“Nel Grembo Degli Dei” di Daniele Coppa

Vi segnaliamo la raccolta di racconti di Daniele Coppa: Nel Grembo Degli Dei. Quando gli uomini parlavano con le divinità (Europa Edizioni). Una eclettica, anticonformista rassegna di situazioni conflittuali con il divino.

 

71krVXfHU5L

Nel Grembo Degli Dei

di Daniele Coppa

 

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: Nel Grembo Degli Dei

Sottotitolo: Quando gli uomini parlavano con le divinità

Autore: Daniele Coppa

Pagine: 192

Editore: Europa Edizioni

 

Sono gli uomini ad aver bisogno degli dei o, viceversa, sono le divinità che non possono fare a meno degli esseri mortali per esistere? Da sempre si crede che gli dei abbiano creato gli uomini a loro immagine e somiglianza, ma in realtà sono gli uomini che hanno riversato nelle divinità le loro caratteristiche: ambizione, ipocrisia, vanità, desiderio del potere, proiettando sulle divinità il loro desiderio di onnipotenza e immortalità. Insomma, se gli dei sono ciò che gli uomini vorrebbero essere, i dialoghi tra loro sono dialoghi fra simili. Daniele Coppa, con quattro racconti laici, ripercorre i tempi in cui era frequente che uomini e donne comunicassero direttamente con gli dei e così ci riporta a Troia con Elena e Afrodite, a Tebe con il faraone Amenofi IV e Amon Ra, nella Prato del ‘300 con un mercante senza scrupoli e il Diavolo e, infine, tra le peripezie di Cristo sulla terra.

Daniele Coppa è nato e vive a Como. Si definisce scrittore, commediografo, storico e archeologo a tempo perso e laico a tempo pieno. Si occupa anche di storia della cucina e di ricostruzioni storiche legate ad essa, in particolare della cucina medioevale. Sul tema ha pubblicato Antistoria della cucina: aneddoti, leggende e bufale sulla cucina. Collabora anche con riviste del settore di cucina archeologica.

Dai diamanti non nasce niente, da Flora nascono i fior

di Dario Rivarossa

 

prima di copertina

Il culto della dea Flora è stato tra i più significativi eppure sfuggenti nella cultura dellʼantica Roma. Lo testimonia il saggio del prof. Lorenzo Fabbri. Strano destino, quello di Flora, che si ripete anche a livello di fonti documentarie. Il suo culto infatti è certamente atavico, legato comʼè al benessere agricolo e quindi nutrizionale della popolazione. Eppure sono piuttosto rari i testi antichi che ci parlano di lei e, quanto allʼarte, sono rimaste semplicemente due monete che la raffigurano con certezza!

E non è finita qui, perché la dea gentile che salvava i raccolti favorendo la fioritura del frumento e delle altre piante al momento opportuno (siccome le “stagioni pazze” esistevano già allora), per una serie di sviluppi si è ritrovata a essere presentata con una donnaccia da bordello. Cʼè una logica in questa follia: Flora era dea della fioritura, e i fiori, usatissimi nelle feste romane, venivano associati alla giovinezza e alla joie de vivre. Ovvio che un personaggio come questo suscitasse lʼinteresse di un autore come Ovidio, il quale infatti nel quinto libro dei Fasti ci lascia la più ricca trattazione poetica di Flora nella letteratura latina.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

 

Link all’acquisto:

Amazoncartaceo ed ebook

Ibscartaceo ed ebook

 

Dario Rivarossa “ilTassista Marino” è traduttore da inglese e tedesco, illustratore, conferenziere, saggista online e scrittore, specializzato in ricerche su Dante, la poesia barocca, la letteratura anglosassone. Ha pubblicato narrativa e immagini su antologie Usa, oltre al saggio Dante era uno scrittore fantasy, GuardaStelle 2012, tradotto anche in inglese. Per le edizioni Il Terebinto ha scritto il romanzo Il Divino Sequel e tradotto la biografia Blade Runner 1971: Il prequel di Tessa B. Dick. Contatti: dario.rivarossa@gmail.com