L’altra Virginia di Andreini. Ibridismo sentimentale e trasgressività nella commedia amor nello specchio (1622) [Alessia Vacca]

La Compagnia dei Fedeli guidata dal figlio di Isabella Canali, Giovan Battista Andreini, in arte Lelio, oggi annoverato come maggiore drammaturgo italiano del Seicento, giunge nel 1620 alla corte di Maria de’ Medici per performare una serie di spettacoli al cospetto di re Luigi. Dopo un difficile periodo per il capocomico dal punto di vista economico e personale, nel 1622 concepisce e dà alle stampe la sua più celebre commedia, “Amor nello Specchio” in cui propone la fenomenologia amorosa in ogni sua sfaccettatura mediante le vicissitudini di due protagoniste femminili, rispettivamente sua moglie Virginia Ramponi, in maschera Florinda, e la sua amante Virginia Rotari, Lidia. Il plot si dipana lungo un percorso a tappe che inizia con una fase preliminare di contemplativa imagerie e fallace egotismo sessuale di Florinda, la quale rinnega gli uomini e trascorre le giornate di fronte allo specchio per crogiolarsi da buona Narcisa nell’autocompiacimento; successivamente cade preda di Amore nei confronti della giovane Lidia, dando sfogo ad una saffica relazione destinata, inesorabilmente alla separazione in quanto non confacente alla pubblica morale ma dai risvolti conclusivi tutt’altro che prevedibili: con una serie di trasgressioni Andreini finge di ricostituire, per ottemperare senza soverchio impegno a stilemi consolidati, la convenzione sociale di un amore eterosessuale tra Florinda ed un giovane soldato di nome Eugenio, dai connotati estremamente ambigui e natura androgina. Risolutore ex machina dell’intreccio, egli è interpretato dalla medesima attrice di Lidia, Virginia Rotari: la commedia amorosissima dedicata al condottiero francese Bassompierre si configura, così, come il più alto prototipo di metateatralità ed autoreferenzialità mai ideato da Andreini che intende affermare la propria posizione liminale nel panorama letterario e teatrale seicentesco, a metà strada tra professionista e cortigiano.

Nata a Cagliari, Alessia Vacca ha conseguito la maturità classica nel 2015, la laurea triennale in Lettere Moderne all’ateneo di Studi Umanistici di Cagliari nel 2018 con una tesi sul récit medievale francese “Le Chevalier au barisel” e la laurea magistrale in Filologie e Letterature Classiche e Moderne nel medesimo ateneo nel 2021 con una tesi sulle sacre rappresentazioni in campidanese del frate cappuccino Antonio Maria da Esterzili. Appassionata di letteratura e scrittura, ha collaborato con la rivista online “Dialoghi Mediterranei” nel 2021 per la stesura di un contributo sul teatro religioso seicentesco in lingua sarda.

 


CLICCA QUI PERCONSULTARE L’INDICE


La buona battaglia. Pasolini tra Dante, Leopardi e la Bibbia [Dario Rivarossa]

Alla vigilia dell’Anno pasoliniano 2022, un percorso attraverso tre tematiche affrontate dal geniale, controverso poeta, scrittore e regista: Dante, Leopardi e la Bibbia, in particolare i Vangeli e le Lettere di san Paolo. Ci si sofferma soprattutto su tre “testamenti spirituali” di Pier Paolo Pasolini: la sua ultima raccolta poetica, Trasumanar e organizzar; il primo libro postumo pubblicato nel 1975, La Divina Mimesis; e la sceneggiatura per il San Paolo, film mai realizzato, ma progettato e rielaborato fino all’ultimo. Vedere in che modo Pasolini cita e riutilizza i versi della Divina Commedia o dell’Infinito, o il Discorso della montagna e la Prima lettera ai Corinzi, è solo il primo passo. Come sempre, infatti, l’autore si appropria in profondità dei materiali che scava, facendone la voce di sé, delle proprie angosce e della propria lotta. E ancora più su, del proprio destino.

Dario Rivarossa ilTassista Marino, nato a Cuneo nel 1969, vive attualmente a Perugia dove è sposato con Paola. Lavora come giornalista per il settimanale umbro La Voce e per Umbria Radio. Traduce da inglese, tedesco e latino; e da italiano a inglese. Cura il sito ambrose-bierce-in-italiano.blogspot.com. Artista digitale (profilo su Behance). Con Il Terebinto ha pubblicato, tra lʼaltro, il romanzo Il Divino Sequel e il saggio Dante fantasy. Collabora regolarmente con la rivista Riscontri, tra saggistica e recensioni. Ha inoltre pubblicato il poemetto neo-barocco dadaista La Strige. Città preferite: Torino e Napoli.


CLICCA QUI PERCONSULTARE L’INDICE


Sulla primissima ricezione italiana di Martin Buber. Attorno a tre testi dimenticati degli anni venti (Buonaiuti, Lattes, Luzzato) [Pier Paolo Pavarotti]

