Il Re non è nudo, è ben nascosto

riscontri_copertina n. 2Uno dei libri più coraggiosi nella storia del cristianesimo in Italia. Senza “se” e senza “ma”, questa vale ancora oggi come definizione della Monarchia di Dante Alighieri. Tantʼè vero che (sebbene pubblicata postuma, a quanto pare) fin dallʼinizio fu ferocemente attaccata dalle autorità ecclesiastiche e, appena venne istituito lʼIndice dei libri proibiti, fu uno dei primi testi a finirci dentro. Il coraggio da leoni di Dante emerge in tutta la sua forza fin da una prima lettura dellʼopera, agile, fresca, potente. A questa impressione contribuisce senzʼaltro lʼautore stesso, presentandosi senza falsa modestia, negli incipit dei libri secondo e terzo, come un moderno profeta degno di figurare accanto a quelli della Sacre Scritture. Ciò detto, cominciano i problemi. Gli esperti che hanno esaminato la Monarchia alla luce del pensiero filosofico medievale, o più nello specifico il pensiero politico, sono infatti giunti alle conclusioni più opposte. Le “dimostrazioni” date da Dante sono piene di ambiguità e falle, evidenti anche ai lettori dellʼepoca. Come mai? Ci sta nascondendo qualcosa? In questo articolo si avanza unʼinterpretazione alternativa del trattato politico, il che lo renderebbe davvero innovativo e profetico come prometteva lʼAlighieri. Una chiave di lettura del mondo che sarebbe ufficialmente emersa solo sette secoli più tardi.


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Dario Rivarossa ilTassista Marino, nato a Cuneo nel 1969, vive attualmente a Perugia dove è sposato con Paola. Lavora come giornalista per il settimanale umbro La Voce e per Umbria Radio. Traduce da inglese, tedesco e latino; e da italiano a inglese. Cura il sito ambrose-bierce-in-italiano.blogspot.com. Artista digitale (profilo su Behance). Con Il Terebinto ha pubblicato, tra lʼaltro, il romanzo Il Divino Sequel e il saggio Dante fantasy. Collabora regolarmente con la rivista Riscontri, tra saggistica e recensioni. Ha inoltre pubblicato il poemetto neo-barocco dadaista La Strige. Città preferite: Torino e Napoli.

Nuove esplorazioni dantesche

prima di copertinaCome non era difficile profetizzare, questo 2021 – settimo centenario della morte di Dante – sta vedendo un proliferare di iniziative in memoria del sommo poeta e, perlopiù, del suo sommo poema. Per i noti motivi, molti gli eventi online; ad alcuni dei quali è capitato di partecipare anche all’estensore di questo articolo. In parte pescando da quelle conferenze, in parte rimeditando temi danteschi a distanza di anni o decenni, segnaliamo qui di seguito una serie di spunti per portare avanti la ricerca infinita, un compito interpretativo che è davvero «ovra inconsummabile».
In questo caso: Dante elabora una visione della Storia che va in senso contrario alla cosiddetta “nemesi” carducciana. Il misterioso personaggio che “fece il gran rifiuto” potrebbe non essere papa Celestino V, ecco un paio di concorrenti. Dante esalta Giulio Cesare, eppure nel poema compaiono anche tracce del partito anti-cesariano. I mostri mitologici dellʼInferno sono tutti sbagliati rispetto alle fonti greche e romane: perché? Qualche sorpresa nelle descrizioni dantesche di angeli e altri elementi soprannaturali. E qualche sopresa anche tra i personaggi femminili della Commedia. Infine, che cosa ha prodotto lʼinflusso di Dante dal Rinascimento in poi (rapida carrellata su alcuni autori fuori dagli schemi).

Dario Rivarossa ilTassista Marino, nato a Cuneo nel 1969, vive attualmente a Perugia dove è sposato con Paola. Lavora come giornalista per il settimanale umbro La Voce e per Umbria Radio. Traduce da inglese, tedesco e latino; e da italiano a inglese. Cura il sito ambrose-bierce-in-italiano.blogspot.com. Artista digitale (profilo su Behance). Con Il Terebinto ha pubblicato, tra lʼaltro, il romanzo Il Divino Sequel e il saggio Dante fantasy. Collabora regolarmente con la rivista Riscontri, tra saggistica e recensioni. Ha inoltre pubblicato il poemetto neo-barocco dadaista La Strige. Città preferite: Torino e Napoli.


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Le ragioni della poesia. La poesia metaletteraria di Luigi Paglia

di Ferdinando Pappalardo

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Le liriche di Luigi Paglia hanno una qualità insieme poetica, metapoetica e metacritica. Nel mentre disegnano il rapido profilo biografico di diciassette protagonisti della scena letteraria e artistica contemporanea, ponendo in risalto la cifra originale e distintiva della loro opera, riannodano i fili che legano l’esperienza vissuta alla loro visione del mondo e, più in generale, s’interrogano sulla natura e sui compiti dell’arte, ma anche sullo statuto della critica nell’età del postmoderno.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Ferdinando Pappalardo ha insegnato Letteratura italiana e Teoria e storia dei generi letterari presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Bari. I suoi interessi di studio e di ricerca si sono concentrati sulle origini della lirica d’amore in Italia, sulla poesia e sulla narrativa italiana dell’Otto e del Novecento, sulle forme della letteratura di massa.

