L’attività letteraria di Ugo Piscopo nell’interpretazione di Carlo Di Lieto

prima di copertinaDi Lieto ripercorre l’attività poetica di Piscopo e lo fa con acutezza e precisione definitoria, cogliendo di ogni raccolta in maniera sorprendentemente efficace stati d’animo, tensione intellettuale, dominio stilistico. Nella varietà delle analisi che definiscono le singole sillogi Di Lieto coglie il sancta sanctorum, l’ombelico dell’ispirazione poetica di Piscopo nell’ “amplesso con il luogo natio” “… il paese è soprattutto il luogo delle radici che si fa poesia”. Ben è chiaro al critico che il valore di un testo poetico non è da porsi solo in relazione con l’istanza sentimentale, affettiva, empatica che fa da sostrato all’attività poetica, ma affonda la propria ragion d’essere nel dominio e nell’uso della parola che si fa occasione per penetrare nell’Oltranza, nel mondo di valori e di scoperte che si fanno motivo di speranza e di sguardo positivo sulla realtà. “L’arcipelago della personalità poliedrica e versatile di Piscopo affonda le sue radici nella polisemica valenza della parola come un sotterraneo fiume carsico che trova la luce in un oltre sfuggente e inattingibile”.

C. Di Lieto: «Scena onirica» e «Radialità dell’immaginario» nell’opera di Ugo Piscopo, ESI, 2020, pp. 336, € 38,00

Nicola Prebenna è stato docente di materie letterarie e latino e dirigente scolastico in Italia ed all’estero, si occupa di scrittura a diversi livelli: poesia, narrativa, critica letteraria, saggistica. Molti e significativi i riconoscimenti tributatigli per le sue opere. E’ presente su numerose antologie e suoi contributi sono pubblicati su numerose riviste. Sue ultime pubblicazioni, In una parte più e meno altrove, Genesi Editrice, Torino, 2017, Per correr migliori acque, Delta3edizioni, Grottaminarda, 2020, Non di solo pane, Delta3edizioni, Grottaminarda, 2020. E’ direttore del canale cultura del giornale web: tgnewstv.it


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La Storia con una smorfia sul viso. Il Risorgimento secondo Mario Gabriele Giordano

prima di copertinaIl Risorgimento con la sua tradizionale epopea e le recenti polemiche revisioniste. I “mali storici” del Meridione d’Italia. Il funzionamento della giustizia. E anche l’amore, scusate se è poco. Sono gli ingredienti principali del romanzo Il taccuino del diavolo di Mario Gabriele Giordano. Tratto da una storia vera, ossia ispirato «a un memorabile processo dibattutosi innanzi alla Corte di assise di Avellino nel luglio del 1886». L’accusa è che un contadino abbia fatto rapire un vecchio beneventano considerato capace di dare i numeri giusti al lotto. Ma i numeri non escono, e  l’Eremita viene sballottato da un carceriere all’altro e seviziato per settimane per farlo “parlare”, fino a morire. Questo episodio truce si inserisce in un panorama in cui ancora echeggia la questione del brigantaggio. Nelle vicende e nei dialoghi dei personaggi, tra professori, giovani innamorati e donne-coraggio, la domanda implicita che continua a riecheggiare è: il Risorgimento fu vera gloria? Dopo un secolo e mezzo, a noi posteri l’ardua sentenza. Stando bene attenti a cosa scrive il diavolo sul suo taccuino.

M. G. Giordano, Il taccuino del diavolo, Il Terebinto, 2020, pp. 160, € 15,00

Dario Rivarossa ha per nickname “ilTassista Marino” in onore dei due sommi poeti barocchi partenopei, Torquato Tasso e Giambattista Marino. Nato in Piemonte, ha studiato e lavorato a Roma e Milano, e attualmente vive a Perugia con la moglie. È giornalista professionista, traduttore da inglese, tedesco e latino, conferenziere e illustratore. Con il Terebinto ha già pubblicato il romanzo Il Divino Sequel, tradotto il libro di Tessa Dick (ex moglie di Philip) Blade Runner 1971: il prequel, e curato l’antologia L’altro fantasy. Senza spade né draghi. Nel 2020, con l’editore umbro Bertoni, uscirà il suo poema epico post-moderno La Strige.


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Le peripezie di tre illustrazioni di copertina realizzate da Carlo Levi. Il rapporto di Carlo Levi con Mario Soldati e Cesare Pavese

prima di copertinaOltre che scrittore, Carlo Levi fu pittore. Tra i quadri dipinti, alcuni figurano sulle copertine dei suoi libri ed altresì su quelle di alcuni altri scrittori. L’analisi di quello che Genette definisce “peritesto” consente non soltanto di cogliere degli aspetti essenziali dei testi, ma altresì di scoprire delle vicissitudini connesse alla loro realizzazione ed ai rapporti tra Carlo Levi (Quaderno a cancelli), Mario Soldati (America primo amore) e Cesare Pavese (Il mestiere di vivere).

