L’utilizzo politico della genealogia di Enea. Dalle guerre macedoniche ai giorni nostri

di Giovanni Liberti

prima di copertina

In questi ultimi anni c’è un rinnovato interesse verso la figura di Enea e verso l’Eneide di Virgilio, interesse dettato anche da fattori attuali come i flussi migratori dall’Africa e dal Medio Oriente. La raffigurazione dell’Enea migrante è stata rifiutata ricorrendo in modo decontestualizzato alla sua genealogia o alle origini della stirpe Troiana. Questo articolo è una ricostruzione delle principali varianti del mito della fondazione di Roma, in particolare gli aspetti della genealogia di Enea e il suo utilizzo nel discorso politico del mondo antico e del XV secolo.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 3 (2019) di “Riscontri”

La rivista è distribuita nelle librerie fisiche e in quelle online

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Giovanni Liberti è un semplice appassionato di storia antica e medievale; laureato in storia nel lontano 2011 attualmente scrive su alcuni quotidiani digitali della provincia di Napoli e cura il sito deipnosofista.com

Il sogno concreto. Dalla città ideale alla città reale nel secondo Quattrocento

di Marco Mercato

 

copertina def 2Con il tramonto dell’età comunale e con l’avvento di nuove forme di potere, le città suscitarono un rinnovato interesse. I nuovi signori, infatti, dovevano trovare un modo per esprimere la loro legittimità e, in un contesto politico burrascoso ed incerto, uno degli espedienti migliori fu quello di intervenire sul tessuto urbano, avendo dunque l’opportunità, con la propria azione, di controllare in modo vasto e, per quanto possibile completo, la società. Le esigenze del momento diedero nuovo prestigio ad una figura, quella dell’architetto, che finì per trovarsi a metà strada tra le ambizioni del potere e le concezioni dell’Umanesimo. In pieno Quattrocento, nel vivo del fermento culturale e con una situazione politica che sembrò ad un certo punto stabilizzarsi, in molti iniziarono a pensare che una città ideale, perfetta armonia fra antico e moderno, leggi umane e leggi della natura, potesse finalmente realizzarsi e ciò trovò corrispondenza nei progetti dei principali architetti ed artisti dell’epoca. Purtroppo però, tutto questo durò soltanto pochi decenni: le Guerre d’ Italia cancellarono ben presto ogni possibilità di dar concretezza a quello che si riteneva un nuovo ordine, rimettendo in discussione ogni cosa.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2-3 (2018) di “Riscontri”

 

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Marco Mercato è nato a Pompei nel 1991, ha conseguito nel 2012 il Diploma di Specializzazione in Studi Sindonici presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” di Roma e, nel 2017, la Laurea Magistrale in Scienze Storiche presso l’Università “Federico II” di Napoli. Ha partecipato occasionalmente, e partecipa tuttora, al programma di Rai Storia “Passato e Presente”.