Regina ti presento Angus. Alla scoperta della felina felicità con Barbara Cremaschi

di Carlo Crescitelli

prima di copertina3Angus, gattone viziato e sovrappeso che porta il nome improbabile del chitarrista degli AC/DC, si ritrova costretto a condividere temporaneamente gli spazi della propria abitazione con Regina, enigmatica gatta lasciata ospite in casa sua causa vacanze dei di lei padroni. Mentre gli strani, eccentrici, nevrotici  umani di Angus (lui giustamente non li chiama “padroni”, perché il padrone di causa è lui, e questo a suo dire nessuno lo aveva messo mai in discussione sinora) riempiono di feste e di coccole la silenziosa nuova arrivata, sottraendo imperdonabilmente tempo e attenzioni ad Angus il gatto. Come uscire da tale incresciosa situazione? Questo l’incidente di trama da cui parte “Cosa fa quest’intrusa in casa mia? Diario di resistenza gattesca” di Barbara Cremaschi, Edizioni Il Prato 2019; lavoro allegro, solare e impertinente, impreziosito dalle intriganti illustrazioni di Matteo Martignon,  e dalla parimenti spiritosa prefazione di Fabrizio Toso Fei (che è un amante dei cani, pensate un po’ voi). La vicenda dei due gatti, esposta in forma di diari  tenuti di entrambi, si intreccia con quella delle loro famiglie di appartenenza secondo un canovaccio che ricorda un po’ quello disneyano di Lilly e il Vagabondo, con un lui/gatto simpatico e sbruffone sempre a rischio di esser sbugiardato, ed una lei/gatta misteriosa  e assertiva, che pilota da lontano le situazioni senza lasciarlo mai intendere. E a questo punto so già che ve lo state chiedendo: sboccerà l’amore? O, una volta andata via Regina, Angus tornerà alla sua amata, agognata, comodosa quotidianità, per poi accorgersi che forse gli manca qualcosa o qualcuno, che la sua vita dorata di agi e privilegi adesso non gli piace più tanto come prima? Che altro ancora? Perché quelle che sto facendo qui ora con voi sono nient’altro che logiche supposizioni… leggete il libro, se volete scoprire come va a finire davvero!

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. Sarà magari per questo che lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego l’antiviaggiatore quando può.

L’Apocalisse antimoderna di David Herbert Lawrence (1929)

di Piervittorio Formichetti

 

prima di copertinaApocalisse è l’ultimo libro di David Herbert Lawrence. Scritto pochi mesi prima della morte, è un’analisi molto soggettiva dell’ultimo libro della Bibbia: secondo Lawrence, l’Apocalisse era forse un testo misterico ellenistico, modificato prima dagli Ebrei e poi dai Cristiani per diffondere un messaggio sovversivo e improntato alla cupio dissolvi, che sarebbe tipica dei gruppi umani costretti alla subalternità e invidiosi del potere altrui: in questo caso gli Ebrei e i Cristiani verso i Romani. Questa opinione, non raramente sostenuta distorcendo il simbolismo delle allegorie presenti nell’Apocalisse, è motivata in realtà da una polemica sulla nascente società di massa, caratterizzata dalla compresenza di “culto” capitalistico del denaro e utopie rivoluzionarie di ispirazione comunista. Secondo Lawrence, dall’epoca della Riforma protestante e della Controriforma cattolica il Cristianesimo ha perduto la potenza spirituale che aveva nell’antichità e nel medioevo, ha disconosciuto la propria valenza cosmica e ha condizionato il pensiero della maggior parte degli Europei facendo sviluppare in essi due mentalità in conflitto reciproco: quella di chi segue passivamente un Cristianesimo riduttivo, conformistico e moralistico, cioè gran parte degli Europei dei Paesi capitalistico-liberali; e quella di chi, al contrario, desidera l’apocalisse, cioè una distruzione e rigenerazione del mondo, cioè i rivoluzionari sovietici e i loro seguaci, ispirati, quasi a loro insaputa, dal sovversivismo dell’Apocalisse biblica. Entrambe queste formae mentis costituiscono perciò una sorta di attentato non soltanto alla comprensione autentica della rivelazione cristiana, ma anche al giusto rapporto dell’essere umano, e quindi della società, con il cosmo e con il Trascendente.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

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Piervittorio Formichetti (Torino, 1984) è laureato in Scienze dei Beni culturali. Collabora con il blog “AXIS Mundi” e con la rivista “Antarès”. Ha collaborato con “Piemonte Mese”. È stato 3o premiato al Premio “Città di Arona” 2016 del Circolo “Gian Vincenzo Omodei Zorini” per articoli su “Conexión-Periodico della Convergenza delle culture”. Ha vinto (2014) la pubblicazione della monografia All’ombra della storia (Torino, Yume, 2015). Ha vinto ex aequo il premio 2016 dell’Associazione Comunità dell’Arca per Viaggio al centro dell’Uomo. Il pellegrinaggio di Lanza del Vasto in India. Il suo saggio Il Dio unico: fonte di violenza o capro espiatorio?, è apparso su “Lessico di Etica Pubblica” (rivista del CeSPeC, Cuneo) a febbraio 2018. È autore di “La casa sull’Abisso” di W. H. Hodgson: una Divina Commedia del XX secolo (Chieri, Il Camaleonte, 2019).