Tra romanzo e realtà. Annalisa Santi racconta le difficili vite delle maestre di fine Ottocento

di Carlo Crescitelli

 

prima di copertinaUna ricerca, quella di Annalisa Santi, che prende le mosse dal progetto di unificazione regolamentare della didattica scolastica intrapreso dall’amministrazione sabauda a cavallo dell’unità nazionale – a partire dall’entrata in vigore della Legge Casati nel 1859 –  per tratteggiare la situazione umana ed antropologica  delle giovani maestre nubili che in quegli anni si avventuravano  nelle periferie del paese per svolgere, in totale solitudine e tra mille difficoltà e ostacoli, la loro cruciale missione educativa in un’Italia disintegrata e ancora in gran parte analfabeta. L’autrice ci conduce in un inedito viaggio nel tempo lungo la penisola, che tocca man mano Torino, Napoli e le campagne toscane; raggiungendo di volta in volta le derelitte masse operaie delle scuole serali, i collegi di educande napoletani, e le realtà rurali della fascia costiera tra Pisa, Livorno e Maremma. Luoghi e calvari dell’anima che ci vengono mostrati attraverso le crude rappresentazioni in stile protoverista dei romanzi, racconti, articoli  e rapporti di tre illustri cronisti e scrittori dell’epoca: Edmondo De Amicis, Matilde Serao e Renato Fucini. Segnati anch’essi, nelle loro vite private, delle stesse stigmate delle creature della loro immaginazione. Ed è proprio grazie al  massiccio ricorso a queste anomale fonti letterarie –  e alla di esse intelligente lettura critica, contestualizzata al periodo ed alle singole geografie sociali, che la Santi ce ne da  – che emerge il lato più interessante di tale puntuale indagine storiografica: vale a dire l’inquietante conoscenza che di questo fosco mondo man mano ci viene offerta. Mentre resta costante, a sottofondo di questa italica, cupa frontiera di fine ottocento, il tema opprimente della repressione della donna, degradata sia a facile oggetto del desiderio maschile che a bersaglio di stolida, crudele riprovazione popolare. Una trattazione fosca, ma necessaria a rendere doverosa giustizia al silenzioso sacrificio della parte più debole di quella neonata Italia.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

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Agnizione, pulsione di morte e disincanto nella poesia di Nicola Prebenna

di Carlo Di Lieto

 

prima di copertinaNicola Prebenna, in Vulnera temporis (2018), in perfetta armonia di toni ed equilibrio stilistico, affida i suoi alati versi all’infinita trascendenza dell’esperienza interiore, disseminata in un discorso di frammenti d’amore, allertati dalla fede e da un codice etico-civile. La sfera del reale confligge con la latenza inconscia, nel tentare uno snodo o un varco all’addensarsi del Male, nelle sotterranee latebre del mondo. Prebenna denuncia coraggiosamente la malattia dell’essere, disincarnando ogni illusione, svelando l’ontologia del negativo del suo “inquieto sentire” ed elaborando la pulsione di vita, a fronte della pulsione di morte. L’interlocutore privilegiato di Prebenna è un Tu – divino, che nasce da una permanente conflittualità con il reale, lungo un itinerario di fede e di speranza. Egli si muove sul discrimine dello “stupore” e del “lutto” e, ravvivato dal Verbum della poesia, tramuta, in espressione di redenzione e di serenità spirituale, il Male della Storia.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

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Le diverse forme della “scrittura di sé”: il percorso letterario di Emmanuel Carrère

di Valentina Domenici

 

prima di copertina

La ricca ed eterogenea produzione letteraria di Emmanuel Carrère, in parte raccolta in un testo di recente pubblicazione dal titolo Propizio è avere ove recarsi (Adelphi, 2017), testimonia il percorso artistico e creativo estremamente singolare di questo autore, i cui lavori si sottraggono da sempre a ogni tipo di classificazione o definizione convenzionali.

Il filo rosso che sembra percorrere, sin dagli esordi, la maggior parte delle sue opere è quello dell’autobiografia, meglio definibile, nel caso di Carrère, come “scrittura di sé”; quest’ultima non implica solo il desiderio di attingere, per la costruzione narrativa dei suoi lavori, dalla propria vita e dalle proprie esperienze personali, ma riguarda, in un senso più ampio, l’intreccio e il confine sottile tra l’uomo e lo scrittore, tra l’arte, la letteratura e la vita. Dove inizia la finzione letteraria e dove subentra il diretto vissuto di Carrère? La domanda, che può emergere tra le pagine dei suoi “non-romanzi”, resta volutamente sospesa, e appare all’autore non di rilevante importanza.

