La buona battaglia. Pasolini tra Dante, Leopardi e la Bibbia [Dario Rivarossa]

Alla vigilia dell’Anno pasoliniano 2022, un percorso attraverso tre tematiche affrontate dal geniale, controverso poeta, scrittore e regista: Dante, Leopardi e la Bibbia, in particolare i Vangeli e le Lettere di san Paolo. Ci si sofferma soprattutto su tre “testamenti spirituali” di Pier Paolo Pasolini: la sua ultima raccolta poetica, Trasumanar e organizzar; il primo libro postumo pubblicato nel 1975, La Divina Mimesis; e la sceneggiatura per il San Paolo, film mai realizzato, ma progettato e rielaborato fino all’ultimo. Vedere in che modo Pasolini cita e riutilizza i versi della Divina Commedia o dell’Infinito, o il Discorso della montagna e la Prima lettera ai Corinzi, è solo il primo passo. Come sempre, infatti, l’autore si appropria in profondità dei materiali che scava, facendone la voce di sé, delle proprie angosce e della propria lotta. E ancora più su, del proprio destino.

Dario Rivarossa ilTassista Marino, nato a Cuneo nel 1969, vive attualmente a Perugia dove è sposato con Paola. Lavora come giornalista per il settimanale umbro La Voce e per Umbria Radio. Traduce da inglese, tedesco e latino; e da italiano a inglese. Cura il sito ambrose-bierce-in-italiano.blogspot.com. Artista digitale (profilo su Behance). Con Il Terebinto ha pubblicato, tra lʼaltro, il romanzo Il Divino Sequel e il saggio Dante fantasy. Collabora regolarmente con la rivista Riscontri, tra saggistica e recensioni. Ha inoltre pubblicato il poemetto neo-barocco dadaista La Strige. Città preferite: Torino e Napoli.


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Proust a Eleusi. Il mitologema della Kore nel temps retrouvé [Enrico Palma]

Il saggio intende proporre e discutere un’ipotesi ermeneutica sull’episodio finale de Le Temps retrouvé, attingendo ai miti e ai rituali della grecità classica, in particolare i Misteri eleusini. Lo scopo sarà quello di argomentare la presenza e l’articolazione del mitologema della Kore (nel senso in cui tale concetto viene declinato da Kerényi) nell’opera proustiana, talché sarà possibile intendere l’esito dell’epopea della Recherche come l’affermazione di un’inscalfibile perpetuità cosmica e organica, che nelle intenzioni dello scrittore francese confluisce e si acuisce nel suo Libro.

Enrico Palma è attualmente dottorando di ricerca (XXXV ciclo) in Scienze dell’Interpretazione presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania, con un progetto dal titolo De Scriptura. Un’ermeneutica proustiana di redenzione e salvezza. Le sue aree di ricerca sono la filosofia teoretica e l’ermeneutica letteraria. Ha pubblicato saggi e articoli per riviste di filosofia, letteratura e fotografia.


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«La coglionissima capa». La lemniscata, cioè l’io gaddiano nel pasticciaccio noètico [Francesco Amoruso]

Gadda, parlando dell’Io e delle sue disarmonie, ai tempi de «i primi boati, i primi sussulti» mostra come il doppio movimento della narrazione, torni a ricucire il filo del racconto sulle mostrine di chi narra, dove il racconto si fa sistema-mondo e il punto di vista dello scrittore, la visione, per dirla con Said, si trasferisce tutta sulla pagina.

Docente, artista e studioso, Francesco Amoruso pubblica i saggi Charles Bukowski e How I Met Your Mother per Il Terebinto, i romanzi, Il ciclo della Vita (Statale 11) e Nessuna Città (Scatole Parlanti). http://www.francescoamoruso.com


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ALAN LOMAX. Il passaggio a Montecalvo Irpino – segnalazione

