La fatica sprecata di vivere. Benvenuti nel magico, ipnotico mondo di Alessandro Azzalin

di Carlo Crescitelli

prima di copertina3Una stringata raccolta di dodici racconti brevi: tutti di immediato, colloquiale impatto, e di facile lettura, per stessa ammissione dell’autore, che dimostra di conoscere fin troppo bene il segreto di una comunicazione semplice ed efficace. Perché le svagate e strampalate storie che Azzalin ci propone acquistano, man mano che si susseguono una dietro l’altra, il senso preciso di un messaggio; erratico ed ipnotico quanto si vuole, al punto da risultare a tratti persino stordente, eppure puntuale dietro l’angolo a ricordarci il motivo per cui siamo ancora lì a leggere. In sostanza, teniamo il libro aperto davanti a noi per riflettere sulle batoste che troppo spesso l’esistenza infligge; e non  possiamo farci proprio nulla, se non ammetterlo e convenirne, confrontandoci sollevati con le improbabili e assurde vicende alle quali assistiamo. Tranquilli come siamo che non potrebbero mai capitare a noi; ma vogliamo scherzare, e ma certo che no, e ci mancherebbe altro, e ma se invece… se invece ci fosse davvero una parte di noi, in quella pazzesca galleria di balordi sfigati con i quali proprio stentiamo a identificarci? Se loro invece fossero… noi? E noi loro? Il dubbio si insinua. E se tutto questo vi sembra assurdo, ci tengo a dirvi una cosa… avete perfettamente ragione: lo è! Ma è proprio per questo che dovete leggere, calarvi a fondo nel nonsense per trarne l’idea, sconsolata e beffarda quanto volete, eppure necessaria ed urgente. Chissà, forse domani sbaglierete un po’ meno. O forse invece no, sbaglierete lo stesso perché tanto non potrete farci nulla uguale; ma intanto pensateci, che difficilmente meglio di così la fatica di vivere si poteva rappresentarvela e spiegarvela. E frattanto, a costo di ripetermi: sappiate che vi ritrovate fra le mani un bel progettino letterario con parecchi tratti di genio, e dunque… lettura altamente consigliata.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Antica modernità. Il Seicento manzoniano alla luce dell’oggi nella lettura critica di Clelia Biondi

di Carlo Crescitelli

prima di copertina3Clelia Biondi ci ha proposto, nel suo “Coll’ago finissimo dell’ingegno. Postille ad alcune pagine dei Promessi Sposi”, uno sguardo sulla società contemporanea che oggi acquista inquietante attualità. Il punto di partenza dell’indagine letteraria sono i capitoli XXVII, XXXI, XXXI e XXXVII dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, presentati, analizzati e comparati sia nella loro originaria stesura, quella contenuta nel Fermo e Lucia, che in quella definitiva, nonché nelle loro connessioni alla Storia della colonna infame. Vale a dire i celebri passi dell’opera nei quali fanno la loro apparizione la figura semicomica di Don Ferrante, e la sua astrusa biblioteca, e dove si snodano le drammatiche vicende della peste milanese. Ma il vero oggetto di indagine del saggio di Clelia Biondi è il secolo diciassettesimo, quel Seicento lezioso e bizzarro, ma anche vitale, sospeso tra passato e futuro, proiettato verso la modernità così come schiavo dei lacci di ignoranza e superstizione che ancora lo avvincono. Quel Seicento dove convivono dialetticamente e spettacolarmente aristotelismo e demonologia, primi metodi scientifici e dubbia, arcaica magìa. Qui, nella favolosa biblioteca di Don Ferrante – così come tratteggiata dall’affresco narrativo manzoniano, che elenca e chiama in causa, profilo dopo profilo, i dotti e talora semioscuri autori dei volumi citati, non senza offrircene la versione distorta e ed inconsapevolmente caricaturale del proprietario e appassionato lettore dei libri suddetti – proprio qui, proprio per questo, possiamo affermare che è la Storia a venirne fuori, la Grande Storia del mondo intesa come maestra di vita e bussola etica. E ciò succede, come in ogni trattato a sfondo filosofico che si rispetti, a mezzo di una serie di singolari argomentazioni a contrario: singolari per noi, non certo per i maestri ottocenteschi, che ben sapevano porre la questione della deviazione dal vero, o dall’utile, o dall’interessante, per tornare alle celeberrime categorie manzoniane.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. Sarà magari per questo che lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego l’antiviaggiatore quando può.

