Spigolature zanzottiane. A proposito di echi da Virgilio e Orazio e di morti celebri di imperatori romani

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Cinque note dedicate a  raccolte di versi di Andrea Zanzotto, “IX Ecloghe” e “Sovrimpressioni”, e incentrate sulla risemantizzazione di luoghi virgiliani o oraziani, oppure alle morti di alcuni imperatori romani: Claudio, Nerone, Adriano. Notevole è la rilettura inedita dei classici, che acquistano così una nuova e inattesa “vita”.

Le “Ecloghe” confermano la preferenza per il modello virgiliano, mentre “Sovrimpressioni” si gioca tutta sulla raffinata riscrittura dei modelli.


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Studioso di letteratura latina e italiana del Novecento, di questione meridionale, Paolo Saggese Direttore del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, dottore di ricerca in filologia greca e latina, già docente nei Licei classici, dirigente scolastico, autore o curatore di più di cinquanta volumi, nonché di tre brevi romanzi sulla corruzione.

Le trasformazioni della metamorfosi. Da Ovidio a oggi

di Dario Rivarossa

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L’influsso delle Metamorfosi di Ovidio sulla cultura occidentale è stato immenso. E non solo su Dante o sull’arte rinascimentale, ma già molto prima, fin dal Nuovo Testamento! Dove ci sono autori che usano disinvoltamente il termine «metamorfosi» addirittura riferendosi a Gesù Cristo, e altri che, proprio per le sue ascendenze pagane e un po’ osé, si rifiutano di usarlo. Una rapida carrellata sulle trasformazioni del Divino dal I secolo d.C. a oggi, dai remake barocchi fino alla fantascienza e al cinema.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Gesù e Maria nel Corano. Riscontri Evangelici

di Raffaele Di Zenzo

 

prima di copertinaDa una lettura attenta del Corano si vede che Gesù e Maria hanno una posizione speciale nel Corano, che dichiara la Torah di Mosè e il Vangelo di Gesù sono “Luce e Guida per le genti”.

La prima parte del Corano ha un’origine meccana in cui si trovano molti riferimenti a personaggi ed eventi del Vecchio e del Nuovo Testamento e dimostrano che l’islam ha un substratum giudeo-cristiano. Era iniziato come un movimento monoteista contro il pantheon di 360 idoli dei beduini del deserto arabo.

In questo contesto Gesù e Maria occupano una posizione di grande rispetto e onore. Maria è chiamata “Eletta, fra tutte le donne del mondo… O Maria, Dio ti annunzia la Lieta Novella di una Parola da Lui proveneinte, il suo nome è Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro. Uno dei più vicini a Dio”.

Perciò il Natale è anche una celebrazione coranica e islamica.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

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Raffaele Di Zenzo è originario di Serino, (Avellino). Dopo il liceo classico è emigrato negli Stati Uniti, dove ha continuato i suoi studi all’università dell’Illinois a Urbana, dove insegnava il professore-umanista Rocco Montano dell’universita’ di Salerno. Nella sua tesi di dottorato “Storia e Letteratura in Giovanni Verga“, ha dimostrato come il realismo di Francesco De Sanctis e il verismo di Giovanni Verga abbiano continuato lo spirito del Risorgimento di immettere la nuova Italia verso una via repubblicana e democratrica: “Casa nuova bisognava fare, e il popolo aveva ad essere re”.

Ha insegnato italiano alla Loyola University di Chicago. Ha contribuito al programma di Italian American Studies all’universita’, con la sua collezione “Italian American Trasures“, in cui c’è incluso anche uno studio su “Joseph Tusiani: Poeta e scrittore in quattero lingue: italiano, inglese, latino e dialetto garganico”, pubblicato da Riscontri.

L’utilizzo politico della genealogia di Enea. Dalle guerre macedoniche ai giorni nostri

di Giovanni Liberti

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In questi ultimi anni c’è un rinnovato interesse verso la figura di Enea e verso l’Eneide di Virgilio, interesse dettato anche da fattori attuali come i flussi migratori dall’Africa e dal Medio Oriente. La raffigurazione dell’Enea migrante è stata rifiutata ricorrendo in modo decontestualizzato alla sua genealogia o alle origini della stirpe Troiana. Questo articolo è una ricostruzione delle principali varianti del mito della fondazione di Roma, in particolare gli aspetti della genealogia di Enea e il suo utilizzo nel discorso politico del mondo antico e del XV secolo.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 3 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

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Giovanni Liberti è un semplice appassionato di storia antica e medievale; laureato in storia nel lontano 2011 attualmente scrive su alcuni quotidiani digitali della provincia di Napoli e cura il sito deipnosofista.com

La Poesia e i Poeti Vati nella cultura indoeuropea delle origini

di Vincenzo Guidone

 

prima di copertinaIl presente saggio propone uno studio critico riguardo della poesia e della figura del poeta-vate nell’ambito della cultura vedica/indoariana, sentita da molti intellettuali e studiosi come la roccia di fondo di tutte le culture successive annoverate nella matrice indoeuropea. Il soggetto dello scritto è il Rgveda, quarta parte dei testi vedici, i quali sono ritenuti dalla tradizione come non scritte dall’essere umano, ma da questi solo “udite”. Questa letteratura sacra, essendo prodotta da una civiltà semi-nomade, aveva presso d’essa e presso i posteri un valore “monumentale”, in assenza di edifici fissi come nelle altre culture già sedentarie. Partendo da un’analisi particolare di estratti della suddetta opera magna, si giunge alla teorizzazione generale del processo creativo della poesia di tutti i tempi e di tutti i luoghi, processo basato soprattutto sull’istituto dell’intuizione e diviso in tre parti: momento estatico-epifanico, momento di trasposizione formale, momento recitativo-oblativo in cui la poesia diventa attiva e, dunque, magica. Nonostante la disquisizione verta specialmente sulla cultura e sulle opere vediche, in chiusura si compiono paragoni con testi appartenenti ad altri patrimoni culturali antichi, quali quelli della letteratura greca (soprattutto platonica), passando anche per le dottrine cosmogoniche ebraico-cristiane e babilonesi.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 3 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

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Vincenzo Guidone nasce a Vico Equense (Napoli) il 26 settembre del 1998. Vive da sempre a Sorrento, dove ha frequentato il Liceo Linguistico Gaetano Salvemini. Attualmente è studente di Lettere Moderne dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Filosoficamente e poeticamente, il suo pensiero è di matrice tradizionale. Pubblica il romanzo storico-psicologico Devozione (Edizioni Eracle) e viene incluso nell’Enciclopedia di Poesia Contemporanea (Fondazione Mario Luzi) con Inno all’Italia. Nel 2019 è incluso nell’antologia Verrà il mattino e avrà un tuo verso, e collabora con Alessandro Quasimodo nell’ambito dell’iniziativa Alessandro Quasimodo legge i poeti contemporanei.