Questo lavoro mira a riportare lattenzione sui primissimi tre contributi italiani alla ricezione di Martin Buber, due recensioni giornalistiche ed una conferenza. La recensione di Ernesto Buonaiuti (1925) si concentra sui primi saggi maggiori di Buber sul giudaismo, la conferenza di Dante Lattes (marzo 1926) ancora sui primi saggi sul giudaismo come per Buonaiuti, e la recensione di Guido Lodovico Luzzato (settembre 1926) sulla Verdeutscheung di Buber & Rosenzweig. Nel primo caso è da sottolineare la perspicuità del sacerdote modernista e storico del cristianesimo e delle religioni Bonaiuti, attento e lungimirante osservatore della scena culturale europea. Nel secondo caso si tratta di una visione intragiudaica del pensiero buberiano proposta da un rappresentante autorevole del rabbinato e della cultura ebraica coevi, tra i primissimi traduttori del pensatore viennese. Nel terzo caso è la qualità letteraria e teologica della traduzione biblica, pensata per una Mitteleuropa di fatto scomparsa al suo compimento, ad essere valorizzata grazie alla raffinata formazione artistico-culturale del critico. Si tratta di tre testi variamente citati nelle bibliografie buberiane più complete eppure mai presi in considerazione singolarmente sinora, all’interno di una storia della ricezione buberiana che tra gli anni Venti e i Cinquanta vede un vuoto in gran parte dovuto alle vicissitudini storiche delle dittature europee. Per questo motivo e per la loro non facile reperibilità l’esposizione punta, senza rinunciare ad una sintesi critica, a restituirne numerose espressioni originali piuttosto che ad un’analisi sistematica. Si è dinanzi peraltro ad interessanti documenti dal primo periodo fascista, di cui è sinteticamente ricostruita la condizione degli Ebrei italiani, così come degli autori, veri protagonisti della vita culturale nazionale in quegli anni, è offerto un breve profilo biografico

Pier Paolo Pavarotti (Modena, 1971) si è laureato in scienze politiche (Bologna) con una tesi in storia del cristianesimo, e in filosofia (Pisa) con una tesi in filosofia della religione. Ha ottenuto il baccalaureato in teologia (Reggio Emilia) e la licenza con specializzazione biblica (Firenze), ambito in cui è dottorando (Firenze). A Gerusalemme ha ottenuto il diploma in archeologia ed orientalistica (Studium Biblicum Franciscanum) e il grado di éléve titulaire in scienze bibliche (École Biblique et Archéologique Française). È autore di venti pubblicazioni scientifiche in ambito biblico, letterario, filosofico. Insegna presso il liceo Allegretti di Vignola (Mo)


CLICCA QUI PERCONSULTARE L’INDICE


Napoli o Morte. L’ultimo Leopardi e i Paralipomeni

riscontri_copertina n. 2Giacomo Leopardi trascorse a Napoli il periodo estremo della propria vita. Una contingenza, ma che influì in profondità sui temi della sua poesia, provocando novità anche a livello stilistico. Il gusto del macabro, per fare un esempio (che era molto diffuso nel Romanticismo, ma non certo, finora, nel cantore dell’Infinito). La città di Pulcinella viene descritta nei suoi paesaggi e nelle sue dinamiche sociali negli ultimi Canti, tra ritratti di donne defunte e La ginestra. Lo spettacolo affascinante e inquietante del Vesuvio, il Golfo, l’archeologia, i politici corrotti, i rivoluzionari da salotto, la povera gente. Ma soprattutto, lì a Napoli, fino all’ultimo respiro, Leopardi arriva alla resa dei conti definitiva con se stesso: i Paralipomeni della Batracomiomachia. E per capovolgere le ideologie correnti, arriva a immaginare – probabilmente per la prima volta nella poesia italiana – un viaggio nel tempo fino all’Era dei dinosauri. Altro che favoletta sui topi e sui granchi!


CLICCA QUI PERCONSULTARE L’INDICE


locandina


Dario Rivarossa ilTassista Marino, nato a Cuneo nel 1969, vive attualmente a Perugia dove è sposato con Paola. Lavora come giornalista per il settimanale umbro La Voce e per Umbria Radio. Traduce da inglese, tedesco e latino; e da italiano a inglese. Cura il sito ambrose-bierce-in-italiano.blogspot.com. Artista digitale (profilo su Behance). Con Il Terebinto ha pubblicato, tra lʼaltro, il romanzo Il Divino Sequel e il saggio Dante fantasy. Collabora regolarmente con la rivista Riscontri, tra saggistica e recensioni. Ha inoltre pubblicato il poemetto neo-barocco dadaista La Strige. Città preferite: Torino e Napoli.

La suprema arte di arrangiarsi. Girolamo Cardano, Sulla consolazione

G. Cardano, Sulla consolazione, a cura di Marialuisa Baldi,

Leo S. Olschki editore, Firenze, 2021, pp. XVI + 192, € 25.00

riscontri_copertina n. 2

Tipico “tuttologo” rinascimentale: matematico, medico, filosofo, il milanese Girolamo Cardano (1501-1576) fu tipicamente rinascimentale anche per l’alternanza con cui veniva sponsorizzato dai potenti o perseguitato a causa delle proprie idee. Non a caso il suo libro Sulla consolazione (1542), che pure vanta precedenti illustri come Cicerone e Severino Boezio, fu scritto anzitutto per se stesso. Ne aveva bisogno. Il che non gli impedì di diventare un best-seller a livello europeo. Evidentemente un numero enorme di persone dell’epoca poteva riconoscersi in Cardano, i cui guai cominciarono fin dal momento della nascita, e le cui “soluzioni” argute, ambivalenti, contraddittorie ai problemi dell’esistenza erano in linea con la visione cinquecentesca del mondo.


CLICCA QUI PERCONSULTARE L’INDICE


locandina


Dario Rivarossa ilTassista Marino, nato a Cuneo nel 1969, vive attualmente a Perugia dove è sposato con Paola. Lavora come giornalista per il settimanale umbro La Voce e per Umbria Radio. Traduce da inglese, tedesco e latino; e da italiano a inglese. Cura il sito ambrose-bierce-in-italiano.blogspot.com. Artista digitale (profilo su Behance). Con Il Terebinto ha pubblicato, tra lʼaltro, il romanzo Il Divino Sequel e il saggio Dante fantasy. Collabora regolarmente con la rivista Riscontri, tra saggistica e recensioni. Ha inoltre pubblicato il poemetto neo-barocco dadaista La Strige. Città preferite: Torino e Napoli.