“«Poeta e ribelle»: Gian Pietro Lucini teorico e critico della letteratura” di Isabella Pugliese

La segnalazione letteraria di oggi riguarda il volume di Isabella Pugliese su Gian Pietro Lucini (Franco Cesati Editore): autore futurista anomalo, le cui sperimentazioni anticipano diverse delle tendenze letterarie che seguiranno.

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Titolo: «Poeta e ribelle»: Gian Pietro Lucini teorico e critico della letteratura

Autrice: Isabella Pugliese

Pagine: 256

Anno: 2020

Editore: Franco Cesati Editore

 

Gian Pietro Lucini, poeta e scrittore lombardo vissuto tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, svolse un’intensa attività di teorico e critico della letteratura. Egli si confrontò infatti con le più importanti esperienze artistiche di inizio secolo, dal Futurismo al dibattito sulla liberazione dalla metrica tradizionale che portò all’affermazione del verso libero, secondo lui unico metro in grado di adattarsi al mutato contesto storico-culturale e alla diversa sensibilità dei poeti novecenteschi. Lucini fece anche i conti con la tradizione letteraria più prossima (Dossi e D’Annunzio), e con quella ottocentesca (Foscolo didimeo). Inoltre le sue numerose recensioni ad autori contemporanei fanno luce sulle questioni letterarie più dibattute in quegli anni e sui poeti che meglio incarnavano la nuova temperie culturale, facendo di Lucini uno sperimentatore di tutte le direzioni decisive della cultura del suo tempo, quelle che poi decideranno del Novecento in quanto tale.

Isabella Pugliese ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filologia Moderna, curriculum di Italianistica, presso l’Università Federico II di Napoli e attualmente è docente di materie letterarie presso il Liceo Artistico Policarpo Petrocchi di Pistoia. I suoi interessi di ricerca si concentrano soprattutto su tematiche inerenti il delicato passaggio tra Modernismo e Avanguardia nei primi anni del Novecento. Ha partecipato a numerosi convegni nazionali e ha al suo attivo saggi su Calvino, Marinetti, Palazzeschi e Lucini. È inoltre specializzata nell’insegnamento dell’Italiano agli stranieri.

Le ragioni della poesia. La poesia metaletteraria di Luigi Paglia

di Ferdinando Pappalardo

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Le liriche di Luigi Paglia hanno una qualità insieme poetica, metapoetica e metacritica. Nel mentre disegnano il rapido profilo biografico di diciassette protagonisti della scena letteraria e artistica contemporanea, ponendo in risalto la cifra originale e distintiva della loro opera, riannodano i fili che legano l’esperienza vissuta alla loro visione del mondo e, più in generale, s’interrogano sulla natura e sui compiti dell’arte, ma anche sullo statuto della critica nell’età del postmoderno.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Ferdinando Pappalardo ha insegnato Letteratura italiana e Teoria e storia dei generi letterari presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Bari. I suoi interessi di studio e di ricerca si sono concentrati sulle origini della lirica d’amore in Italia, sulla poesia e sulla narrativa italiana dell’Otto e del Novecento, sulle forme della letteratura di massa.

Cocktail di sacro e profano. Uomini e dèi spalla a spalla come al banco di un bar nei racconti di Daniele Coppa

di Carlo Crescitelli

prima di copertina3Due donne, un’umana e una dea, ognuna alla ricerca della sua grande occasione: forse proprio per questo né amiche né nemiche. Un re potentissimo, venerato come un dio, cui proprio il culto degli dei sarà causa di sventura e rovina. Un mercante che tratta sul prezzo del perdono di Dio, correndo il rischio di pagarlo sin troppo caro. Il figlio di un dio con più problemi quotidiani di quanti noi immagineremmo. E insieme a loro: un vecchio aedo cieco, due archeologi visionari, matti e spiantati, un collaboratore assai malfidato. un sindaco sognatore ed ingenuo, un prete sbalordito, e tutto un corteo di umanità perplessa lungo il corso dei secoli. Mescolate, shakerate, ed avrete il succo di “Nel grembo degli dei. Quando gli uomini parlavano con le divinità” di Daniele Coppa (Europa Edizioni 2019): una raccolta di quattro  racconti aromatizzati al gusto intelligente del paradosso, e arricchiti dal raro ingrediente dell’originalità. Perché i miti e le leggende ci presentano sempre e comunque gli uomini da una parte, e gli dei qualche maniera schierati al di sopra di loro: mai uomini e dei totalmente a braccetto, a sgomitare per un posto al sole come invece accade in queste quattro sorprendenti storie. Nelle quali psicologie umane le divine sono le stesse, come gli stessi sono i fallimenti e i successi. E non è per niente una questione di hybris; qui le posizioni ai nastri di partenza e le chances di vincere sono proprio uguali, e gli esiti di conseguenza. Aggiungete un pizzico di ironia e disincanto, mescolate ancora, ed eccovi un  cocktail di letture che – servitovi su ricetta di un autore di consumata esperienza del palcoscenico oltre che appassionato e storico di cucina – placherà la vostra sete di sacro lasciandovi al contempo un delizioso retrogusto di sana e coinvolgente consapevolezza del vivere.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. Sarà magari per questo che lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego l’antiviaggiatore quando può.

