ALAN LOMAX. Il passaggio a Montecalvo Irpino – segnalazione

Autori: Antonio Cardillo, Francesco Cardinale

Collana: Terre e Genti d’Irpinia, n. 7

Pagine: 128

Formato: 17×24 cm

Anno: 2021

Prezzo di copertina: 15,00

ISBN: 9788831340366


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Era il 1954 quando Alan Lomax arrivava in Italia con l’intento di raccogliere, attraverso registrazioni audio e scatti fotografici, la straordinaria molteplicità delle musiche della tradizione popolare italiana. Il risultato di questo importantissimo viaggio, in compagnia di Diego Carpitella, si tradusse in oltre duemila registrazioni e numerose fotografie. Il libro nasce dalla necessità di collocare correttamente alcuni scatti fotografici effettuati a Montecalvo Irpino nel gennaio 1955, ed erroneamente attribuiti ad altre località. Con un meticoloso lavoro di ricerca sul campo si è provveduto a dare un nome ad ogni persona immortalata nelle foto, per poi ricostruire la sessione di registrazione durante la quale furono effettuati gli scatti e registrati due canti, almeno secondo la catalogazione ufficiale. In realtà gli autori hanno scoperto che i canti registrati a Montecalvo Irpino furono più di due. La permanenza in Irpinia dell’etnomusicologo americano appare, per certi versi, il lasso temporale più intrigante dell’intero viaggio italiano.

Entrambi appassionati di etnomusicologia, Antonio Cardillo e Francesco Cardinale hanno registrato, nel corso dell’ultimo ventennio, centinaia di canti di tradizione orale e diversi contenuti etnografici nella propria area di appartenenza. Hanno fondato l’Associazione “Lomax & Carpitella”. Sono collezionisti di materiali editoriali (libri, riviste, musicassette, cd e vinili) incentrati sulle tradizioni musicali orali, attualmente a disposizione dell’archivio associativo. Collaborano da tempo con le maggiori istituzioni etnomusicologhe italiane e sono in continuo contatto con scrittori e docenti della disciplina.

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Un libro su Michele Cianciulli: filosofo, politico, partigiano e massone

Il nuovo volume del Terebinto Edizioni è ancora una volta dedicato alla riscoperta della storia irpina. La casa editrice di Ettore Barra propone infatti al suo pubblico il saggio di Mario Garofalo dal titolo Michele Cianciulli. Filosofo, politico, partigiano e massone (pagg. 128, € 15,00, collana “Biografie e personaggi” n. 5, già disponibile in libreria).

copertina cianciulliUN PERSONAGGIO DIMENTICATO. Il libro ricostruisce le vicende biografiche, politiche e culturali del montellese Michele Cianciulli. Nonostante si tratti di un personaggio misconosciuto persino nella memoria locale, quella di Cianciulli è una storia da protagonista non secondario del ’900. Sono stati infatti notevoli i suoi contributi alle battaglie ideologiche della sinistra e al dibattito filosofico, che animò l’ambiente culturale della Roma della prima metà del ’900.

DAL SOCIALISMO ALLA MASSONERIA. Educato alla scuola di Ferdinando Cianciulli, dopo una breve milizia nel PSI di Montella, visse nella capitale le alterne e contraddittorie vicende dell’Unione Socialista Romana e il definitivo passaggio nelle fila del giovane partito comunista togliattiano.

Attraversò con “cauta dissimulazione” il ventennio fascista e, dopo l’8 settembre ’43, militò con coraggio da partigiano combattente nel movimento clandestino della resistenza fino alla liberazione di Roma.

Disincantato e disilluso dai miti e dalla politica dei partiti della sinistra, mosso da forte e suggestiva attrazione, abbracciò infine gli ideali umanitari e sociali della Massoneria del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, di cui fu bibliotecario ed altissimo dignitario con il 33° grado massonico.

Ebbe strettissimi legami con il grande musicista Nino Rota e amicizia con il regista Federico Fellini, con i quali visse attivamente il mondo artistico e cinematografico della Roma degli anni ’50-’60. Autore di gesti di magnanima filantropia verso il paese natio, si spense a Roma nel 1965.

L’AUTORE. Mario Garofalo, nativo di Montella (AV), è studioso di letteratura e storia dell’Irpinia. Tra i fondatori della Società Storica Irpina, è stato redattore della “Rassegna Storica Irpina”; collaboratore del Centro di Ricerca di Studi Meridionalistici “Guido Dorso” di Avellino. È stato collaboratore della grande Storia Illustrata di Avellino e dell’Irpinia, edita da Sellino-Barra. È autore di diverse voci del Dizionario Biografico degli Irpini, diretto da F. Barra.

Per il Terebinto Edizioni ha già pubblicato: Anarchici d’Irpinia (2013), Storia della letteratura Irpina. Dalle origini al sec. XIX (2015), Storia sociale di Montella. Il Seicento (2018); Francesco Scandone. Biografia intellettuale e storico-critica (2020).

