In quarantena con la fanta-storia di Dario Rivarossa

Il Terebinto Edizioni ha deciso di rendere disponibile per il download gratuito, dal 1° al 5 aprile, quattro titoli del catalogo. Per questo abbiamo chiesto ai relativi autori di spiegarci perché scaricare i loro libri in questo tempo di quarantena, ieri ne abbiamo parlato con Carlo Crescitelli, oggi è la volta di Dario Rivarossa, autore de Il Divino Sequel.

 

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 Il Divino Sequel

di Dario Rivarossa

 

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Il Divino Sequel è un romanzo di fanta-storia basato sulla biografia di Giovanni Pascoli e sugli spunti che ha davvero lasciato su un possibile sequel della Divina Commedia. Nel farlo, siccome al poema dantesco “han posto mano cielo e terra”, lʼautore dei Canti di Castelvecchio scopre di aver messo in moto un gioco immenso, che coinvolge lʼintero universo! La sua vita ne uscirà sconvolta. Ma non verrà lasciato solo.

 

1) Perché scaricare e leggere proprio il tuo libro, adesso? Dacci un buon motivo per il quale ne possa valere la pena, alla luce degli ultimi eventi.

Il regno del fantastico, nonostante le apparenze, non è affatto una fuga dalla realtà. Nella mitologia classica, nel fantasy, nella fantascienza – generi rimescolati nel romanzo – i temi dominanti alla fin fine sono quelli dei contrasti sociali, della fragilità umana, della malattia e della morte. Questo vale per Dante, e vale per Giovanni Pascoli, che conosceva fin troppo bene il disagio di vivere. Nel Divino Sequel, così come nella realtà storica, Pascoli combatte ogni giorno contro la tendenza a cedere, a crollare. Ma un aiuto gli arriva da una direzione assolutamente inattesa.

2) Come ti stai vivendo l’isolamento? Come sono le tue giornate?

In questo periodo vado giusto due giorni a settimana a lavorare in una redazione sprovvista di sistemi smart, e per il resto gestisco le attività da casa come freelance. Trascorro gran parte del tempo libero a leggere (p. es. Jerusalem di Alan Moore, 1.500 pagine) o a visionare piattaforme online dedicate ad arte e fotografia, e qualche volta a produrre digital art o scrivere… Gasp! Ma sono le stesse cose che facevo già prima del coronavirus. Aiuto!

3) Come pensi che saranno le nostre vite dopo?

Ahia, lo scenario che immagino dopo la fine dellʼemergenza è il peggiore possibile: tornerà tutto tale e quale. Ricordi lʼ11 Settembre, quando si diceva “ora niente sarà più come prima”?… Ehhh, sicuro.

4) E tu? Cosa farai quando ne saremo usciti?

Una cosa che non vedo lʼora di rifare, appena ce ne saranno sanitariamente/legalmente le condizioni, è un viaggio a Napoli e in Irpinia. A “presto”!

5) C’è altro, di cui non abbiamo parlato, e che vuoi dire a chi ci legge?

Nella mia epoca preferita, il Cinque-Seicento, le epidemie erano un fenomeno che non solo si ripeteva con una certa frequenza, ma condizionava la cultura, la visione dellʼesistenza. La tecnologia, il benessere (ben presenti nella nostra società, e pazienza per gli altri) ci hanno resi arroganti, il che produce catastrofi anche in assenza di virus.

intervista a cura di Carlo Crescitelli

 

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