Elogio della disobbedienza tra libertà e tirannide

riscontri_copertina n. 2Quello della disobbedienza civile è, senza dubbio, un argomento spinoso. Da un lato esso può rischiare, infatti, di sfociare in un discorso anarchico; mentre, dall’altro, una certa disobbedienza di maniera – molto in voga ai nostri tempi – può diventare utile strumento per l’affermazione di un potere tirannico. Probabilmente è anche per questo che difficilmente un corso di educazione civica includerà nel programma il diritto di opporsi.

Nonostante ciò, la facoltà del cittadino di combattere con l’arma della disobbedienza il potere di un governo che si sta rendendo arbitrario rimane – non fosse altro che per il suo valore di deterrente – un requisito fondamentale per il preservamento dello stato di diritto.


CLICCA QUI PER CONSULTARE L’INDICE


locandina


Ettore Barra è dottore magistrale in Scienze Storiche, specializzato in Storia medievale e rinascimentale. Si interessa anche di storia del Cristianesimo e di storia del pensiero e delle dottrine politiche, con particolare attenzione per il ’900. È il direttore di “Riscontri”, con il Terebinto Edizioni ha pubblicato i volumi: Tommaso d’Aquino e l’eternità del mondo (2015); Il pensiero politico di Costantino Grimaldi: Inquisizione e conflitto giurisdizionale nel Regno di Napoli (2017). Inoltre ha curato l’edizione critica del manoscritto inedito di Grimaldi Apologia contro la bolla di censura della Curia romana (2017).

 

Il Re non è nudo, è ben nascosto

riscontri_copertina n. 2Uno dei libri più coraggiosi nella storia del cristianesimo in Italia. Senza “se” e senza “ma”, questa vale ancora oggi come definizione della Monarchia di Dante Alighieri. Tantʼè vero che (sebbene pubblicata postuma, a quanto pare) fin dallʼinizio fu ferocemente attaccata dalle autorità ecclesiastiche e, appena venne istituito lʼIndice dei libri proibiti, fu uno dei primi testi a finirci dentro. Il coraggio da leoni di Dante emerge in tutta la sua forza fin da una prima lettura dellʼopera, agile, fresca, potente. A questa impressione contribuisce senzʼaltro lʼautore stesso, presentandosi senza falsa modestia, negli incipit dei libri secondo e terzo, come un moderno profeta degno di figurare accanto a quelli della Sacre Scritture. Ciò detto, cominciano i problemi. Gli esperti che hanno esaminato la Monarchia alla luce del pensiero filosofico medievale, o più nello specifico il pensiero politico, sono infatti giunti alle conclusioni più opposte. Le “dimostrazioni” date da Dante sono piene di ambiguità e falle, evidenti anche ai lettori dellʼepoca. Come mai? Ci sta nascondendo qualcosa? In questo articolo si avanza unʼinterpretazione alternativa del trattato politico, il che lo renderebbe davvero innovativo e profetico come prometteva lʼAlighieri. Una chiave di lettura del mondo che sarebbe ufficialmente emersa solo sette secoli più tardi.


CLICCA QUI PERCONSULTARE L’INDICE


locandina


Dario Rivarossa ilTassista Marino, nato a Cuneo nel 1969, vive attualmente a Perugia dove è sposato con Paola. Lavora come giornalista per il settimanale umbro La Voce e per Umbria Radio. Traduce da inglese, tedesco e latino; e da italiano a inglese. Cura il sito ambrose-bierce-in-italiano.blogspot.com. Artista digitale (profilo su Behance). Con Il Terebinto ha pubblicato, tra lʼaltro, il romanzo Il Divino Sequel e il saggio Dante fantasy. Collabora regolarmente con la rivista Riscontri, tra saggistica e recensioni. Ha inoltre pubblicato il poemetto neo-barocco dadaista La Strige. Città preferite: Torino e Napoli.

Pandemia e nuova antropologia politica

prima di copertinaIn molti hanno analizzato le analogie e le differenze tra l’attuale pandemia e i tanti morbi che, nella storia, hanno afflitto l’umanità. Interessanti e acute analisi di confronto sia degli aspetti sanitari che di quelli socio-economici. Dalla peste di Atene fino all’influenza spagnola del XX secolo, passando per le grandi pestilenze medievali e moderne. Nonostante le incolmabili differenze – per varietà della malattia e periodo storico – ciascun episodio si rivela utile oggetto di riflessione. In particolare potrebbe essere utile ripercorrere la Storia della colonna infame, pagine manzoniane dal grande significato etico sui protagonisti involontari di quasi ogni epidemia: i cosiddetti untori, che oggi si definiscono come “irresponsabili”. Fondamentale capro espiatorio anche dell’attuale, e completamente fallimentare, gestione pandemica.

In pochi, però, hanno notato e messo opportunamente in evidenza un elemento completamente inedito rispetto al passato. La privazione di una risorsa il cui godimento appartiene da sempre a tutta l’umanità, a prescindere dalle coordinate geografiche e culturali, e che in quanto tale è stata oggetto di profonde indagini filosofiche.

Ettore Barra è dottore magistrale in Scienze Storiche, specializzato in Storia medievale e rinascimentale. Si interessa anche di storia del Cristianesimo e di storia del pensiero e delle dottrine politiche, con particolare attenzione per il ’900. È il direttore di “Riscontri”, con il Terebinto Edizioni ha pubblicato i volumi: Tommaso d’Aquino e l’eternità del mondo (2015); Il pensiero politico di Costantino Grimaldi: Inquisizione e conflitto giurisdizionale nel Regno di Napoli (2017). Inoltre ha curato l’edizione critica del manoscritto inedito di Grimaldi Apologia contro la bolla di censura della Curia romana (2017).


locandina

Il Settecento, figlio ribelle del Rinascimento

di Dario Rivarossa

 

prima di copertinaIn che rapporti stavano il Cinque e Seicento con il loro “figlio”, il Settecento? Un figlio che ha ereditato i caratteri dei genitori e ha portato avanti l’azienda di famiglia, o un ribelle che se n’è andato per la propria strada sbattendo la porta e tagliando i ponti?
A ogni risposta di tipo “a” se ne può opporre una di tipo “b”, e viceversa. Ora viene in soccorso una raccolta di saggi sulle “costellazioni concettuali” che si sono tramandate dal XVI al XVIII secolo, con le varianti intervenute nel passaggio. Varianti che rivelano, appunto, un complesso rapporto di continuità e discontinuità. Una linea – tutt’altro che retta – va dagli umanisti di fine Quattrocento agli enciclopedisti del Settecento passando per una serie di pensatori spesso spiazzanti, in cima a tutti Giordano Bruno; ma anche Martin Lutero non scherzava in fatto di ambivalenza, se è per questo.
In particolare, qui si è scelto di esaminare in che modo una serie di autori dei secoli XVI e XVII sono presentati dal saggista e polemista Pierre Bayle e dall’Enciclopedia di Diderot e D’Alembert.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

Link all’acquisto:

Amazon

Sito dell’editore