“RISCONTRI” N. 2-3 (2018)

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SOMMARIO DEL FASCICOLO

 

Francesco D’Episcopo, «Riscontri» di vita e di cultura

 

EDITORIALE

Ettore Barra, Il governo dei mercati

 

STUDI E CONTRIBUTI

Alessandro Ruffo, Napoleone in Egitto. Incomprensioni e fraintendimenti agli albori dell’orientalismo moderno

Marco Mercato, Il sogno concreto. Dalla città ideale alla città reale nel secondo Quattrocento

Raffaele Di Zenzo, Joseph Tusiani: poeta e scrittore in quattro lingue

John Butcher, Remo Ceserani commentatore dell’Orlando furioso

 

OCCASIONI

Dario Rivarossa, Vittorio Pica: lʼumile coraggio dellʼuomo atlante

 

MISCELLANEA

Francesco Barra, Fra Diavolo e Lèopold-Sigisbert Hugo

Tina D’Aniello Di Benedetto, Scienza e tecnica nella ricerca archimedea

Lorenzo Mori, Il pericolo ottomano in Europa. Giovanni III Sobieski e l’assedio di Vienna

Mario Losco, Cinque nuove indagini crociane

 

ASTERISCHI

Francesco D’Episcopo, Decadenza della cultura

 

RECENSIONI

Giuseppina Di Luna, Una lanterna accesa nell’oscurità dei nostri tempi. Gli aforismi di

Mario Gabriele Giordano

Arianna Cerusa, La Trinità Bantu. Viaggio nella Svizzera di Max Lobe

Mariella Zarrilli, Viaggio nei Seventies. Gli anni settanta di Carlo Crescitelli

 

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Il pericolo ottomano in Europa. Giovanni III Sobieski e l’assedio di Vienna

di Lorenzo Mori

 

copertina def 2A partire dalla fine del XV secolo, gli ottomani si erano mostrati pericolosamente vicini ai confini della Confederazione polacco-lituana, dando inizio ad una lunga serie di guerre fra polacchi e turchi che si svilupperanno soprattutto nel corso del ’600. La Polonia alla metà del XVII secolo era ancora lo stato regionale più temibile della zona centro-orientale del continente, anche se il secolo successivo avrebbe visto un rapido indebolimento del paese e soprattutto la perdita della sua indipendenza.

Nonostante ciò, il ’600 viene considerato un secolo di grande crisi per il paese. Spesso in guerra contro i numerosi vicini (Prussia, Russia, Svezia, Turchia, nonché cosacchi e tartari), e senza il sostegno di adeguate riforme statali che stavano investendo i paesi dell’Europa occidentale, la Polonia alla fine del secolo dovette affrontare l’ultima grande stagione di offensive ottomane.

Malgrado le difficoltà il paese si era dimostrato un forte baluardo all’espansionismo della Sublime Porta verso l’est Europa, anche grazie alla sua forza militare. Questa era ancora costituita, rispetto al resto dei paesi europei, in prevalenza da unità di cavalleria. Al vertice dello stato e delle istituzioni militari troviamo la famosa e suggestiva unità di cavalleria pesante conosciuta con il nome di Ussari alati (Husaria).

A riequilibrare la turbolenta situazione negli ultimi decenni del ’600 contribuì la brillante ascesa militare del nuovo monarca Giovanni III Sobieski (1674-1696). Sovrano e condottiero, guidò la Confederazione mentre si preparava per la sua ultima grande stagione di potenza militare, culminata con la liberazione di Vienna assediata dai turchi nel 1683, dove l’intervento dell’armata polacca fu provvidenziale.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2-3 (2018) di “Riscontri”

 

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Lorenzo Mori si è laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 2017 con una tesi sul Secondo assedio ottomano di Vienna e l’intervento polacco. Prosegue l’approfondimento delle lingue e culture dell’Islam mediterraneo, insieme alla storia della Polonia e dell’area Est europea. Dal 2018 è Guida Turistica abilitata, opera a Napoli e in provincia, concentrando le sue attenzioni sul racconto storico adattato al turismo.