Max Weber e la repubblica della scienza [Ettore Barra]

Da molto tempo, ormai, con particolare accentuazione negli ultimi anni, la nostra epoca assiste ad una graduale quanto inarrestabile modifica dello statuto della scienza. Sempre più persone affermano infatti di “credere nella scienza”, anche grazie alla sovraesposizione mediatica di alcuni scienziati che sembra studiata per trasformarli in personaggi televisivi.
Non mancano, inoltre, correnti di pensiero e partiti politici che hanno fatto della fede nella scienza il loro fondamento. Questa operazione è, però, corretta da un punto di vista filosofico? Può davvero la scienza assumere dei connotati religiosi e politici senza per questo snaturarsi?


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Ettore Barra è dottore magistrale in Scienze Storiche, specializzato in Storia medievale e rinascimentale. Si interessa anche di storia del Cristianesimo e di storia del pensiero e delle dottrine politiche, con particolare attenzione per il ’900. È il direttore di “Riscontri”, con il Terebinto Edizioni ha pubblicato i volumi: Tommaso d’Aquino e l’eternità del mondo (2015); Il pensiero politico di Costantino Grimaldi: Inquisizione e conflitto giurisdizionale nel Regno di Napoli (2017). Inoltre ha curato l’edizione critica del manoscritto inedito di Grimaldi Apologia contro la bolla di censura della Curia romana (2017).

 

Agostina Spagnuolo e il mistero sul diagramma del divenire [Emilia Dente]

A. Spagnuolo, Il tempo giusto, Controluna, 2018, pp. 72, € 9.90

“Scalzi pensieri bussano / alle porte della notte / lungo i luoghi della memoria “ e si incammina il poeta sui solitari sentieri in loro compagnia. Tra lame di luce e ombre sottili si incammina e il tempo, germoglio verde di fiori e di spine, si annoda al cuore, alla mente, all’essere smarrito e solo. Non è lineare il tempo, non è solo una sequenza coerente di eventi ordinati nell’archivio dei giorni, “ è un mistero / sul diagramma del divenire / il tempo” sussurra la poetessa, e in questo mistero ella si immerge completamente, liberandosi dai lacci di successioni cronometriche. nell’appassionata dimensione del tempo giusto, del tempo scandito dal battito del cuore e dalla luce degli occhi.

Appassionata di vita, di storia e di poesia, Emilia Dente, è autrice eclettica e vagabonda felice sui sentieri delle parole con l’impegnativa missione di illuminare le profondità ambrate dell’anima tra impasti narrativi, sogni poetici, saggi storici, progetti di marketing culturale e valorizzazione della memoria. Per Riscontri cura le antologie poetiche e quelle di racconti della sezione “realistico-psicologica”.
Per il Terebinto Edizioni ha già pubblicato la silloge poetica Nero come l’amore in cui riflette, specchiandosi, sul vortice complesso del sentimento amoroso, e diverse antologie di narrativa e di poesia a sua cura.


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Geografie emotive, emozioni localizzate. Viaggio dentro e fuori il Cortile Cacao di Cristina Schillaci [Carlo Crescitelli]

C. Schillaci, Cortile cacao, Operaincerta, 2019, pp. 190, € 10.00

“Cortile cacao” – romanzo premiato con menzione speciale al nostro concorso “Un libro in vetrina” 2021 – è un libro dalla scrittura felice, dove le cose non succedono: sono già successe. E noi  le riviviamo nel disincantato, ironico ripercorrere gli eventi di Bruna, la protagonista. Donna che soffre, ma sa anche ridersi addosso, tra esilaranti metafore proposte nel mezzo del dramma,  persona viva e vera che emerge in un diario dai toni del reportage giornalistico. Colpisce lo stile colorito, creativo ed ermetico, inusuale in una storia d’amore, e parimenti impressionano le ambientazioni: uu’onirica Parigi, una scanzonata Roma, una dolce e nostalgica Catania, una concreta Palermo, la spietata barca in mare e l’ansiogeno ristorante in spiaggia, un sognante Perù. E infine, il filosofico cortile del titolo, punto di partenza e di arrivo di tutto. I capitoli sono intitolati con  città o località, come immaginari set cinematografici: perché, come accade in un film, i luoghi che si avvicendano vengono pian piano fusi insieme in una tavolozza di emozioni che rimandano l’una all’altra, l’uno all’altro, e ci lasciano decifrare  le tante sfumature dell’umore di Bruna, le fasi del suo percorso. Poco invece percepiamo dei suoi interlocutori: lo sfuggente Noah, attore bello e dannato (altra chiave di lettura dei capitoli come scene di un film), le spiritose e un po’ ciniche amiche Pia, Alice e Irene, il divertente tassista/amico, tutti annunciati nella pagina iniziale, come comprimari o comparse di un’ipotetica sceneggiatura (ancora il cinema!). Sola eccezione: la cagnetta Guenda, spalla non a caso non umana, della quale provocatoriamente si indaga il genuino punto di vista animale. E così interiorizziamo un mondo che è magari anche il nostro, giusto un pochino più elegante, di maggiore lucidità: non è questo ciò che si chiede a una bella lettura? Compenetrarsi, emozionarsi, sorprendersi, riflettere… beh, complimenti, Cristina Schillaci: missione compiuta!

