fanno viaggiare vorticosamente nel tempo, nello spazio, nella storia, nelle geografie, nella scienza, nelle parole e nella psiche umana, lasciandoci ogni  volta sì deliziati, ma anche un pochino frustrati e perplessi: perché ci è piaciuto – eccome se ci è piaciuto! –  ma intanto parecchie cosette mica siamo sicuri di averle capite così bene, e mica erano tanto facili come lui ci aveva sardonicamente assicurato… e così la magia continua, nel momento in cui avvertiamo la tentazione irrefrenabile di andare a rileggere, ripercorrere, capire, approfondire etc. Missione compiuta, insomma, da scaltro e navigato insegnante quale Rainero è: tenerci agganciati al pezzo e alla pagina, proprio perché estasiati e divertiti. E a questo punto resta solo un rimpianto… quello di non essere stati noi stessi studenti del professor Rainero, docente di Matematica e Fisica nei Licei: perché di certo sarebbe stata un’esperienza scolastica e di vita unica ed esaltante. Alla quale possiamo però sempre almeno in parte comunque accedere con l’acquisto, la lettura e la condivisione di questo suo formidabile “Logica Stringente”.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Leggeri incontro alla vita. Chissà se al Liga fischiarono le orecchie. Cronache di un liceo classico di Anna Pasquini

di Carlo Crescitelli

prima di copertina3In semplice forma di diario, senza troppe preoccupazioni di dare un senso o un corso agli eventi, Anna Pasquini ci presenta con immediatezza e candore le cose com’erano, riviste e ripensate oggi ma senza giudicarle troppo. In piena coerenza con la missione editoriale educativa e realistica di Argento Vivo, ci comunica con efficacia la particolare atmosfera del periodo della vita in cui  tutto deve ancora essere e forse sarà. Il risultato è quella dolcezza strana tipica dei teenagers, e ognuno di loro ci si affaccia sulla scena con tutti i suoi dubbi e i suoi sogni nel cassetto; l’autrice ce li presenta e ce li fa conoscere così, uno dopo l’altro, senza mediazioni o artifici. Come fa con i loro genitori e insegnanti, le cui vite, pur ad altri stadi e traguardi,  hanno comunque un po’ lo stesso sapore salato; di consapevolezza, ferite e sconfitte tutte mischiate assieme, che ne fanno un po’ un po’ amici o sostegni, un po’ feticci da abbattere. In un’età in cui basta poco a riuscire o fallire, gli sbagli ti pesano, i rimpianti già scottano, il giudizio dei grandi e dei tuoi coetanei ti può bruciare addosso, e dipende molto da te spegnere le fiamme e il dolore. Noi siamo grati ad Anna per queste  delicatezze e profondità, che ci accompagnano nel ripensare e capire che la vita è amara, e che il mito della bella gioventù sta certamente nel suo ricordo, non nel complicato presente in cui la si vive. Perché le cose cambiano col tempo: se guardiamo al mondo con altri occhi, senza rinnegare il passato, ma recuperandolo nel modo migliore. Anna Pasquini lo sa, come vanno queste cose, e ce lo lascia capire sottovoce, che non siamo mai soli; ed è questa la lezione più  preziosa che scaturisce dalle sue pagine.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Ombre antiche sull’isola del mare e del sole. Massimo Torsani e il suo “Il pastore”

di Carlo Crescitelli

 

prima di copertina3Le vicende de “Il pastore” ci portano ad interrogarci sulla Sardegna di oggi, che fa scrupolosamente i conti con la nuova realtà e con le mille opportunità dell’apertura al turismo, senza tuttavia voler ancora rinunciare alla propria arcaica, respingente identità. Ed è proprio dal confronto/scontro con gli ospiti venuti da fuori e con gli inusitati approcci dal “continente” e dall’estero che scaturiscono le scintille di conflitti che affondano le loro radici in una cultura unica, comprensibilmente tesa a preservare il proprio prezioso isolamento contro tutto e contro tutti.    

Torsani, da profondo e critico osservatore dell’Italia odierna, ce ne riassume con estro, mestiere e ricercatezza le contraddizioni, così come esse si riflettono e casualmente si amplificano all’interno di uno dei non-luoghi principe della contemporaneità: un campeggio e villaggio vacanze. Dove all’improvviso bussa inattesa tutta una rete di drammi che viene da lontano nel tempo, nello spazio e soprattutto nell’anima, e che non può fare a meno di esplodere proprio nel contesto che apparirebbe meno probabile. Come sempre nella vita, anche qui con la tragedia convivono l’umorismo,  le mode, la musica, l’amore: che l’autore – arguto e attento cicerone dell’avventura – ci presenta e ripropone, a passi successivi e progressivi, con leggerezza e disinvoltura, attraverso molteplici e puntuali rimandi a spaccati di attualità e tendenze in voga, in un sapiente gioco di ammiccamenti dal quale chi legge resta compiaciuto e ammirato.

Al di là dei tanti appassionanti agganci legati alla articolata indagine poliziesca che ne incardina la trama, che senza dubbio entusiasmerà i patiti del genere, “Il pastore” si configura soprattutto come lettura per palati fini. Per chi cioè si aspetti, anche da una storia di semplice intrattenimento o svago, ben più di qualche facile esca o traino emotivo, e pretenda comunque prospettive a largo raggio, ricchezza e colore, spunti di riflessione.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”