Gesù e Maria nel Corano. Riscontri Evangelici

di Raffaele Di Zenzo

 

prima di copertinaDa una lettura attenta del Corano si vede che Gesù e Maria hanno una posizione speciale nel Corano, che dichiara la Torah di Mosè e il Vangelo di Gesù sono “Luce e Guida per le genti”.

La prima parte del Corano ha un’origine meccana in cui si trovano molti riferimenti a personaggi ed eventi del Vecchio e del Nuovo Testamento e dimostrano che l’islam ha un substratum giudeo-cristiano. Era iniziato come un movimento monoteista contro il pantheon di 360 idoli dei beduini del deserto arabo.

In questo contesto Gesù e Maria occupano una posizione di grande rispetto e onore. Maria è chiamata “Eletta, fra tutte le donne del mondo… O Maria, Dio ti annunzia la Lieta Novella di una Parola da Lui proveneinte, il suo nome è Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro. Uno dei più vicini a Dio”.

Perciò il Natale è anche una celebrazione coranica e islamica.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

Link all’acquisto:

Amazon

Sito dell’editore

 

Raffaele Di Zenzo è originario di Serino, (Avellino). Dopo il liceo classico è emigrato negli Stati Uniti, dove ha continuato i suoi studi all’università dell’Illinois a Urbana, dove insegnava il professore-umanista Rocco Montano dell’universita’ di Salerno. Nella sua tesi di dottorato “Storia e Letteratura in Giovanni Verga“, ha dimostrato come il realismo di Francesco De Sanctis e il verismo di Giovanni Verga abbiano continuato lo spirito del Risorgimento di immettere la nuova Italia verso una via repubblicana e democratrica: “Casa nuova bisognava fare, e il popolo aveva ad essere re”.

Ha insegnato italiano alla Loyola University di Chicago. Ha contribuito al programma di Italian American Studies all’universita’, con la sua collezione “Italian American Trasures“, in cui c’è incluso anche uno studio su “Joseph Tusiani: Poeta e scrittore in quattero lingue: italiano, inglese, latino e dialetto garganico”, pubblicato da Riscontri.

L’utilizzo politico della genealogia di Enea. Dalle guerre macedoniche ai giorni nostri

di Giovanni Liberti

prima di copertina

In questi ultimi anni c’è un rinnovato interesse verso la figura di Enea e verso l’Eneide di Virgilio, interesse dettato anche da fattori attuali come i flussi migratori dall’Africa e dal Medio Oriente. La raffigurazione dell’Enea migrante è stata rifiutata ricorrendo in modo decontestualizzato alla sua genealogia o alle origini della stirpe Troiana. Questo articolo è una ricostruzione delle principali varianti del mito della fondazione di Roma, in particolare gli aspetti della genealogia di Enea e il suo utilizzo nel discorso politico del mondo antico e del XV secolo.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 3 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

Link all’acquisto:

Amazoncartaceo ed ebook

Ibscartaceo ed ebook

 

Giovanni Liberti è un semplice appassionato di storia antica e medievale; laureato in storia nel lontano 2011 attualmente scrive su alcuni quotidiani digitali della provincia di Napoli e cura il sito deipnosofista.com

La Poesia e i Poeti Vati nella cultura indoeuropea delle origini

di Vincenzo Guidone

 

prima di copertinaIl presente saggio propone uno studio critico riguardo della poesia e della figura del poeta-vate nell’ambito della cultura vedica/indoariana, sentita da molti intellettuali e studiosi come la roccia di fondo di tutte le culture successive annoverate nella matrice indoeuropea. Il soggetto dello scritto è il Rgveda, quarta parte dei testi vedici, i quali sono ritenuti dalla tradizione come non scritte dall’essere umano, ma da questi solo “udite”. Questa letteratura sacra, essendo prodotta da una civiltà semi-nomade, aveva presso d’essa e presso i posteri un valore “monumentale”, in assenza di edifici fissi come nelle altre culture già sedentarie. Partendo da un’analisi particolare di estratti della suddetta opera magna, si giunge alla teorizzazione generale del processo creativo della poesia di tutti i tempi e di tutti i luoghi, processo basato soprattutto sull’istituto dell’intuizione e diviso in tre parti: momento estatico-epifanico, momento di trasposizione formale, momento recitativo-oblativo in cui la poesia diventa attiva e, dunque, magica. Nonostante la disquisizione verta specialmente sulla cultura e sulle opere vediche, in chiusura si compiono paragoni con testi appartenenti ad altri patrimoni culturali antichi, quali quelli della letteratura greca (soprattutto platonica), passando anche per le dottrine cosmogoniche ebraico-cristiane e babilonesi.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 3 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

Link all’acquisto:

Amazoncartaceo ed ebook

Ibscartaceo ed ebook

 

Vincenzo Guidone nasce a Vico Equense (Napoli) il 26 settembre del 1998. Vive da sempre a Sorrento, dove ha frequentato il Liceo Linguistico Gaetano Salvemini. Attualmente è studente di Lettere Moderne dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Filosoficamente e poeticamente, il suo pensiero è di matrice tradizionale. Pubblica il romanzo storico-psicologico Devozione (Edizioni Eracle) e viene incluso nell’Enciclopedia di Poesia Contemporanea (Fondazione Mario Luzi) con Inno all’Italia. Nel 2019 è incluso nell’antologia Verrà il mattino e avrà un tuo verso, e collabora con Alessandro Quasimodo nell’ambito dell’iniziativa Alessandro Quasimodo legge i poeti contemporanei.

