Cultura digitale e coronavirus: ne parliamo con Carlo Crescitelli

Tutti, in un modo nell’altro, stiamo soffrendo le privazioni e le limitazioni imposte da questo difficile momento storico. Anche noi, col Terebinto Edizioni siamo stati costretti ad annullare il festival “Riscontri d’Autore” che si sarebbe dovuto tenere dall’8 al 10 maggio. Grazie al mondo digitale, però, la cultura non si ferma e la casa editrice ha deciso di fare la sua parte mettendo a disposizione quattro titoli del suo catalogo. Gli ebook saranno infatti scaricabili gratuitamente su Amazon fino al 5 aprile.

Si tratta del saggio umoristico Settanta Revisited di Carlo Crescitelli; del diario di viaggio Nel nido dell’Aquila di Angelo Michele Imbriani; del romanzo fantastorico Il Divino Sequel di Dario Rivarossa e del thriller Ogni uomo uccide ciò che ama di Claudio Pastena.

L’iniziativa sarà anche lo spunto per una riflessione con gli autori coinvolti sull’impatto che la pandemia sta avendo sulle vite di tutti noi.  Per questo abbiamo chiesto loro di spiegare perché scaricare questi libri in tempo di quarantena e di raccontare come sono le loro giornate in casa: le loro aspettative, le loro certezze, i loro dubbi e timori.

Buona chiacchierata e buona lettura!

locandina

 

Oggi parliamo con Carlo Crescitelli

autore di

Settanta Revisited

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1) Perché scaricare e leggere proprio il tuo libro, adesso? Dacci un buon motivo per il quale ne possa valere la pena, alla luce degli ultimi eventi.

Gli anni Settanta restano e vengono da chiunque ricordati come un’epoca nella quale si è guardato al mondo con molto, fin troppo spirito critico. Forse non sarebbe male, oggi che invece ne siamo spesso drammaticamente privi, recuperarne un po’. Potrebbe tornarci molto utile, di fronte ai drammi dei tristi giorni che andiamo attraversando.

2) Come ti stai vivendo l’isolamento? Come sono le tue giornate?

Nulla di degno di nota, come la maggior parte di noi: chiuso in casa tra sconcerto, preoccupazione e senso di impotenza, cercando di riassestare e riformulare i programmi futuri. Come se il semplice fare e rifare progetti potesse di per sé scacciare la paura che incombe, e in effetti almeno in parte è così.

3) Come pensi che saranno le nostre vite dopo?

Ogni volta che subiamo un trauma, anche quelli minori di questa immane tragedia, siamo abituati a ripeterci: coraggio, passerà, tornerà ad essere come prima. E invece non è mai vero: è sempre diverso, dopo. A maggior ragione vale per questa volta: speriamo almeno di scoprirci migliori di come siamo stati sinora, quanto a solidarietà, responsabilità, senso civico.

4) E tu? Cosa farai quando ne saremo usciti?

Quello che faremo tutti: raccoglierò i cocci per ricomporli con pazienza. E, considerati gli innumerevoli e variegati risvolti di questa catastrofe, ci vorrà parecchio tempo ed impegno. Ne avremo, da fare, tutti, prima di raggiungere nuove stabilità ed equilibri.

5) C’è altro, di cui non abbiamo parlato, e che vuoi dire a chi ci legge?

Di non perdere la speranza. Scossoni di queste dimensioni, imprevedibili ed incontrollabili, generano sempre in risposta nuove energie e nuove consapevolezze; ed è appunto su queste che fonderemo il nostro domani. Andrà bene: non tutto bene come ci piace illuderci, ma potremo di certo, un domani non troppo lontano, ricominciare pian piano a tornare arbitri delle nostre vite oggi temporaneamente in scacco dell’ignoto. E sarà bello, allora, potersi rimettere di nuovo in gioco. Bello e importante. Buona fortuna a noi.

scarica gratis

Settanta Revisited di Carlo Crescitelli