Kandinsky e l’esperienza estetica dell’arte

di Valentina Certo

prima di copertina3L’articolo prende in esame l’arte di Vassily Kandinsky ed il suo rapporto con l’esperienza estetica. La ricerca sulla forma ed il colore iniziata dal pittore e musicista russo nel 1896, anno del suo trasferimento a Monaco, culmina nel 1910 con la creazione del primo acquerello astratto e con la pubblicazione del saggio Lo Spirituale nell’arte dove sottolinea che «la nostra anima si sta risvegliando da un lungo periodo di materialismo» e auspica un’arte che si faccia non solo riflesso della società del suo tempo ma che aiuti a trasformarla. L’arte di Kandinsky, definita astratta, è capace di veicolare contenuti spirituali che prescindono dalla figurazione e che attraverso i sensi e le correlazioni tra il materiale e l’immateriale, portano alla vera e pura essenza. Per questo, come sottolinea sempre il pittore, “astrazione” non significa distaccarsi dalla concretezza e dall’oggetto ma creare un’immagine che sia incontro tangibile  tra visibile e invisibile e che porti lo spettatore ad immergersi totalmente nell’opera. Il richiamo alla realtà si fa più marcato negli ultimi anni tanto da dichiarare la sua arte “reale” dal momento che rende riconoscibile un mondo spirituale e nascosto di cui non abbiamo conoscenza ma che scopriamo una volta che si è realizzato. Attraverso gli scritti teorici di Kandinsky si cercherà di ricostruire il suo pensiero artistico, l’influenza della musica sui quadri che ha prodotto ed il rapporto con la filosofia di Alexandre Kojève, fino a prendere in esame il legame estetico che le sue opere hanno su chi le osserva e quindi le emozioni che suscitano.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Valentina Certo (1989), professore universitario a contratto di Tecniche Espressive ed Educazione all’immagine e del Laboratorio di Educazione Artistica e all’Immagine per il corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria dell’Università Lumsa di Palermo, ha conseguito la laurea in Beni Culturali, indirizzo storico-artistico (Università degli Studi di Messina) con una tesi di storia dell’arte medievale e la magistrale in Storia dell’arte e beni culturali, con una tesi di arte e storia moderna (Università degli Studi di Catania). Nel 2019 è stata due volte borsista presso l’Istituto Italiano degli Studi Filosofici di Napoli. Ha svolto vari corsi di perfezionamento universitari tra cui un master di I livello, in corso, in metodologie didattiche. Tra le sue pubblicazioni, numerosi articoli in rivista, prefazioni, recensioni e le monografie (“Caravaggio a Messina” Giambra 2017 e “Il tesoro di Federico II” Giambra 2019).

La logica nell’indagine poliziesca. La rigorosa catena deduttiva del giallo classico

di Tina D’Aniello 

 

prima di copertina3Navigando nell’arcipelago dei numerosi generi e sottogeneri della narrativa poliziesca, l’autrice ne evidenzia l’evoluzione in relazione alle ricerche dell’Ottocento sui fondamenti della matematica e al costituirsi della logica come settore autonomo del sapere, non più solo strumento delle altre scienze. La nuova visione del mondo, offerta dalla Fisica del Novecento si riflette nelle innovazioni della geometria dello di spazio, dell’essenza degli indizi e delle modalità dell’indagine. Non cambia l’archetipo del Giallo che ricalca pur sempre un teorema di geometria, con una ipotesi, il fatto criminoso, una dimostrazione, l’indagine investigativa, e una tesi, la scoperta del colpevole. Resta il pregio di un tipo di narrativa, a torto considerata minore, che riesce a fondere elementi culturali diversi e a sintonizzarsi su nuove frequenze di comunicazione sociale.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Tina D’Aniello dopo la maturità classica si è laureata in Matematica e Fisica presso l’Università Federico II di Napoli. Allieva dei professori Renato Caccioppoli ed Eduardo Caianiello, ha frequentato un ambiente scientifico stimolante interessandosi alle questioni epistemologiche con sensibilità umanistica. Ha insegnato nel Liceo classico “Torquato Tasso” di Salerno pubblicando sull’Annuario articoli su temi scientifici e questioni didattiche. Ha collaborato con il “Dipartimento di Scienze dell’antichità” dell’Università di Salerno con ricerche su testi di Euclide e di Archimede. Nella maturità sono prevalsi interessi letterari radicati nella sua cultura classica.

Ha pubblicato diversi articoli sulla Rivista Riscontri ed è risultata vincitrice nel concorso “Riscontri Poetici” con la raccolta “Nel cuore un angolo rosso”