Scienza e tecnica nella ricerca archimedea

di Tina D’Aniello Di Benedetto

 

copertina def 2Nel contesto della cultura ellenistica alessandrina, il Metodo – opera breve di Archimede ritrovata nel 1907 dal professore danese Joan Ludwig Heiberg in un antico codice – permette una puntuale caratterizzazione della ricerca archimedea.

Eccelso matematico e geniale ingegnere, Archimede spicca tra gli accademici alessandrini, pari ad Euclide, per le rigorose esposizioni logiche delle sue scoperte; solo all’amico Eratostene, cui è dedicato il Metodo, confida il suo approccio empirico ai problemi, il suo procedere nella ricerca con l’uso di strumenti tecnici come le bilance, le sue intuizioni di applicazioni pratiche, inconcepibili nell’ambiente della cultura alessandrina.

Archimede, pertanto, si sposta in Egitto e in Sicilia, in contesti più aperti alle sue intuizioni, alle sue sperimentazioni, alle sue applicazioni pratiche. Proprio a Siracusa muore per mano di un soldato romano; la sua tomba viene ritrovata da Cicerone che la riconosce per le incisioni che riportano una sfera inscritta in un cilindro.

Archimede è un autentico antesignano della fisica come scienza che – dopo quasi due millenni – nascerà in Italia, grazie al genio di Galileo Galilei.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2-3 (2018) di “Riscontri”

 

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Tina D’Aniello Di Benedetto è nata a S. Antonio Abate (Napoli), ha studiato al liceo classico “Plinio Seniore” di Castellammare di Stabia e si è laureata in Matematica e Fisica all’Università Federico II di Napoli. Ha insegnato nel liceo classico “Torquato Tasso” di Salerno pubblicando sull’Annuario del liceo articoli su temi didattici e scientifici. Ha collaborato con il Dipartimento di Scienze dell’antichità dell’Università di Salerno con ricerche su testi di Euclide e di Archimede. Interessata alle questioni epistemologiche, ha pubblicato sulla rivista “Riscontri”, Sabatia Editrice, Anno XXXIV N. 3-4; Anno XXXVI N. 3-4. Ha pubblicato anche testi di poesia:

Il vento del tempo, Edizioni AssoNoi, 2012.

Dal giardino delle Esperidi, Edizioni AssoNoi, 2014.

Voci del silenzio, Edizioni AssoNoi, 2016.

Saverio Mattei tra tradizione e invenzione

di Milena Montanile

 

piccolaL’occasione della recente pubblicazione di un volume dedicato al Mattei è lo spunto per alcune osservazioni sulla statura intellettuale di questo singolare protagonista della scena letteraria e teatrale settecentesca. L’A. mette soprattutto in evidenza il significato che assume nella formazione intellettuale del Mattei il rapporto di stima e di amicizia col Metastasio, osservando in ultima analisi che molto si è fatto intorno al Mattei, ma ancora tanto resta da fare, soprattutto in relazione  alla questione della corretta trasmissione dei testi.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1- 2018 di “Riscontri”

 

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Milena Montanile, docente di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Salerno, ha svolto la propria attività di ricerca intorno a più centri di interesse: la cultura umanistico-rinascimentale, soprattutto meridionale, il Settecento, in particolare l’area illuministico giacobina, l’Ottocento postunitario e il Novecento, privilegiando autori e questioni di letteratura controcorrente e di opposizione. Si è occupata a più riprese di scritture dell’io lavorando tra biografia e autobiografia (Scritture della memoria, Roma, Aracne 2012). Più recentemente, e sempre in ambito settecentesco, ha ricostruito l’avventura della ragione, lungo un percorso di ricerca che ha interessato l’orizzonte della lingua, il teatro, i diversi modi di comunicazione e di trasmissione in un secolo che registra un processo di straordinaria accelerazione sul versante del rinnovamento (L’avventura della ragione. Lingua, intellettuali e pubblico tra riforme e rivoluzione, Salerno 2014). Ha pubblicato tra l’altro saggi e studi su Galanti, Cesarotti, Padula, Morselli, Saba e Lagorio e Camilleri. E’ membro del Comitato scientifico della rivista “Sinestesie”, “Misure critiche”, “Rinascimento meridionale”, “Sinestesieonline”, responsabile di progetti FARB, e socia, fin dalla fondazione, della Società Italiana di Studi sul Secolo XVIII.