La Scuola nella “Questione meridionale” [Appunti su Rocco Scotellaro]

Con l’approssimarsi del centenario della nascita di Rocco Scotellaro (19 aprile 2023) nonché del settantesimo della morte (15 dicembre dello stesso anno), si prevede una gran messe di studi sull’opera e sul pensiero del poeta-sindaco di Tricarico, la cui “fortuna” si è accresciuta, a dire il vero, sempre di più negli ultimi decenni, dopo una “damnatio memoriae” o una incomprensione, che è durata dalla morte della “pulce rossa” sino agli anni ’70 del secolo scorso.

Il rischio, che pure si potrebbe correre, è che a fronte di una quantità notevole di studi, si rinunci all’originalità dell’indagine, ripetendo analisi e interpretazioni e tralasciando piste di ricerca ancora relativamente poco frequentate.

Anche per evitare tale rischio e per dare un minimo contributo originale alla conoscenza di un intellettuale, che, pur essendo morto a trent’anni e pur essendo nel fiore della sua maturazione intellettuale, che avrebbe potuto dare ulteriori ricchi frutti, offre ad attente letture spunti di analisi utili persino per comprendere ancora meglio il nostro presente.


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“Petrolio” by P.P. Pasolini: when the myth becomes epic

Petrolio, prima di essere un romanzo, meglio un’opera epica moderna, è un viaggio attraverso l’alta borghesia italiana, tra gli anni ’60 e ’70 del XX secolo, alla scoperta delle perversioni celate dietro agli ideali cattolico-comunisti. Agli occhi di uno dei più grandi intellettuali del secolo scorso, Pier Paolo Pasolini, l’esperienza del protagonista diviene epica, perché sublimata nell’allegoria di un’intera Nazione – se non addirittura civiltà – che rapidamente sta mutando i propri costumi.

Riccardo Renzi (1994)

Dopo la laurea triennale in Lettere classiche presso l’Università degli studi di Urbino, discutendo una tesi recante titolo La nobiltà in Francia nei primi due secoli dell’età moderna (febbraio 2017), ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze Storiche presso l’Università di Macerata discutendo una tesi dal titolo Latin historian’s manuscripts and incunabola preserved at Fermo Public Library Romolo Spezioli (ottobre 2020). Ha inoltre conseguito una Summer school in metrica e ritmica greca presso la Scuola di metrica dell’Università di Urbino (2016) e il percorso psico-pedagogico per l’insegnamento (24 CFU) presso l’Università di Macerata (2019). Nel 2021 entra a far parte del Centro studi sallustiani, dell’Unipop di Fermo e del comitato scientifico della rivista di filologia greca e latina Scholia. Insegna presso l’Istituto di Formazione Professionale Artigianelli di Fermo. Appassionato di storia greca e romana, collabora con le riviste: “Scholia”, “Il Polo”, “Marca/Marche”, “Inchiostro” e “Avanguardia”.

Luca Berdini (1978)

Dopo la laurea quadriennale (vecchio ordinamento) in Conservazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Urbino, discutendo una tesi intitolata Le nuove frontiere dell’archiviazione informatica (2001), diviene lettore presso il Mary Washington College (USA-VA) (2001-2003). Appassionato di storia bellica romana e medioevale, ha collaborato con i giornali “Il Corriere Adriatico” e “La Voce delle Marche”, e con le riviste “Il Polo” e “Inchiostro”. Dal 2005, dopo la vittoria del concorso ordinario, è bibliotecario presso la Biblioteca Civica Romolo Spezioli di Fermo.


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Fiorentino Sullo, un democristiano atipico

primaFiorentino Sullo, nato a Paternopoli (AV) il 29 marzo del 1921, fu un convinto riformista sin dall’inizio della sua attività politica. Influenzato dalle idee di Guido Dorso, confidava nella creazione degli enti regionali per superare i vari notabilati locali, sperando di poter costruire attraverso la loro gestione la futura classe dirigente. Durante il suo percorso politico ha sempre pensato che il Mezzogiorno potesse essere autosufficiente, come ricordato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la sua visita ad Avellino nell’ottobre del 2019, impegnandosi duramente per modernizzarlo attraverso le infrastrutture. Verrà ricordato anche per la mancata riforma urbanistica, stritolata dai grandi gruppi immobiliari per mezzo della stampa asservita, e da chi definì quella riforma una sua iniziativa personale a pochi giorni dalle elezioni dell’aprile 1963, consultazioni politiche poi fallimentari per la Democrazia Cristiana. Successivamente gli venne affidato il Ministero dell’Istruzione in pieno ’68, una sfida che raccolse riformando il meccanismo degli esami di stato, una riforma che nelle sue intenzioni doveva essere provvisoria, ma che invece restò in vigore fino a pochi anni fa. Il suo errore fatale fu dimettersi da quell’incarico in polemica con il segretario democristiano Piccoli, per il mancato rinvio del congresso provinciale avellinese, che terminò con l’ascesa dei demitiani, avviandosi così verso il tramonto della sua lunga e fruttuosa carriera politica.

Antonino Lambo è nato a Salerno poco prima del Mundial del 1982, ha rimesso nel cassetto il suo diploma di ragioniere programmatore dopo aver riscoperto la sua passione per la storia contemporanea, laureandosi nel marzo 2020 in Filologia Moderna, presso l’Università degli studi di Salerno. Il suo faro resta l’inarrivabile Marc Bloch.


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