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DANTE E SCIASCIA NEL NUOVO NUMERO DI “RISCONTRI”

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La rivista “Riscontri” dedica il primo numero dell’anno a due importanti anniversari: il settimo centenario della morte di Dante Alighieri e i cento anni dalla nascita di Leonardo Sciascia.

Al Sommo Poeta sono dedicati due articoli incentrati sulla ricerca di nuove interpretazioni della “Divina Commedia”. In Nuove esplorazioni dantesche, Dario Rivarossa analizza possibilità alternative all’identificazione di papa Celestino V col misterioso personaggio che oppose il «gran rifiuto». L’autore presenta infine anche qualche sorpresa nelle descrizioni dantesche di angeli e di personaggi femminili.

prima di copertinaGiancarlo Lombardi presenta invece una nuova proposta filologica sul famoso verso rompicapo «Pape Satàn, pape Satàn, aleppe!» (Inf., VII, 1), un’ipotesi collegata a filo doppio alla Profezia del Veltro (Inf., I, 100-112) e che – da Firenze – segue le tracce di Dante fino alle Fiandre.

In Le “acri sillabe” di Leonardo Sciascia, Paolo Saggese analizza invece la struttura della giovanile raccolta poetica dell’autore siciliano che – con taglio “neorealista” – racconta della terra natia Racalmuto.

Tra gli altri contenuti, il primo numero 2021 della Rivista – oltre all’Editoriale di Ettore Barra sulla nuova antropologia politica scaturita in Italia dalla pandemia – presenta anche i saggi di Milena Montanile e di Donato Sperduto, rispettivamente sulla vita “narrata” di Carlo Gesualdo,  tra «cronaca, romanzo e romanzesco», e su Carlo Levi.

È possibile abbonarsi a “Riscontri” attraverso il sito del Terebinto Edizioni (50 euro per l’abbonamento cartaceo, 20 per quello digitale). I nuovi abbonati riceveranno anche due volumi in omaggio: Alle origini della questione meridionale. Pasquale Villari, Giustino Fortunato, Guido Dorso e il magistero di Francesco De Sanctis (di Paolo Saggese), e il romanzo storico, ambientato nella Avellino di fine ’800, Il Taccuino del diavolo (di Mario Gabriele Giordano).

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RISCONTRI N. 1 – 2021

prima di copertina


SOMMARIO DEL FASCICOLO

EDITORIALE

NEL VII CENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE

STUDI E CONTRIBUTI

OCCASIONI

MISCELLANEA

ASTERISCHI

  • Francesco D’Episcopo, Nord e sud

RECENSIONI


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locandina

La Storia con una smorfia sul viso. Il Risorgimento secondo Mario Gabriele Giordano

prima di copertinaIl Risorgimento con la sua tradizionale epopea e le recenti polemiche revisioniste. I “mali storici” del Meridione d’Italia. Il funzionamento della giustizia. E anche l’amore, scusate se è poco. Sono gli ingredienti principali del romanzo Il taccuino del diavolo di Mario Gabriele Giordano. Tratto da una storia vera, ossia ispirato «a un memorabile processo dibattutosi innanzi alla Corte di assise di Avellino nel luglio del 1886». L’accusa è che un contadino abbia fatto rapire un vecchio beneventano considerato capace di dare i numeri giusti al lotto. Ma i numeri non escono, e  l’Eremita viene sballottato da un carceriere all’altro e seviziato per settimane per farlo “parlare”, fino a morire. Questo episodio truce si inserisce in un panorama in cui ancora echeggia la questione del brigantaggio. Nelle vicende e nei dialoghi dei personaggi, tra professori, giovani innamorati e donne-coraggio, la domanda implicita che continua a riecheggiare è: il Risorgimento fu vera gloria? Dopo un secolo e mezzo, a noi posteri l’ardua sentenza. Stando bene attenti a cosa scrive il diavolo sul suo taccuino.

M. G. Giordano, Il taccuino del diavolo, Il Terebinto, 2020, pp. 160, € 15,00

Dario Rivarossa ha per nickname “ilTassista Marino” in onore dei due sommi poeti barocchi partenopei, Torquato Tasso e Giambattista Marino. Nato in Piemonte, ha studiato e lavorato a Roma e Milano, e attualmente vive a Perugia con la moglie. È giornalista professionista, traduttore da inglese, tedesco e latino, conferenziere e illustratore. Con il Terebinto ha già pubblicato il romanzo Il Divino Sequel, tradotto il libro di Tessa Dick (ex moglie di Philip) Blade Runner 1971: il prequel, e curato l’antologia L’altro fantasy. Senza spade né draghi. Nel 2020, con l’editore umbro Bertoni, uscirà il suo poema epico post-moderno La Strige.


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