Autori: Antonio Cardillo, Francesco Cardinale

Collana: Terre e Genti d’Irpinia, n. 7

Pagine: 128

Formato: 17×24 cm

Anno: 2021

Prezzo di copertina: 15,00

ISBN: 9788831340366


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Era il 1954 quando Alan Lomax arrivava in Italia con l’intento di raccogliere, attraverso registrazioni audio e scatti fotografici, la straordinaria molteplicità delle musiche della tradizione popolare italiana. Il risultato di questo importantissimo viaggio, in compagnia di Diego Carpitella, si tradusse in oltre duemila registrazioni e numerose fotografie. Il libro nasce dalla necessità di collocare correttamente alcuni scatti fotografici effettuati a Montecalvo Irpino nel gennaio 1955, ed erroneamente attribuiti ad altre località. Con un meticoloso lavoro di ricerca sul campo si è provveduto a dare un nome ad ogni persona immortalata nelle foto, per poi ricostruire la sessione di registrazione durante la quale furono effettuati gli scatti e registrati due canti, almeno secondo la catalogazione ufficiale. In realtà gli autori hanno scoperto che i canti registrati a Montecalvo Irpino furono più di due. La permanenza in Irpinia dell’etnomusicologo americano appare, per certi versi, il lasso temporale più intrigante dell’intero viaggio italiano.

Entrambi appassionati di etnomusicologia, Antonio Cardillo e Francesco Cardinale hanno registrato, nel corso dell’ultimo ventennio, centinaia di canti di tradizione orale e diversi contenuti etnografici nella propria area di appartenenza. Hanno fondato l’Associazione “Lomax & Carpitella”. Sono collezionisti di materiali editoriali (libri, riviste, musicassette, cd e vinili) incentrati sulle tradizioni musicali orali, attualmente a disposizione dell’archivio associativo. Collaborano da tempo con le maggiori istituzioni etnomusicologhe italiane e sono in continuo contatto con scrittori e docenti della disciplina.

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KING KONG e l’evoluzione dello storytelling cinematografico

riscontri_copertina n. 2È passato più di un secolo dalla nascita del cinema, eppure continuiamo a sederci su una poltroncina in una sala scura in attesa di essere stupiti dalle meraviglie che saranno proiettate su di uno schermo.

Le storie che il cinema  racconta sono cambiate, ma quello che è cambiato di più non è stato il “cosa” raccontare, quanto il “come” raccontarlo. Film che raccontano la stessa storia possono raccontarla in maniera diversa a seconda del periodo storico d’uscita e del pubblico al quale la pellicola fa riferimento. La verità è che gli uomini raccontano storie, cioè fanno storytelling, dall’alba dei tempi. Quasi ogni storia è stata già raccontata, ma ciò nonostante le storie sono ancora oggi una parte importante della nostra vita, ed è questo uno dei motivi per i quali continuiamo ad andare al cinama.

Per esaminare questa evoluzione dello storytelling cinematografico prendiamo in considerazione un film e i suoi remake e reboot, esaminando in cosa differiscono, e confrontando ciascuno di loro con altri film usciti durante gli stessi anni.

I film presi in esame sono quelli di King Kong (i 4 principali, non gli spin-off e i sequel): King Kong (1933), King Kong (1976), King Kong (2005), Kong: Skull Island (2017).

I film di King Kong sono entrati indissolubilmente nell’immaginario collettivo. Sono però anche un perfetto esempio dell’evoluzione e del processo di svecchiamento dello storytelling cinematografico. Ogni film racchiude in sé una rappresentazione dell’epoca in cui è stato rilasciato. Si dice che il cinema è in crisi poiché non ci sono più idee e i remake sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni. Un remake ovviamente non potrebbe esistere senza il film originale, di cui è il rifacimento, ma non per questo va screditato, perché può raccontare la stessa storia in modo diverso, o aggiungendo ulteriori sfumature di significato.


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locandina


Lorenzo Crescitelli è nato ad Avellino nel 1999. Nel 2020 ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, con una tesi in Teoria e tecniche del linguaggio cinematografico. Dal 2021 è collaboratore di cattedra all’Università Suor Orsola Benincasa. Attualmente è iscritto, presso la stessa università, al corso di laurea magistrale in “Scienze dello spettacolo e dei media. Linguaggi, Interpretazione e Visioni del Reale (LIVRe)”. Nel 2021 ha collaborato con l’associazione Zia Lidia Social Club alla realizzazione di una rubrica collettiva nella quale ha consigliato film in programmazione televisiva.