Il Settecento, figlio ribelle del Rinascimento

di Dario Rivarossa

 

prima di copertinaIn che rapporti stavano il Cinque e Seicento con il loro “figlio”, il Settecento? Un figlio che ha ereditato i caratteri dei genitori e ha portato avanti l’azienda di famiglia, o un ribelle che se n’è andato per la propria strada sbattendo la porta e tagliando i ponti?
A ogni risposta di tipo “a” se ne può opporre una di tipo “b”, e viceversa. Ora viene in soccorso una raccolta di saggi sulle “costellazioni concettuali” che si sono tramandate dal XVI al XVIII secolo, con le varianti intervenute nel passaggio. Varianti che rivelano, appunto, un complesso rapporto di continuità e discontinuità. Una linea – tutt’altro che retta – va dagli umanisti di fine Quattrocento agli enciclopedisti del Settecento passando per una serie di pensatori spesso spiazzanti, in cima a tutti Giordano Bruno; ma anche Martin Lutero non scherzava in fatto di ambivalenza, se è per questo.
In particolare, qui si è scelto di esaminare in che modo una serie di autori dei secoli XVI e XVII sono presentati dal saggista e polemista Pierre Bayle e dall’Enciclopedia di Diderot e D’Alembert.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

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Una modesta proposta. Sociologia dello sviluppo nell’opera di Jonathan Swift

di Luca Perioli

 

prima di copertinaA tre secoli dalla sua pubblicazione, Una modesta proposta di Jonathan Swift mantiene ancora oggi tutto il valore delle sue argomentazioni; i grandi temi della sovrappopolazione, disoccupazione e povertà, descritti con sottile ironia, trovano infatti costanti riferimenti nella realtà attuale, inducendo anche il lettore moderno a fare quell’opera di riflessione e ponderazione tanto apprezzati e ricercati dall’autore settecentesco.

In questa prospettiva ha grande valore il tentativo di Swift di aprire gli occhi al suo pubblico, impedendogli di deresponsabilizzarsi ed isolarsi dalla realtà circostante; sfruttando alcuni dei tabù più oscuri della natura umana, tra cui l’infanticidio e il cannibalismo, egli ci porta a valutare sempre attentamente la realtà politico-culturale in cui siamo immersi, nella sincera convinzione che solo dalle singole scelte degli individui può partire un reale percorso di sviluppo e miglioramento sociale.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

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Luca Perioli è nato in provincia di Parma nel 1994. Laureato presso l’Università di Bologna, si interessa ad attività nel campo delle scienze sociali utili alla valorizzazione di forme di sviluppo in ambito locale e globale, attraverso un’analisi multidisciplinare del complesso di elementi politici, culturali ed economici che influenzano i comportamenti, le scelte e le relazioni dei gruppi umani a livello organizzativo e del vivere associato.

Napoleone in Egitto. Incomprensioni e fraintendimenti agli albori dell’orientalismo moderno

di Alessandro Ruffo

 

copertina def 2Nel 1798 Napoleone pianifica la conquista dell’Egitto basandosi sui testi degli autori classici e degli orientalisti moderni, identificando in toto il paese ivi descritto con quello reale. Questa tendenza, definita “atteggiamento testuale”, gli impedisce di comprendere realmente gli egiziani contribuendo al fallimento della spedizione e impedendo l’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra conquistati e conquistatori, fondamentale per garantire il perdurare dell’occupazione francese. La più grande mancanza si ha nei confronti dell’Islam, religione che Napoleone sfrutta per la sua propaganda in loco ma di cui contraddice, nella pratica, perfino i principi più basilari, attirandosi il sospetto e la rabbia dei fedeli musulmani. Ciononostante la Campagna d’Egitto passerà alla storia, grazie alla codificazione offertane nelle memorie di Napoleone e nella monumentale Description de l’Ègypte, come il successo che avrebbe dovuto essere invece che come il mezzo disastro che fu, contribuendo al rafforzarsi di quegli stessi stereotipi che ne erano alla base.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 2-3 (2018) di “Riscontri”

 

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Alessandro Ruffo si è laureato in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel 2017 con una tesi dal titolo “L’Egitto e l’Occidente – Percezione dell’Altro nell’Europa del XIX e di inizio XX secolo”. È giornalista pubblicista e attualmente collabora per la rivista di approfondimento culturale La COOLtura (http://www.lacooltura.com/) in qualità di Caporedattore della sezione Fumetti. Inoltre dall’inizio del 2018 collabora alla trasmissione di divulgazione storica Passato e Presente di Rai Cultura.