La centralità dell’elemento autobiografico si sposa, in molti casi, con uno stile particolarmente ibrido e ambiguo, riconducibile solo in parte a categorie come quella di non fiction o di autofiction, che pure sono rifiutate in modo netto dallo scrittore francese, il cui lavoro resta consapevolmente sul crinale tra la finzione letteraria e il “realismo” dei fatti, tra l’oggettività e la storicità inconfutabile degli eventi e la soggettività di chi li osserva e li racconta.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2019) di “Riscontri”

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Valentina Domenici è assegnista di ricerca triennale presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’università degli Studi Roma Tre, e docente a contratto presso l’università di Evry-Val-d’Essonne. È autrice di diversi saggi sul cinema francese contemporaneo e di alcune monografie (Il corpo e l’immagine. Il primo cinema di Philippe Garrel, Armando, 2008; Dentro e fuori il margine. La diversità culturale nel cinema francese contemporaneo, Bulzoni, 2013; All women want love. Il desiderio femminile e la decostruzione del romance nel cinema di Jane Campion, Armando, 2015).

“RISCONTRI” N. 2-3 (2018)

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SOMMARIO DEL FASCICOLO

 

Francesco D’Episcopo, «Riscontri» di vita e di cultura

 

EDITORIALE

Ettore Barra, Il governo dei mercati

 

STUDI E CONTRIBUTI

Alessandro Ruffo, Napoleone in Egitto. Incomprensioni e fraintendimenti agli albori dell’orientalismo moderno

Marco Mercato, Il sogno concreto. Dalla città ideale alla città reale nel secondo Quattrocento

Raffaele Di Zenzo, Joseph Tusiani: poeta e scrittore in quattro lingue

John Butcher, Remo Ceserani commentatore dell’Orlando furioso

 

OCCASIONI

Dario Rivarossa, Vittorio Pica: lʼumile coraggio dellʼuomo atlante

 

MISCELLANEA

Francesco Barra, Fra Diavolo e Lèopold-Sigisbert Hugo

Tina D’Aniello Di Benedetto, Scienza e tecnica nella ricerca archimedea

Lorenzo Mori, Il pericolo ottomano in Europa. Giovanni III Sobieski e l’assedio di Vienna

Mario Losco, Cinque nuove indagini crociane

 

ASTERISCHI

Francesco D’Episcopo, Decadenza della cultura

 

RECENSIONI

Giuseppina Di Luna, Una lanterna accesa nell’oscurità dei nostri tempi. Gli aforismi di

Mario Gabriele Giordano

Arianna Cerusa, La Trinità Bantu. Viaggio nella Svizzera di Max Lobe

Mariella Zarrilli, Viaggio nei Seventies. Gli anni settanta di Carlo Crescitelli

 

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Joseph Tusiani: poeta e scrittore in quattro lingue

di Raffaele Di Zenzo

 

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Questo saggio cerca di leggere nell’anima di Joseph Tusiani e capire la vita di un emigrato intellettuale, il cantore di Two Languages, Two Lands, Perhaps Two Souls? come egli stesso si domanda. Il saggio presenta anche esempi di poesie nelle quattro lingue: italiano, inglese, latino e dialetto del Gargano. Tusiani attinge la sua ars poetica dalla formazione classico-umanistica, senza mai perdere la sua italianitas. Tale poetica vuole trovare un equilibrio tra emigrazione-esilio, l’essere italo-americano, ritorno possibile-impossibile, autobiografia.

 

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2-3 (2018) di “Riscontri”

 

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Raffaele Di Zenzo è originario di Serino, provincia di Avellino. Dopo il liceo è emigrato negli Stati Uniti dove ha continuato gli studi fino a conseguire il dottorato in lingue all’Università dell’Illinois a Urbana, con una tesi su “Storia e Letteratura in Giovanni Verga”.

Ha insegnato Italiano alla Loyola University Chicago per molti anni. La Loyola ha anche un campus a Roma, a Monte Mario. Come alcune altre università americane, la Loyola ha incominciato un ottimo programma di Italian American Studies che comprende Lingua, Letteratura, Storia, Arte, Cultura.