Un clandestino di nome Francesco

F. D’Episcopo, Clandestino, Homo scrivens, 2020, pp. 128, € 12,00

Clandestino (frammenti di vita) si compone di uno scritto autobiografico in cui D’Episcopo racconta alla sua maniera incontri con personalità illustri, la vita universitaria, i premi letterari e la sua attività “clandestina” in favore di tanti artisti di valore che rischiano di restare esclusi dalla grande scena letteraria. Include, inoltre, interviste e conversazioni al caffè, oltre una silloge poetica dedicata ai suoi luoghi del cuore: Napoli, il natio Molise e Salerno. Le interviste sono di Gabriele Bojano, Maria Gargotta e Paolo Romano.

Dal quarto di copertina: “Nelle molte vite, che ci è dato di vivere e conoscere solo a noi stessi e a qualche casuale compartecipe, resta sempre qualche spazio da riempire e da comunicare agli altri per una sintesi inevitabilmente incompleta e incompiuta…”.


locanandina


Maria Gargotta è nata a Napoli nel 1957, da padre siciliano e da madre napoletana. A Napoli vive e lavora. Laureata in Lettere classiche alla “Federico II” di Napoli, dal 1987 è docente di materie letterarie; attualmente insegna al Liceo Artistico di Napoli ed ha collaborato per quindici anni, come cultrice, con la cattedra di Letteratura Italiana alla “Federico II”. La critica letteraria, la poesia e la narrativa impegnano il suo tempo migliore. Ha al suo attivo diversi saggi critici, due sillogi poetiche: Melancholia (Ripostes, Salerno-Roma, 1989), Il silenzio della parola (Edizioni “Il Grappolo”, Mercato S. Severino, 2006) e quattro opere di narrativa: Mnemosyne (Edizioni Oxiana, Napoli 1998); Voci al tramonto (Edizioni Guida, Napoli 2009); I giorni della montagna bruna (Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria 2014); I fantasmi sono innocenti (Edizioni Rogiosi, Napoli 2016); Memorie d’autunno (Edizioni Rogiosi, Napoli 2019).

La simbologia del rito dell’incenso per comprendere il mondo di oggi

di Carlo Crescitelli

prima di copertina3Un lavoro di inaspettata, insospettabile complessità che, prendendo le mosse dall’intento di esporre ed  approfondire i significati simbolici della pratica liturgica dell’incensazione all’interno del contesto del rito bizantino, rivela però poi presto l’urgenza di costruire un’articolata mappa di sentieri meditativi sul senso profondo della cristianità nell’attuale momento storico. Una riflessione a metà tra cristallino rigore interpretativo ed autentica, umana passione. Una eccellente indagine della questione fatidica del rapporto – del primato – tra legge morale e legge civile; tra opportuna sensibilità al momento storico-sociale, e necessaria inattualità dell’approccio trascendentale. Un percorso logico nel quale i riferimenti e appigli al tempo presente (mode di recupero del buddismo e delle filosofie orientali in genere,  recenti indirizzi di riforma della scuola e del lavoro, etica e non-etica del tempo libero nel nuovo quadro economico liberista) vengono bilanciati dall’intelligente ricorso a divergenti modelli a questo nostro tempo esterni ed estranei (l’immortale messaggio cristiano del grande romanzo russo, l’esegesi comparata delle Scritture, la cura filologica del testo greco, l’inusitata enfasi sulla crucialità e sul valore vivo degli Atti degli Apostoli). Con il risultato di conclusioni che potrebbero apparire provocatorie, per la Chiesa cattolica dialogante e diplomatica di oggi, se non fossero rigorosamente argomentate in senso tanto sociologico quanto religioso. Ed è proprio questo  risoluto e risolutivo eclettismo a rendere alla fine i tanti sfaccettati contenuti espressi pienamente fruibili a più categorie di lettori: dal religioso fino al laico, con tutte le varie sfumature di curiosità intermedie. E sullo sfondo di tutto il discorso, la tensione mai paga a una via che è al tempo stesso di umanità e di fede: quella verso il riscatto individuale attraverso la testimonianza della vocazione, che è poi sempre, ove correttamente praticata,  anche crescita etica rivolta alla società e al prossimo, proprio in quanto mutua espressione della stessa pienezza morale e spirituale.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Carlo Crescitelli è nato ad Avellino, Irpinia, dove oggi vive, e va oramai per i sessanta. Gli piacciono: la musica rock e la world music, il cinema, i viaggi al freddo e alla pioggia, la letteratura fantascientifica, fantastica e misteriosa in genere. Ma non solo queste cose, e non necessariamente in questo ordine. Un’altra cosa che gli piace è scrivere storie: ma forse ancor più gli piace leggerle e raccontarle. Sarà magari per questo che lo leggete qui, e che possiede tutti i romanzi di Emilio Salgari, e continua a mandare in giro il suo alter ego l’antiviaggiatore quando può.

La logica nell’indagine poliziesca. La rigorosa catena deduttiva del giallo classico

di Tina D’Aniello 

 

prima di copertina3Navigando nell’arcipelago dei numerosi generi e sottogeneri della narrativa poliziesca, l’autrice ne evidenzia l’evoluzione in relazione alle ricerche dell’Ottocento sui fondamenti della matematica e al costituirsi della logica come settore autonomo del sapere, non più solo strumento delle altre scienze. La nuova visione del mondo, offerta dalla Fisica del Novecento si riflette nelle innovazioni della geometria dello di spazio, dell’essenza degli indizi e delle modalità dell’indagine. Non cambia l’archetipo del Giallo che ricalca pur sempre un teorema di geometria, con una ipotesi, il fatto criminoso, una dimostrazione, l’indagine investigativa, e una tesi, la scoperta del colpevole. Resta il pregio di un tipo di narrativa, a torto considerata minore, che riesce a fondere elementi culturali diversi e a sintonizzarsi su nuove frequenze di comunicazione sociale.

L’articolo completo è disponibile sul numero 2 (2020) di “Riscontri”

Tina D’Aniello dopo la maturità classica si è laureata in Matematica e Fisica presso l’Università Federico II di Napoli. Allieva dei professori Renato Caccioppoli ed Eduardo Caianiello, ha frequentato un ambiente scientifico stimolante interessandosi alle questioni epistemologiche con sensibilità umanistica. Ha insegnato nel Liceo classico “Torquato Tasso” di Salerno pubblicando sull’Annuario articoli su temi scientifici e questioni didattiche. Ha collaborato con il “Dipartimento di Scienze dell’antichità” dell’Università di Salerno con ricerche su testi di Euclide e di Archimede. Nella maturità sono prevalsi interessi letterari radicati nella sua cultura classica.

Ha pubblicato diversi articoli sulla Rivista Riscontri ed è risultata vincitrice nel concorso “Riscontri Poetici” con la raccolta “Nel cuore un angolo rosso”