Donato Sperduto ha scritto Armonie lontane. Ariosto, Croce, D’Annunzio, Pavese, Carlo Levi e Scotellaro (Arance, 2013); Il divenire dell’eterno. Su Emanuele Severino (e Dante) (Aracne, 2012); Maestri futili? Gabriele D’Annunzio, Carlo Levi, Cesare Pavese, Emanuele Severino (Aracne, 2009); Vedere senza vedere, prefazione di E. Severino (Schena, 2007); L’imitazione dell’eterno (Schena, 1998). Inoltre, ha curato i volumi Storia di una monaca di Matilde Serao (ABE, 2019), Albert Savarus (Schena-Baudry, 2012) e Carlo Levi inedito (Spes, 2002).


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Nuove esplorazioni dantesche

prima di copertinaCome non era difficile profetizzare, questo 2021 – settimo centenario della morte di Dante – sta vedendo un proliferare di iniziative in memoria del sommo poeta e, perlopiù, del suo sommo poema. Per i noti motivi, molti gli eventi online; ad alcuni dei quali è capitato di partecipare anche all’estensore di questo articolo. In parte pescando da quelle conferenze, in parte rimeditando temi danteschi a distanza di anni o decenni, segnaliamo qui di seguito una serie di spunti per portare avanti la ricerca infinita, un compito interpretativo che è davvero «ovra inconsummabile».
In questo caso: Dante elabora una visione della Storia che va in senso contrario alla cosiddetta “nemesi” carducciana. Il misterioso personaggio che “fece il gran rifiuto” potrebbe non essere papa Celestino V, ecco un paio di concorrenti. Dante esalta Giulio Cesare, eppure nel poema compaiono anche tracce del partito anti-cesariano. I mostri mitologici dellʼInferno sono tutti sbagliati rispetto alle fonti greche e romane: perché? Qualche sorpresa nelle descrizioni dantesche di angeli e altri elementi soprannaturali. E qualche sopresa anche tra i personaggi femminili della Commedia. Infine, che cosa ha prodotto lʼinflusso di Dante dal Rinascimento in poi (rapida carrellata su alcuni autori fuori dagli schemi).

Dario Rivarossa ilTassista Marino, nato a Cuneo nel 1969, vive attualmente a Perugia dove è sposato con Paola. Lavora come giornalista per il settimanale umbro La Voce e per Umbria Radio. Traduce da inglese, tedesco e latino; e da italiano a inglese. Cura il sito ambrose-bierce-in-italiano.blogspot.com. Artista digitale (profilo su Behance). Con Il Terebinto ha pubblicato, tra lʼaltro, il romanzo Il Divino Sequel e il saggio Dante fantasy. Collabora regolarmente con la rivista Riscontri, tra saggistica e recensioni. Ha inoltre pubblicato il poemetto neo-barocco dadaista La Strige. Città preferite: Torino e Napoli.


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LE “ACRI SILLABE” DI LEONARDO SCIASCIA. Temi e struttura di una raccolta “impoetica”, “neorealista”, “montaliana”, che racconta la Sicilia e il mondo

prima di copertinaIn questo saggio l’autore analizza la struttura della giovanile raccolta poetica di Leonardo Sciascia, La Sicilia, il suo cuore, a cento anni dalla nascita dell’intellettuale. Attraverso uno stile aspro, quasi montaliano, ermetico, raffinato, ricco di contrasti coloristici e di metafore ardite, con richiami al gusto “impoetico” del satirico romano Persio, e attraverso l’uso di un “correlativo simbolico”, a volte “oggettivo”, è descritta la Sicilia e Racalmuto, terra di morte e di dolore. La struttura della plaquette, concepita con sapienza e raffinatezza, contrappone una terra senza prospettive ad altri luoghi, che sembrano prefigurare un altro mondo.

Paolo Saggese (Torella dei Lombardi, Av, 1967), intellettuale militante, critico letterario, formatosi all’Università di Firenze, dottore di ricerca in filologia greca e latina (1994-1996), già docente di Letteratura latina presso la SICSI dell’Università di Salerno (2004-2008), Direttore scientifico del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, già Responsabile culturale del Parco Letterario Francesco De Sanctis, componente del Comitato scientifico del Centro di ricerca “Guido Dorso”, docente di Letteratura latina e greca nei Licei, dirigente scolastico, è autore o curatore di più di cinquanta volumi dedicati alla Letteratura latina e italiana, al pensiero meridionalista o alla storia irpina, di numerosi saggi e di un migliaio di interventi giornalistici. Ha dedicato numerosi volumi, studi e interventi giornalistici alla “damnatio memoriae” della Letteratura meridionale. Grazie al suo impegno ventennale si è dato vigore al dibattito intorno alla Letteratura meridionale del ’900 che rischia di essere esclusa persino dallo studio nelle aule dei Licei. È autore tra l’altro di tre fortunati romanzi sulla corruzione, Lettera a un Giudice e Il processo (Magenes Editoriale, Milano, 2015, 2017), di cui La ribellione rappresenta l’ultimo “capitolo” (Delta 3 edizioni, Grottaminarda, Av, 2020).


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