TUTTO IL CINQUECENTO A PORTATA DI MANO. La biblioteca della Verna e Aldo Manuzio

di Dario Rivarossa

prima di copertinaPer offrire lo spaccato di un’epoca non è necessaria una biblioteca immensa come quella immaginata da Jorge Louis Borges. È “sufficiente” un migliaio di volumi, quanti sono quelli stampati nel Cinquecento e oggi presenti nella biblioteca del convento francescano de La Verna (Arezzo).. Della sezione cinquecentine, ora l’editrice Olschki ha reso disponibile – per la prima volta nella storia – il catalogo completo e dettagliatissimo.

Nella biblioteca della Verna compare un buon numero di libri che uscivano dalla tradizione consolidata, a volte perfino “pericolosi”. Ci sono il mistico nordico Enrico Suso, Origene, Pelagio, Giansenio, Erasmo da Rotterdam (che era l’autore più citato nell’Indice dei libri proibiti)… Ma è anche tutto un brulicare della vivace cultura del Rinascimento. Tanti i classici greci e latini, comprese le lettere di Cicerone pubblicate da Manuzio e un “manifesto” dell’Umanesimo, i Commentarii linguae Graecae di Guillaume Budé.

Tra le cinquecentine compaiono, come detto, alcuni volumi con il logo Manuzio, anche se non l’Aldo diventato leggenda, ma i suoi successori. Al padre della stampa europea di qualità è dedicato un altro libro Olschki, intitolato appunto Aldo Manuzio e la nascita dell’editoria. Come ogni leggenda, ha bisogno di sfrondature, come sottolineano gli autori dei saggi contenuti nel volume. Resta il fatto che uomini e donne del Cinquecento ci tenevano a farsi ritrarre con qualche classico “aldino” tra le mani. Perché?

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 3 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

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Storia e poesia nella visione tassiana dell’Islam

di Guido Tossani

 

prima di copertinaIl tema della liberazione di Gerusalemme e di un poema eroico su di essa fu, per il Tasso, l’assillo di tutta una vita. Il primo approccio del Tasso con la poesia cavalleresca risale al 1560 circa, quando, all’età di sedici anni, si trovava a Venezia insieme col padre Bernardo e lì compose Il primo libro del Gierusalemme, che in centodieci ottave trattava tutta la materia poi svolta nei primi tre canti della Gerusalemme liberata. L’idea di un poema interamente dedicato alla prima Crociata si ritiene sia nata nella mente del Tasso intorno al 1562. L’opera fu terminata, col titolo Il Goffredo, nel 1575 e, così intitolata, fu nello stesso anno parzialmente pubblicata a Venezia e per intero a Parma nel 1581 con l’attuale titolo di Gerusalemme liberata.

La natura del poema è religiosa perché esso racconta della missione dei Crociati, combattenti per la fede. Il Tasso, poeta cristiano, giudica in modo dichiaratamente cristiano e in questo senso possiamo affermare che la Gerusalemme liberata è un’opera non dialetticamente aperta, ma dogmaticamente chiusa, nella quale mai l’incertezza investe le fondamenta della fede e il giudizio sulle azioni dettate dalla fede.

In questa preordinata gerarchia di verità e di valori sta la ragione della scarsa considerazione culturale del Tasso per il mondo dei nemici di Dio, connotato non tanto per quello che esso era, ma dal fatto di essere contro Dio, contro la vera religione, contro il bene, contro i Crociati. Un’ideologia così scarna, attenta al solo fattore religioso e dialetticamente incentrata sull’antitesi fra cristianità e paganesimo, presenta non poche insidie interpretative per il critico moderno, imbevuto di concetti ecumenici quali dialogo, confronto, convivenza e simili. Per il Tasso l’antinomia fra mondo cristiano e mondo non cristiano o pagano è assolutamente inconciliabile e lo scontro fra i due mondi è non solo inevitabile, ma necessario.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

 

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Guido Tossani è nato a Firenze nel 1981. È attualmente docente di Lettere nella scuola secondaria. Ha insegnato al Centro di Cultura per Stranieri dell’Università di Firenze. Ha curato le riedizioni di Osiride, raccolta di sonetti del triestino Giuseppe Revere (1812-1889), e degli Eroi della soffitta, poema del siciliano Giuseppe Aurelio Costanzo (1843-1913). È, inoltre, autore di una Introduzione allo studio del Decameron. Per il Terebinto Edizioni ha curato la riedizione de I Canti del povero di Parzanese.

La città ideale di Leonardo da Vinci fra necessità storica e filosofia politica.

di Marco Mercato

 

prima di copertina

Durante la sua permanenza a Milano, Leonardo da Vinci ebbe modo di pensare ad una possibile risistemazione della città, sia per motivi legati ad una maggiore vivibilità sia per motivi politici. Il suo progetto di città ideale, tuttavia, non solo rispondeva alle immediate esigenze della politica sforzesca ma traeva anche ispirazione dal proprio pensiero, articolato e complesso ma non particolarmente noto al grande pubblico. La città ideale di Leonardo, insomma, è solo l’elemento più conosciuto di un insieme di acutissime riflessioni sui problemi e i temi del proprio tempo che fanno capire anche, per quanto sia possibile farlo solo parzialmente, quanto alla figura del grande pensatore solitario, sognatore e precursore si accompagnasse quella del pragmatico “uomo di corte” e del filosofo che aveva a cuore la sorte del genere umano. Non fu il primo a pensare ad una realizzazione concreta di un simile sogno ma si può dire con sufficiente sicurezza che fu l’ultimo in quanto pochi anni dopo, con l’inizio delle Guerre d’Italia, l’ordine stabilito e ogni nuova possibilità di miglioramento cessarono, ponendo fine ad una breve ma significativa stagione della storia dell’arte e del pensiero.

 

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2019) di “Riscontri”

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Marco Mercato è nato a Pompei nel 1991, ha conseguito nel 2012 il Diploma di Specializzazione in Studi Sindonici presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” di Roma e, nel 2017, la Laurea Magistrale in Scienze Storiche presso l’Università “Federico II” di Napoli. Ha partecipato occasionalmente, e partecipa tuttora, al programma di Rai Storia “Passato e Presente”.