Filone e Paolo. Giudei, cristiani e pagani: due momenti difficili dell’incontro

di Francesca Taranto

 

prima di copertinaSi propone un confronto tra due esperienze per certi versi simili: due ambascerie fallimentari compiute da due autorevoli personalità. Nel primo secolo dell’era cristiana il difficile rapporto tra Cristianesimo nascente e paganesimo ormai giunto alle battute finali, seppur ancora vivo, produce episodi dal fascino fulgido e singolare. Qui si propone la lettura di due episodi che raccontano il dialogo tra le due culture, uno dei quali celebre per la sua eco (Paolo ad Atene) l’altro decisamente meno conosciuto ma di grande interesse e di una certa rilevanza letteraria. Un uomo di dottrina, un filologo, un ebreo: Filone di Alessandria ha il duro compito di essere delegato della comunità ebraica di Alessandria di Egitto presso Caligola, eccentrico e pericoloso imperatore. Un uomo d’azione ma anche un capacissimo teologo, colui il quale dotò la Chiesa nascente di una dottrina composita ed organizzata, Paolo di Tarso, è qui invece osservato nel suo tentativo, fallimentare, di fondare una comunità di fedeli nella città della filosofia: Atene.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

 

Link all’acquisto:

Amazoncartaceo ed ebook

Ibscartaceo ed ebook

 

Francesca Taranto è nata a Roma nel 1991. Diplomata al Liceo T. Tasso di Salerno con 100, laurea in Lettere Classiche presso la Federico II (110 e lode) con una tesi in Papirologia seguita dalla Professoressa G. Messeri  (Il Vangelo di Maria: una conquista dei papiri). Laurea in Filologia Classica conseguita presso la stessa Università (110 e lode) sotto la guida del Professore G. Massimilla (P. Oxy 1794: mulier quaedam queritur). Frequenta un corso di perfezionamento universitario annuale presso la Federico II in “forme letterarie tra antico e moderno” con una tesina finale in Letteratura Cristiana. Attualmente docente di Latino e Greco presso il Liceo A. Pansini di Napoli.

Scienza e tecnica nella ricerca archimedea

di Tina D’Aniello Di Benedetto

 

copertina def 2Nel contesto della cultura ellenistica alessandrina, il Metodo – opera breve di Archimede ritrovata nel 1907 dal professore danese Joan Ludwig Heiberg in un antico codice – permette una puntuale caratterizzazione della ricerca archimedea.

Eccelso matematico e geniale ingegnere, Archimede spicca tra gli accademici alessandrini, pari ad Euclide, per le rigorose esposizioni logiche delle sue scoperte; solo all’amico Eratostene, cui è dedicato il Metodo, confida il suo approccio empirico ai problemi, il suo procedere nella ricerca con l’uso di strumenti tecnici come le bilance, le sue intuizioni di applicazioni pratiche, inconcepibili nell’ambiente della cultura alessandrina.

Archimede, pertanto, si sposta in Egitto e in Sicilia, in contesti più aperti alle sue intuizioni, alle sue sperimentazioni, alle sue applicazioni pratiche. Proprio a Siracusa muore per mano di un soldato romano; la sua tomba viene ritrovata da Cicerone che la riconosce per le incisioni che riportano una sfera inscritta in un cilindro.

Archimede è un autentico antesignano della fisica come scienza che – dopo quasi due millenni – nascerà in Italia, grazie al genio di Galileo Galilei.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2-3 (2018) di “Riscontri”

 

Link all’acquisto:

Amazon: cartaceo ed ebook

Ibs: cartaceo ed ebook

 

Tina D’Aniello Di Benedetto è nata a S. Antonio Abate (Napoli), ha studiato al liceo classico “Plinio Seniore” di Castellammare di Stabia e si è laureata in Matematica e Fisica all’Università Federico II di Napoli. Ha insegnato nel liceo classico “Torquato Tasso” di Salerno pubblicando sull’Annuario del liceo articoli su temi didattici e scientifici. Ha collaborato con il Dipartimento di Scienze dell’antichità dell’Università di Salerno con ricerche su testi di Euclide e di Archimede. Interessata alle questioni epistemologiche, ha pubblicato sulla rivista “Riscontri”, Sabatia Editrice, Anno XXXIV N. 3-4; Anno XXXVI N. 3-4. Ha pubblicato anche testi di poesia:

Il vento del tempo, Edizioni AssoNoi, 2012.

Dal giardino delle Esperidi, Edizioni AssoNoi, 2014.

Voci del silenzio, Edizioni AssoNoi, 2016.