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. È per questo che voi lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego l’antiviaggiatore quando può.


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Cosimo La Gioia e il lato oscuro della disciplina. Tensioni, ossessioni e criticità del vivere contemporaneo [Carlo Crescitelli]

Cosimo La Gioia, L’ascensore e Altri Racconti, Terebinto edizioni, 2021, pp. 160, € 15.00

L’ascensore e Altri Racconti di Cosimo La Gioia (Terebinto 2021) è una raccolta di racconti brevi con protagonisti rappresentativi della nostra quotidianità: uomini e donne dai lati problematici, che potremmo riscontrare anche in noi stessi. Una galleria di moderne figure tragiche, iperattive e isteriche, talvolta connesse o intercambiabili tra una storia e l’altra; che implodono in circuiti di contraddizioni imposte o indotte, coltivate all’interno di sé  fino al dramma. Tema principe dei conflitti narrati è il mondo del lavoro, con le sue costrizioni ricattatorie delle quali tutti abbiamo avuto esperienza, qui esasperate dall’interiorizzazione che ne fanno le loro stesse vittime, in una sorta di complice sindrome di Stoccolma. Il che finisce puntualmente con l’aggravare situazioni già gravi, fino a renderle disperate. Chi ce l’ha? è un’attualissima vicenda di panico pandemico e di squilibri psicologici, condita di amara ironia. I gladiatori della strada 1 è la storia di una volontà di potenza automobilistica punita. Ne I gladiatori della strada 2, lo stesso tema è sviluppato dal punto di vista del ciclista che affronta la pericolosa giungla urbana. L’ascensore è una metafora crudele dello stato dell’arte del diritto al lavoro e all’occupazione. Sull’Etna si presenta solo apparentemente come una pausa da queste riflessioni, perché in realtà inquadra un surreale, diverso contesto di uguali prevaricazioni. La mamma tigre: cosa succede quando la donna che deve conciliare lavoro e famiglia occupa un posto chiave all’interno della propria azienda? Gianluca e l’amministratore delegato è una lunga avventura, sviluppata in più varianti, di licenziamenti e vendette, nella quale giuste rivendicazioni si fondono con impulsi violenti incontrollabili. Il volume è una di quelle letture nelle quali ci si ritrova a specchiarsi, riflettendo sul senso di ogni scelta e delle sue conseguenze. Per non perdere la bussola della misura nell’azione e dell’umana solidarietà, come implicitamente l’autore ci suggerisce.

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. È per questo che voi lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego l’antiviaggiatore quando può.


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La tv, questa sconosciuta. Glorie e miserie di settant’anni di televisione e di Italia in Finché suona la campana di Roberto Robert [Carlo Crescitelli]

R. Robert, Finché suona la campana, Silele, 2016, pp. 570, € 20.00

Il libro ci svela il dietro le quinte dell’imprevedibile e spregiudicato mondo dell’informazione e dell’intrattenimento tv. È un lavoro di grande scorrevolezza, nonostante il suo lungo sviluppo di quasi seicento pagine, e dal suggestivo profilo da amarcord. Ci ritroviamo condotti attraverso l’epoca che parte dalla gloriosa nascita e dai tempi d’oro della televisione, per approdare  infine alla sua caotica, genialoide frammentazione nel magmatico multiverso dell’emittenza privata, dove le opportunità si moltiplicano alla stessa velocità dei pasticci ad esse interconnessi, che a loro volta si snodano in parallelo agli eventi cruciali della cronaca e della storia italiana del periodo. La campana del titolo infatti è quella del ring di boxe a fine round, perché diversi fra i personaggi amano alla follia questo sport, e perciò si sentono dei veri combattenti, anche e soprattutto nella loro vita professionale: nel bene e nel male. Un romanzo leggero e divertentissimo, nel quale riconosciamo un serraglio di tipi umani che nella realtà di questi ultimi anni di circo mediatico avevamo avuto già modo di identificare: la cantante da talent show, il palestrato aspirante tronista, la vamp senza scrupoli, e tutta la sequela di sagome che animano i nostri schermi e le nostre cronache nazionali. In una sarabanda irresistibile ed esilarante di giochi degli equivoci e di astuzie della ragione dove, come in una moderna, commedia shakespeariana, in barba agli articolati e a volte persino mefistofelici progetti degli sciagurati singoli attori e attrici delle vicende narrate, alla fine sono spesso l’entropia e le beffe del caso a farla da padrone. E nel finale, una sentenza lucida e disincantata, che ci illumina a fondo su un mondo che forse ci illudevamo di ben conoscere perché a noi molto familiare nel nostro quotidiano di teleutenti, ma che in realtà cela risvolti ai quali forse non avevamo mai pensato.

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. È per questo che voi lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego l’antiviaggiatore quando può.


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