La simbologia del rito dell’incenso per comprendere il mondo di oggi

di Carlo Crescitelli

prima di copertina3Un lavoro di inaspettata, insospettabile complessità che, prendendo le mosse dall’intento di esporre ed  approfondire i significati simbolici della pratica liturgica dell’incensazione all’interno del contesto del rito bizantino, rivela però poi presto l’urgenza di costruire un’articolata mappa di sentieri meditativi sul senso profondo della cristianità nell’attuale momento storico. Una riflessione a metà tra cristallino rigore interpretativo ed autentica, umana passione. Una eccellente indagine della questione fatidica del rapporto – del primato – tra legge morale e legge civile; tra opportuna sensibilità al momento storico-sociale, e necessaria inattualità dell’approccio trascendentale. Un percorso logico nel quale i riferimenti e appigli al tempo presente (mode di recupero del buddismo e delle filosofie orientali in genere,  recenti indirizzi di riforma della scuola e del lavoro, etica e non-etica del tempo libero nel nuovo quadro economico liberista) vengono bilanciati dall’intelligente ricorso a divergenti modelli a questo nostro tempo esterni ed estranei (l’immortale messaggio cristiano del grande romanzo russo, l’esegesi comparata delle Scritture, la cura filologica del testo greco, l’inusitata enfasi sulla crucialità e sul valore vivo degli Atti degli Apostoli). Con il risultato di conclusioni che potrebbero apparire provocatorie, per la Chiesa cattolica dialogante e diplomatica di oggi, se non fossero rigorosamente argomentate in senso tanto sociologico quanto religioso. Ed è proprio questo  risoluto e risolutivo eclettismo a rendere alla fine i tanti sfaccettati contenuti espressi pienamente fruibili a più categorie di lettori: dal religioso fino al laico, con tutte le varie sfumature di curiosità intermedie. E sullo sfondo di tutto il discorso, la tensione mai paga a una via che è al tempo stesso di umanità e di fede: quella verso il riscatto individuale attraverso la testimonianza della vocazione, che è poi sempre, ove correttamente praticata,  anche crescita etica rivolta alla società e al prossimo, proprio in quanto mutua espressione della stessa pienezza morale e spirituale.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. Sarà magari per questo che lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego l’antiviaggiatore quando può.

Regina ti presento Angus. Alla scoperta della felina felicità con Barbara Cremaschi

di Carlo Crescitelli

prima di copertina3Angus, gattone viziato e sovrappeso che porta il nome improbabile del chitarrista degli AC/DC, si ritrova costretto a condividere temporaneamente gli spazi della propria abitazione con Regina, enigmatica gatta lasciata ospite in casa sua causa vacanze dei di lei padroni. Mentre gli strani, eccentrici, nevrotici  umani di Angus (lui giustamente non li chiama “padroni”, perché il padrone di causa è lui, e questo a suo dire nessuno lo aveva messo mai in discussione sinora) riempiono di feste e di coccole la silenziosa nuova arrivata, sottraendo imperdonabilmente tempo e attenzioni ad Angus il gatto. Come uscire da tale incresciosa situazione? Questo l’incidente di trama da cui parte “Cosa fa quest’intrusa in casa mia? Diario di resistenza gattesca” di Barbara Cremaschi, Edizioni Il Prato 2019; lavoro allegro, solare e impertinente, impreziosito dalle intriganti illustrazioni di Matteo Martignon,  e dalla parimenti spiritosa prefazione di Fabrizio Toso Fei (che è un amante dei cani, pensate un po’ voi). La vicenda dei due gatti, esposta in forma di diari  tenuti di entrambi, si intreccia con quella delle loro famiglie di appartenenza secondo un canovaccio che ricorda un po’ quello disneyano di Lilly e il Vagabondo, con un lui/gatto simpatico e sbruffone sempre a rischio di esser sbugiardato, ed una lei/gatta misteriosa  e assertiva, che pilota da lontano le situazioni senza lasciarlo mai intendere. E a questo punto so già che ve lo state chiedendo: sboccerà l’amore? O, una volta andata via Regina, Angus tornerà alla sua amata, agognata, comodosa quotidianità, per poi accorgersi che forse gli manca qualcosa o qualcuno, che la sua vita dorata di agi e privilegi adesso non gli piace più tanto come prima? Che altro ancora? Perché quelle che sto facendo qui ora con voi sono nient’altro che logiche supposizioni… leggete il libro, se volete scoprire come va a finire davvero!

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. Sarà magari per questo che lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego l’antiviaggiatore quando può.