La «guerra dei segni» tra Bisanzio e l’Islam. Questione iconoclastica e iconografia sulle monete

primaDurante il VII secolo, l’incontro/scontro tra la nascente comunità islamica e l’impero bizantino ebbe l’aspetto, oltre che di una contesa militare, anche di una «guerra dei segni». Tra le due civiltà – arabo-islamica e greco-cristiana – la rivalità territoriale, e soprattutto culturale, si manifestò infatti anche nella rappresentazione simbolica dei rispettivi fondamenti religiosi e politici. Rappresentazione, dunque, di una contrapposizione, che ebbe un ruolo anche nello sviluppo della controversia iconoclastica nel successivo VIII secolo ma realizzata su un supporto materiale e per mezzo di un linguaggio comuni: l’iconografia sulla moneta. Tale medium, grazie alla sua diffusione tra i sudditi del basileus quanto tra quelli dei califfi, veicolava facilmente i messaggi che i poli del potere di entrambe le comunità volevano fossero assimilati da tutti coloro che, nella propria comunità come in quella rivale, si servivano della moneta e ne conoscevano il doppio valore: economico e simbolico.


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Gesù e Maria nel Corano. Riscontri Evangelici

di Raffaele Di Zenzo

 

prima di copertinaDa una lettura attenta del Corano si vede che Gesù e Maria hanno una posizione speciale nel Corano, che dichiara la Torah di Mosè e il Vangelo di Gesù sono “Luce e Guida per le genti”.

La prima parte del Corano ha un’origine meccana in cui si trovano molti riferimenti a personaggi ed eventi del Vecchio e del Nuovo Testamento e dimostrano che l’islam ha un substratum giudeo-cristiano. Era iniziato come un movimento monoteista contro il pantheon di 360 idoli dei beduini del deserto arabo.

In questo contesto Gesù e Maria occupano una posizione di grande rispetto e onore. Maria è chiamata “Eletta, fra tutte le donne del mondo… O Maria, Dio ti annunzia la Lieta Novella di una Parola da Lui proveneinte, il suo nome è Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro. Uno dei più vicini a Dio”.

Perciò il Natale è anche una celebrazione coranica e islamica.

 

L’articolo completo è disponibile sul numero 1 (2020) di “Riscontri”

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Raffaele Di Zenzo è originario di Serino, (Avellino). Dopo il liceo classico è emigrato negli Stati Uniti, dove ha continuato i suoi studi all’università dell’Illinois a Urbana, dove insegnava il professore-umanista Rocco Montano dell’universita’ di Salerno. Nella sua tesi di dottorato “Storia e Letteratura in Giovanni Verga“, ha dimostrato come il realismo di Francesco De Sanctis e il verismo di Giovanni Verga abbiano continuato lo spirito del Risorgimento di immettere la nuova Italia verso una via repubblicana e democratrica: “Casa nuova bisognava fare, e il popolo aveva ad essere re”.

Ha insegnato italiano alla Loyola University di Chicago. Ha contribuito al programma di Italian American Studies all’universita’, con la sua collezione “Italian American Trasures“, in cui c’è incluso anche uno studio su “Joseph Tusiani: Poeta e scrittore in quattero lingue: italiano, inglese, latino e dialetto garganico”, pubblicato da Riscontri.